Architettura per Paesi in via di sviluppo, Mtambani Shule

Architettura per i Paesi in via di sviluppo

Il progetto “Architetture per i PVS (paesi in via di sviluppo) – Mtambani shule: roccaforti pubbliche in contesti mutevoli”, di Claudia Martelli dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, vince la Medaglia d’Oro alla XII edizione del Premio Italiano Architettura Sostenibile, riservato a Tesi di Laurea, Dottorato o Master Post-Laurea. Il progetto, incentrato sul recupero di un complesso scolastico a Mtambani, in Tanzania, come infrastruttura per la crescita sociale, culturale ed economica in un contesto in via di sviluppo, si è aggiudicato la medaglia nella sezione “Architettura e Tecnologie Sostenibili”.

La tesi di laurea è stata sviluppata all’interno di un percorso di ricerca dedicato ai PVS, attraverso una partnership tra l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’ONG Intervita, che ha messo a disposizione una serie di progetti di cooperazione in Africa, tra i quali la scuola di Mtambani (Mtambani Shule, in Swahili) nella periferia Nord di una delle nuove metropoli africane, Dar es Salaam, in un contesto urbano marginale, con risorse limitate, ma anche un contesto in forte mutamento ed espansione.

In questo panorama, l’intervento puntuale su un servizio pubblico come la scuola, ha una triplice finalità: offre la risposta architettonica a una necessità reale, risolvendo il problema del sovraffollamento della struttura scolastica, parallelamente mira a risolvere i problemi ambientali e creare uno spazio pubblico definito, in una città che si sta consolidando in modo informale, attraverso un’architettura camaleontica, in grado di adattarsi e seguire l’evoluzione della città, senza cadere in formalismi o in tributi al materiale low-cost: la sfida sta nel progettare in un contesto mutevole, ergendo una fortezza dello spazio pubblico.

Nel nuovo masterplan, vengono recuperati tutti gli edifici esistenti (ad eccezione delle latrine PIT, sostituite con latrine migliorate). I materiali scelti per le aule sono i più comuni nel mercato tanzaniano (mattoni di sabbia e cemento, tetto in lamiera), scelta legata alla necessità di coerenza formale con il nucleo della scuola esistente, ma anche a una facile reperibilità, veloce esecuzione e basso costo. Sono utilizzati due tipi di muratura, mono strato per le pareti interne e doppio strato per le pareti lato strada. La tessitura muraria non è completa: le sottrazioni di materiale permettono una ventilazione continua. Il senso di massima apertura sulla corte interna è reso attraverso l’uso di alcune schermature a bilico verticale. Il solaio prefabbricato in calcestruzzo è sagomato per favorire la ventilazione interna naturale.

I laboratori urbani hanno un diverso sistema costruttivo: una struttura intelaiata in legno garantisce la massima permeabilità alla luce, all’aria e alle persone. La struttura è rivestita da pannelli di bambù, alcuni dei quali apribili.

La copertura costituisce uno struttura separata dal corpo delle aule. La soluzione del doppio tetto permette il passaggio di aria tra la copertura dell’aula e la superficie in lamiera, soggetta all’irraggiamento diretto. Il sistema di raccolta e riutilizzo dell’acqua piovana è diviso in tre porzioni. La copertura dei padiglioni esistenti e la copertura del nuovo nucleo convogliano l’acqua in due tank simmetrici. L’acqua raccolta nella parte centrale viene invece convogliata in una vasca di fitodepurazione, e successivamente destinata alla torre dell’acqua, dal quale viene ridistribuita alle latrine. La corte interna, rimodellata nella sua topografia, è marcata geometricamente dai canali di scolo.

Il progetto è pensato per essere scomposto in vari frammenti temporali, e costruito poco per volta, a seconda della disponibilità economica.

La necessità di più aule non esime dal bisogno di configurare uno spazio pubblico in grado di agire come roccaforte, in un contesto di moltiplicazione giornaliera di architetture informali. È questa la sfida che il progetto si pone: creare un’architettura di qualità, con un costo limitato, materiali comuni nel mercato, con nuove tecniche di montaggio, autonoma dal punto di vista idrico e centrale dal punto di vista sociale.

 

La cerimonia di premiazione avrà luogo il 27 settembre presso il Palazzo Tassoni Estense di Ferrara, occasione per conoscere i lavori dei vincitori e delle menzioni speciali. Anche quest’ultima edizione ha confermato il crescente interesse del pubblico verso l’iniziativa del Premio Italiano Architettura Sostenibile e l’importanza di dare un riconoscimento e uno spazio di confronto ai lavori dei futuri professionisti e ricercatori nel settore, al fine di promuovere una cultura italiana di sostenibilità.

 

SCHEDA PROGETTO
Architetture per i PVS (paesi in via di sviluppo)
Mtambani shule: roccaforti pubbliche in contesti mutevoli

Università
Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria

Dipartimento
Dipartimento di Architettura e Territorio (DARTE)

Studentessa
Claudia Martelli

Relatore
Alessandro Villari

Anno accademico
2014/2015

 

Per ulteriori informazioni
premioarchitettura@unife.it
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, vista della corte di accesso. © Claudia Martelli

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