Architettura sostenibile, Centro di Accoglienza in Tanzania

Il progetto di Luigi Castelli Gattinara per il Centro d’accoglienza, lavoro e promozione sociale a Lukobe, Tanzania, sviluppa alloggi e laboratori per lo sviluppo sostenibile e l’inclusione delle persone vulnerabili con l’obiettivo di creare un centro comunitario per la protezione e l’assistenza reciproca, in cui ogni membro contribuisce con le proprie capacità e riceve secondo i propri bisogni.

 

L’obiettivo principale del progetto è di offrire protezione, promuovere il coinvolgimento attivo e consentire la futura integrazione delle persone con maggiore vulnerabilità, quali i bambini con disabilità, le loro madri e gli orfani, che in Tanzania sono normalmente esclusi dalla vita sociale.
Il centro polifunzionale (da realizzare attraverso fundraising, con costi contenuti e lavoratori e materiali locali) è progettato per essere auto-sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed energico.

 

Il Centro ospiterà dormitori e accoglienza per i bambini con disabilità, i loro genitori e gli orfani; aule per la riabilitazione e didattiche; laboratori di carpenteria, artigianato e alimentari; orti e stalle; alloggi per i collaboratori internazionali; cucina, refettorio, lavanderia e sevizi.
Il progetto è stato interamente sviluppato sulla base di criteri di inclusione universale (non solo quindi eliminando barriere architettoniche): ambienti ortogonali, riferimenti acustici, percorsi e mappe tattili, sedute frequenti e studi dimensionali.

 

L’acqua, rivestendo in sé funzioni ambientali, produttive, tecnologiche, sociali ed estetiche, fornisce identità alla comunità. Storicamente i punti di aggregazione si creano intorno alla raccolta dell’acqua, catalizzatore dello sviluppo socio-economico e culturale: nel progetto il lavatoio è il luogo centrale di socialità e produzione di energia e acqua, attraverso un compluvium coperto da celle fotovoltaiche. Il sistema garantisce l’autonomia energetica e acqua per il proprio sostentamento.

 

La sostenibilità socio-economica ed energetica si realizza con un uso armonioso delle risorse: ogni lavorazione non produce rifiuti, ma materiali per altre attività. Acqua ed energia autoprodotte permettono l’allevamento e le coltivazioni; la lavorazione della moringa, con le sue proprietà e polivalenza di uso, risolve le necessità primarie e contribuisce a un sistema microeconomico autonomo.

 

L’assetto generale, le opzioni tecnologico-costruttive e l’individuazione dei materiali sono funzionali al comfort e alla minimizzazione dell’impatto. Il progetto prevede l’uso dei materiali locali e tecnologie innovative per contesti in via di sviluppo.
Sono state individuate alcune tecniche costruttive tradizionali (edifici a corte monopiano, verande, tetti a due falde, ecc.), riproposte attraverso un prototipo a basso costo per la rigenerazione rurale. Lo sviluppo di un modello BIM aiuta a controllare i costi , fasi e prefabbricazione .

 

Il progetto è caratterizzato da autonomia: anche in totale assenza di servizi, strategie passive garantiscono sufficienti energia e acqua; facilità realizzativa: costruzione economica, auto-replicabile, tecnologie e manutenzione semplici; adattabilità climatica: soluzioni architettoniche alternative suggerite per climi diversi; prefabbricazione ed espansione guidata: grazie ad una costruzione modulare, possibilità di personalizzare e costruire in fasi diverse (a seconda della disponibilità economica).

 

Il progetto è il vincitore della Medaglia d’Oro dell’undicesima edizione del Premio Italiano “Architettura Sostenibile” per la sezione Architettura e Tecnologie Sostenibili, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 14 ottobre a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria del Premioil progetto costituisce un esempio efficace di come il concetto di sostenibilità possa essere in grado di permeare la realizzazione di un’architettura in maniera integrale e olistica, coinvolgendo una molteplicità di aspetti. Il Centro d’accoglienza di Lukobe infatti affronta i temi della sostenibilità sociale, ambientale ed economica, fornendo per ciascuno di essi una risposta convincente e fattiva. Lo sviluppo progettuale è finalizzato a creare spazi accessibili e flessibili in grado di favorire l’aggregazione e l’integrazione sociale, ma al contempo protetti rispetto al contesto e pertanto adeguati ad accogliere un’utenza vulnerabile. Le funzioni sono risolte con un’architettura che rappresenta una risposta appropriata alle condizioni climatiche del luogo, così come, dal punto di vista costruttivo, la tecnologia impiegata appare razionale, prevedendo l’uso di materie del luogo e processi costruttivi eseguibili da manodopera locale non specializzata. L’integrazione appropriata dei sistemi di produzione energetica e di raccolta e trattamento dell’acqua piovana definiscono infine un’autonomia gestionale del Centro tale da farlo divenire un modello di sviluppo adeguato per questi contesti climatici”.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Centro d’accoglienza, lavoro e promozione sociale a Lukobe, Tanzania

 

Progetto
Luigi Castelli Gattinara

 

Università
Università degli Studi di Roma Tre
Facoltà di Architettura

 

Relatore
Francesco Cellini

 

Correlatori
Fabrizio Mezzalana e Giulia Pentella

 

Anno Accademico
2012-2013

 

Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, Luigi Castelli Gattinara, Centro d’accoglienza, lavoro e promozione sociale a Lukobe, Tanzania, vista della corte piccola

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