Architettura, paesaggio e sostenibilità. Il progetto ‘Lichen. Biomonitoring System’

Il progetto Lichen / Biomonitoring System dell’architetto Luigi Valente per la località di Grønmo, Norvegia, parte dalla rete infrastrutturale a integrazione della preesistente affinché il nuovo centro culturale, la stazione di riciclaggio e le due nuove stazioni di regolazione del gas, fulcro del progetto, siano raggiungibili e integrate nel paesaggio. A livello di sostenibilità ambientale, il progetto prevede l’utilizzo dei licheni come indicatori del livello di inquinamento presente. 

 

Affinché Grønmo, situata a 12 km a sud di Oslo lungo il tratto finale della Sørliveien e attualmente non raggiungibile tramite trasporto pubblico, possa accogliere e smistare flussi più consistenti di utenti, il progetto della sua trasformazione muove in primo luogo dalle infrastrutture.

La rete stradale esistente è stata mantenuta e potenziata con la costruzione di nuovi tracciati e intersezioni in prossimità del nuovo centro culturale, della stazione di riciclaggio e delle due nuove stazioni di regolazione del gas. Sono state introdotte modifiche al terreno che non compromettessero in alcun modo la funzionalità del sistema operativo e ridisegnato le curve di livello in modo da convogliare le acque di superficie verso i sistemi di drenaggio e di raccolta esistenti e di progetto. L’impianto di incenerimento e le stazioni di regolazione del gas sono stati conservati: due nuove stazioni sono state predisposte in prossimità dei tracciati viari di nuova costruzione proposti.

 

La stazione dei rifiuti viene dislocata sul sito B di progetto e divisa in tre aree distinte con tre gruppi da undici container e uno spazio antistante per la raccolta di altro materiale da riciclo.

Un parcheggio per l’intera area di Grønmo è previsto a ridosso delle unità di stazionamento con flussi di traffico separati. L’impianto di compostaggio per i rifiuti domestici sulla cima del Sørlimosen non è stato modificato. Dal punto di vista della sostenibilità ambientale intervenire con i licheni significa inserire solo uno strato esiguo di terreno al di sopra della membrana geotessile che ricopre gran parte della discarica e costi di manutenzione e gestione praticamente nulli. I licheni sono presenti sul territorio norvegese in varie forme e colori: costituiscono dunque un’opportunità di intervenire nel paesaggio nel rispetto delle sue caratteristiche fisiche e climatiche.

I licheni infatti, risultato dell’unione stabile tra due diversi organismi viventi, un fungo e un’alga, sono ottimi biomonitors della qualità dell’aria grazie alle loro peculiarità fisiologiche ed ecologiche: grazie all’elevato rapporto superficie/volume, alla particolare struttura vegetale (simbiosi), alla semplice organizzazione anatomica e per l’assenza di cuticola, tali organismi hanno la capacità di accumulare al loro interno tutta una gamma di sostanze xenobiotiche con cui si trovano a contatto. Il loro utilizzo come indicatori del livello di inquinamento presente in un sito è già stato ampiamente sperimentato con successo in tutta Europa in contesti urbani ed extraurbani.

 

Il centro culturale, per la cui localizzazione ci si è mantenuti a distanza dalla zona di raccolta dei rifiuti pericolosi, è stato realizzato con materiali locali e i totem (arredo urbano, ma anche meccanismo di controllo e verifica strumentale del livello di inquinamento) con metalli riciclati.

I biogas prodotti dai rifiuti sono riutilizzati come combustibile per  la generazione di energia. 

 

SCHEDA PROGETTO
Lichen / Biomonitoring System
 
Localizzazione

Oslo, Norvegia 

 

Committente

City of Oslo / Europan 

 

Progettista

Luigi Valente 

 

Team di progettazione

Cristian Farinella, Lorena Greco, Anna Luzi 

 

Anno di progettazione

2011 

 

Per ulteriori informazioni

www.luigivalente.com

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto Lichen / Biomonitoring System dell’architetto Luigi Valente

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