Architettura, sicurezza, costruzioni: la mostra ‘Senza Pericolo’ alla Triennale di Milano

La mostra Senza Pericolo!, presentata dalla Triennale di Milano e visitabile fino al 1 settembre 2013, presenta le relazioni tra il mondo delle costruzioni e i temi della sicurezza. Dagli oggetti usati per proteggere il corpo nelle attività produttive, alla casa come condizione primaria della sicurezza sociale; dagli spazi del lavoro (a partire dal cantiere), agli impianti che, sottoterra e dentro i muri, garantiscono il funzionamento dei servizi tecnici; dalle innumerevoli volte in cui l’umanità si è trovata a ricostruire la propria storia dopo aver subito una distruzione (non solo, ovviamente, per le catastrofi naturali), alle condizioni di un’architettura che oggi, sempre più sorvegliata da telecamere, non distingue i confini tra safety e security.

 

La mostra presenta una serie di percorsi di ricerca a partire dall’originale significato, già presente nella trattatistica architettonica classica, espresso nel concetto di “sine periculo”, ovvero l’assicurazione che il progettista e il committente dell’opera edilizia si assumono verso il rischio di incidenti per chi lavora alla sua realizzazione, per i futuri abitanti e per l’ambiente circostante.

 

La mostra, curata da Federico Bucci con il progetto di allestimento di Alessandro e Francesco Mendini, è suddivisa in nove sezioni: Zona residenziale, Ricostruzione, Macchine invisibili, Spazi del lavoro + Men and Women at Work, Architettura e sorveglianza, Dispositivi di protezione individuale, Una nuova città sicura, Paesaggi della sicurezza.

 

Zona residenziale
La storia dell’architettura moderna è densa di episodi in cui al disegno di nuovi insediamenti urbani è affidato il compito di definire un futuro in grado di dare stabilità e sicurezza economica. La sezione si concentra sul tema della casa nel dibattito italiano e internazionale, dalle “company town” del New Deal all’avventura olivettiana, dalla “Grande Ricostruzione” operata dai programmi dell’Ina-Casa in Italia fino alle recenti esperienze internazionali sul Social Housing olandese.

 

Ricostruzione
Il terremoto di Lisbona del 1755, l’incendio di Chicago del 1871, il terremoto di San Francisco nel 1906 e quello di Kobe del 1995, sono solo alcuni fra i numerosi episodi catastrofici che hanno determinato una ricostruzione passata alla storia per aver saputo proporre una nuovo modo di prevenire e controllare il rischio attraverso l’uso di nuovi materiali e soluzioni costruttive. La sezione, partendo dal terremoto di Messina del 1908 fino ad arrivare ai progetti per Ground Zero, racconta come, dopo la catastrofe, segua sempre un nuovo momento di rinascita e di ricostruzione.

 

Macchine invisibili
Nel sottosuolo delle città c’è un mondo di strutture e impianti necessari alla vita urbana. In questa sezione si intende presentare il grado di sicurezza offerto da questi spazi nevralgici, continuando l’indagine fino all’interno dei muri e dei solai degli edifici, che sempre più determinano le condizioni di vita “senza pericolo”.

 

Spazi del lavoro + Men and Women at Work
Queste sezioni costituiscono il “cuore” della mostra: la sicurezza negli ambienti di lavoro, dal cantiere edilizio, alla fabbrica, all’ufficio. Il “centro visivo” è in questo caso il rapporto tra “uomini e macchine” e sarà trattato concentrando l’attenzione sulla necessità di proteggere la natura del corpo dai rischi contenuti nei meccanismi produttivi, andando a indagare come il rapporto tra uomo, spazio di lavoro e macchina si sia evoluto nel corso del Novecento.

 

Architettura e sorveglianza
Nelle sue lezioni al Collège de France (1977-78), il filosofo francese Michel Foucault ha indagato le relazioni tra “sicurezza, popolazione, territorio”, sintetizzando un punto di vista espresso nei suoi studi sui “dispositivi urbani”. In questa sezione, il tema della sicurezza è allargato alla società urbana e coinvolge quelle esperienze di “costruzioni speciali” che hanno avuto bisogno di particolari accorgimenti per la sorveglianza e il controllo. Lo schema di allestimento che ne deriva è una trasposizione allusiva del “dispositivo panottico” di Foucault: dal paradigma “spaziale” settecentesco al paradigma “elettronico” contemporaneo.

 

Dispositivi di protezione individuale
A partire dal concetto di protesi corporea, attribuita agli oggetti di cui l’uomo moderno si è gradualmente dotato per proteggere il corpo dai rischi dovuti al proprio lavoro, la galleria di oggetti indaga la natura dei materiali, le forme e le evoluzioni stilistiche di quegli oggetti che, a partire dai primi rudimentali caschi da cantiere, continuano a migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori.

 

Una nuova città sicura
Abbiamo immaginato un contributo concreto al tema della ricostruzione dopo il terremoto, nello specifico caso quello che ha colpito l’Emilia nel 2012, evento vicino a noi per cronologia, geografia, identità. Un contributo per mantenere viva la memoria, per avanzare la ricerca, nessuna ipotesi provvisoria ma la ridefinizione di un nuovo centro da cui ripartire: una chiesa, un’aula civica, una scuola, le case.

 

Paesaggi della sicurezza
Il fotografo Marco Introini interpreta liberamente il tema della mostra, laddove le “condizioni di sicurezza” si manifestano, in modo più o meno evidente, dagli spazi interni al territorio. Il risultato è una galleria di ritratti fotografici dedicati a luoghi eterogenei, costruiti per proteggersi dai rischi di ogni tipo.

 

SCHEDA EVENTO


Senza Pericolo!
Costruzioni e sicurezza

 

a cura di Federico Bucci, con Marco Biagi, Elisa Boeri, Dario Costi, Davide Crippa, Barbara Di Prete, Massimo Ferrari, Marco Introini, Lucia Miodini, Luigi Spinelli, Claudia Tinazzi

 

Luogo
Triennale di Milano
viale Alemagna 6
Milano

 

Periodo
3 maggio – 1 settembre 2013

 

Orari
martedì – domenica | 10.30- 0.30
giovedì | 10.30-23.00

 

Progetto di allestimento
Alessandro e Francesco Mendini con Emanuela Morra

 

Identità visiva e allestimento grafico
Mauro Panzeri, Pier Antonio Zanini

 

Catalogo
Editrice Compositori

 

Per ulteriori informazioni
www.triennale.org

 

Nell’immagine di apertura, Denys Lasdun & Partners, University of Liverpool Sports Centre, operai al lavoro su una trave, 1960. Lasdun Archive, RIBA Library Photographs Collection, London

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