Architettura solidale. Una sfida possibile

C’è chi parla della necessità di una svolta, chi dice che la recente crisi che ha travolto i mercati finanziari ha imposto un ripensamento. La “società dei consumi” deve diventare responsabile e privilegiare durevolezza e compatibilità in ogni ambito della vita quotidiana. E deve imparare a guardare oltre il proprio giardino, ritrovare i valori della solidarietà e aiutare chi si trova in difficoltà. E c’è chi alle parole fa seguire i fatti, compie qualcosa di concreto. Come i soci del Laboratorio Sa, studio di architettura varesino, la cui decisione di approdare ad una economia solidale è stata il frutto di un’analisi degli accadimenti degli ultimi anni. Dotarsi di un codice etico, che esprime la sintesi di quella che è la filosofia che guida la loro attività da sempre, per Paolo Albrigo, Gaetano Gucciardo e Roberta Turra, non è stato altro che la naturale evoluzione dei valori nei quali credono come individui, come gruppo e come entità economica e sociale profondamente connessa con il mondo circostante.
Il prossimo obiettivo sarà l’adesione alla “Carta dei Principi” del Distretto di economia solidale di Varese, stilata nel 2007. Principi che si ritrovano anche nel “Libro Verde” della Commissione delle Comunità Europee del 2001, e nella “Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale” del maggio 2003. Reciprocità, solidarietà, sostenibilità, responsabilità, etica. Questi sono i cinque pilastri sui quali si sviluppano una serie di azioni concrete che si traducono nel versamento di una percentuale della parcella ottenuta a seguito di incarichi professionali, a quelle associazioni, onlus o fondazioni che operano nel campo della solidarietà. Oppure, in consulenze e prestazioni professionali primarie a “tariffazione solidale” per quei cittadini che si trovano temporaneamente in difficoltà (come ad esempio famiglie monoreddito, cassaintegrati, disoccupati).
Una solidarietà che si riflette anche sull’ambiente e nella tutela del territorio, prediligendo l’architettura solare ed il risparmio energetico a tutti i livelli, anche quello gratuito: questo e molto altro ancora rientra nel codice etico dello studio. Così come la sensibilità nei confronti della “persona” ed il rispetto dei diritti fondamentali quali la salute, il lavoro, la formazione.
Alla notizia del “lancio” del codice etico, si affianca quella che riguarda due progetti di Laboratorio Sa – uno dei quali già in esecuzione – e che sono stati selezionati per essere esposti nella Piazza del Risparmio Energetico, all’interno della Fiera di Varese, a testimonianza della possibilità di realizzare abitazioni a impatto zero sfruttando non solo le energie alternative ma tutte quelle possibilità di recupero che inseriscono armonicamente un’abitazione nella natura circostante.

 

Ufficio Stampa KappaEsseC
Giornalisti Associati

 

 

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico