Architettura sostenibile, Città e Sviluppo Urbano alla Biennale di Architettura di Pordenone

Si concluderà il prossimo 8 gennaio l’ottava edizione della Biennale di Architettura del Friuli Venezia Giulia incentrata su Sviluppo Urbano, Città e Architettura Sostenibile, con il Premio Marcello D’Olivo. L’evento quest’anno si è configurato come un focus sulla trasformazione industriale-urbana di Pordenone e su alcune esperienze internazionali che guardano alla città come scenario per una realtà sostenibile.

 

Un nuovo atteggiamento critico, all’interno della disciplina architettonica, che emerge come approccio etico al progetto è insito nel concetto di sostenibilità. Un tema complesso che proietta l’attualità e il già costruito nella dimensione del domani, la cui qualità dipenderà dal grado di consapevolezza degli interventi architettonici e urbani che si andranno a realizzare in ogni contesto.
Questo il filo conduttore degli incontri della tappa conclusiva della Rassegna Biennale di Architettura – Premio Marcello D’Olivo, organizzata degli Architetti del Friuli Venezia Giulia “Arte&Architettura” con la collaborazione del Comune di Pordenone, che con scadenza biennale premia i migliori progetti realizzati in Friuli Venezia Giulia in diverse tipologie.
Gli Spazi Espositivi di Via Bertossi accolgono in mostra, fino all’8 gennaio, le 129 tavole dei progetti partecipanti (tra cui i 6 premiati dalla giuria internazionale nel 2010).

 

Nel medesimo spazio si sono tenuti una serie di incontri che hanno perseguito l’obiettivo di parlare e far parlare di architettura e urbanistica a partire da Pordenone 50-70 in cui Annalisa Avon e Paolo Tomasella hanno dialogato su Pordenone e lo sviluppo della città nel secondo dopoguerra: il momento della sua massima trasformazione fondamentale per la figura della città di oggi. Un’analisi per comprendere le scelte che ne hanno condizionato la forma e come esse si siano materializzate nelle città costruita.

 

La Sostenibilità urbana è stato il tema su cui hanno relazionato l’arch. Benno Albrecht, professore all’università IUAV e tra i referenti principali della disciplina, e il prof. arch. Janez Kozelj, vicesindaco di Lubiana fortemente impegnato all’attuazione di importanti progetti sostenibili nella capitale slovena; i due architetti si sono confrontati nella comune consapevolezza che la città è l’unico scenario per una reale sostenibilità.
La sostenibilità quindi come atteggiamento nei confronti del fare, non semplice adesione al dominante mondo high-tech e all’applicazione della tecnologia, e che impone alcune riflessioni sulla necessità dell’incontro dialettico fra cultura locale e cultura globale. Ogni architettura sostenibile deve misurarsi con gli elementi derivanti da un’analisi delle condizioni ambientali in senso lato (climatiche-energetiche) e anche con le declinazioni morfologiche che discendono da una lettura dei contesti storici che interpretavano tali necessità.
L’approccio sostenibile è critico verso la passiva adesione all’avanguardia e verso la ricerca del nuovo come valore assoluto, e dichiara invece la produttività della attenzione per le tracce di identità dei luoghi, alla ricerca dei valori di appartenenza ad una cultura, che possa introdurre valori di inquietudine entro ogni pensiero che si pretenda come globale.

 

Ha concluso il ciclo della Rassegna di Architettura l’evento “Incontro con gli autori”: cinque studi di architettura hanno illustrato al pubblico le ragioni dei propri progetti premiati al Premio Marcello D’Olivo 2010: Gregotti associati International, GEZA, LR architetti + arch. De Benedictis, Alessio Princic, studio mod.Land.

 

Per ulteriori informazioni
www.arte-architettura.it

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