Architettura sostenibile e autocostruzione, il progetto ‘Harvest Home’ per gli sfollati della Colombia

Il concetto di housing autosufficiente e autocostruito assume particolare significato dove, a fronte di una forte domanda di abitazioni, manodopera qualificata e risorse tecniche sono scarse. Negli ultimi quarant’anni, circa tre milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni in Colombia, trasformando questo paese nella nazione al mondo con il più alto numero di sfollati. La domanda di abitazioni è stimata a più di un milione e quattrocentomila unità e la valle del fiume Cauca è il luogo che necessita di maggiori aiuti umanitari. Il potenziale sviluppo della regione è comunque significativo, ed è proprio in quest’area sud-occidentale, tra la catena montuosa della Cordigliera Occidentale e quella Orientale, che si trova un eccellente materiale da costruzione che cresce naturalmente e in abbondanza: il bambù.

 

Le case in bambù sono facili da costruire, non richiedo manodopera qualificata e sono particolarmente adatte alle condizioni climatiche della valle del Cauca. Il bambù è un materiale naturale, versatile, leggero, biodegradabile e sostenibile, e si differenzia dagli altri legni poiché cresce di nuovo dopo essere stato tagliato, rigenerandosi rapidamente. Mentre un tronco d’albero di diciotto metri impiega sessant’anni a ricrescere dopo essere stato tagliato, un fusto di bambù della stessa altezza impiega solamente cinquantanove giorni.
Secondo la ricerca dei progettisti, lo studio Aqso arquitectos office, la raccolta di un ettaro di bambù Guadua, il genere che cresce in questa zona geografica, equivale alla disponibilità di materiale per costruire 3,5 case. La valle bagnata dal fiume Cauca ha una superficie di più di ottomilatrecento ettari, e circa cinquemila famiglie all’anno giungono in questo luogo, per cui l’utilizzo del bambù risulta la scelta più conveniente quanto a materiale da costruzione per realizzare case per gli sfollati. Le abitazioni autosufficienti realizzate con questa tecnologia portano, inoltre, un’attività che le nuove comunità che si stabiliscono nella valle possono svolgere, e l’autosufficienza garantisce risorse alle famiglie.
L’utilizzo del bambù si integra perfettamente alle eccellenti condizioni ambientali di quest’area caratterizzata da un clima intertropicale, con temperature costanti tutto l’anno. Inoltre, la caratteristica di resistenza antisismica propria di questo materiale, detto anche “acciaio vegetale”, assicura la stabilità delle strutture in questa zona a rischio.

 

La casa in bambù pensata dai progettisti dello studio Aqso arquitectos office è un elemento organico che si erge nel paesaggio della valle. Le sue qualità “non site specific” consentono a questa abitazione una versatilità che la rende adattabile in diversi contesti. La distribuzione di questa casa sperimentale di forma affusolata è basata su uno schema tradizionale: la base, larga e stabile, è destinata allo svolgimento delle attività diurne, mentre il primo piano ospita le stanza da letto distribuite attorno al camino centrale. Le aperture realizzate in maniera casuale tra la maglia di nervature di vimini intrecciati che trattengono il guscio di bambù che costituisce la pelle esterna delle abitazioni consentono agli abitanti della casa di osservare il contesto esterno in tutte le direzioni. 
L’edificio è costruito ad una quota innalzata rispetto al livello del terreno per proteggere la struttura dall’umidità. Il guscio di bambù, ispirato alla forma dell’icosaedro, ha una base costituita da quattro nodi che consentono di ridurre il numero di appoggi nella fondazione. Questi nodi sono costruiti tagliando le estremità dei fusti di bambù in un modo particolare e fissandoli attraverso viti. Un intreccio di vimini, fibra flessibile che cresce abbondante nella valle, è utilizzato per tenere insieme il guscio rinforzando la struttura.
Anche le pareti esterne sono realizzate utilizzando fusti di bambù: la pelle esterna, con piccole aperture, fornisce il livello di ventilazione richiesta per il clima di questa zona, mantenendo l’ambiente interno fresco e asciutto. Il camino centrale, realizzato in pietra e costruito direttamente sul terreno, è utilizzato sia per la cucina che per il soggiorno, portando il calore fino al piano superiore. La quantità di bambù necessaria per realizzare una casa ha un costo di circa 95 euro.
Le case nella valle del Cauca sono pronte per essere “raccolte” (“to harvest” significa infatti raccogliere). I loro occupanti disporranno di uno spazio confortevole e sostenibile in cui vivere, mentre il bambù continuerà a rigenerarsi in questa fertile regione colombiana.

 

a cura di Federica Maietti

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 41 “EMERGENZA/AUTOCOSTRUZIONE”.

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto Harvest Home contestualizzato nel paesaggio della valle del Cauca, Colombia. © AQSO arquitectos office

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