Architettura, natura, tecnologie social: OFL Architecture vince il concorso Hortocontest

Lo studio OFL Architecture vince il concorso Hortocontest lanciato da Lanificio Factory per la progettazione di un orto urbano sulla terrazza della propria sede. Il bando di concorso, riservato a progettisti under 32, richiedeva in particolare le caratteristiche di sostenibilità ambientale per quanto riguarda le strutture di allestimento con particolare riguardo al riciclo dei materiali destinati al contenimento dell’orto e delle terra in genere e stagionalità, in relazione alla rotazione delle sementi e alle proposte di progetto distributivo dei diversi ortaggi e delle diverse colture.

 

Il progetto St. Horto nasce dall’idea di creare una perfetta sinergia fra architettura, natura e tecnologie social.
Il nome St. Horto gioca sulla crasi fra le due parole San e Orto, qui proposte in versione inglese e che, unite, rivelano la geometria irregolare (storta o obliqua) ma altamente controllata del progetto architettonico.
St. Horto
si installa perfettamente all’interno dell’area di progetto, se ne appropria e allo stesso tempo ne ridefinisce i confini attraverso un gioco di compressioni e dilatazioni mutandosi in spazio dinamico e attraente. Il concept prende vita dall’osservazione dei metodi di filatura, meccanica (lanificio) e manuale (rocca o fuso). Questi due elementi sono stati reinterpretati ed inseriti all’interno del progetto e rappresentati da aste di legno e corde di canapa bianca.

 

Le vasche triangolari che contengono il vero e proprio orto, invece, sono ottenute dalla ripetizione di tre tipi di moduli che, combinati fra loro, generano infinite composizioni. In sintonia, poi, con le attività interne al Lanificio si è scelto di adottare questa geometria perché ricorrente attraverso diverse forme d’arte: pittura, disegno, musica, cinema.
L’architettura gioca un ruolo fondamentale: gli spazi asimmetrici ma proporzionati, irregolari ma armonici, creano delle prospettive tattili, olfattive e visive insolite concepite per favorire un’esperienza completa e a misura di bambino.

 

L’accesso all’orto avviene dal lato ovest del tetto, di fronte l’ingresso della terrazza. Da qui ci si immerge in uno spazio energico caratterizzato da una successione di triangolazioni piene e vuote, che si susseguono secondo un percorso con funzioni soprattutto didattiche.
La caratteristica innovativa di St. Horto è sicuramente la sua integrazione con la tecnologia 2.0 attraverso un progetto realizzato ad hoc. Prendendo spunto da altri progetti relativi ai giardini dotati di sensoristica e dall’esperienza diretta di Alberto Serra ideatore di Jardimpu si è pensato di installare una tecnologia in grado di permettere il monitoraggio live delle piante presenti nell’orto attraverso l’utilizzo di strumenti hardware (Arduino con sensoristica e webcam) e software.
In tre particolari punti dell’orto, vengono utilizzate delle funi d’acciaio che diventano così delle vere e proprie arpe sonore.

 

Il progetto St. Horto, coniuga al suo interno quattro fattori inscindibili fra di loro: funzionalità, estetica, produzione e didattica.
La produzione è fondamentale nei layout progettati e la superficie utile per la coltivazione nelle vasche è di 115 mq e quindi sufficiente per una reale produzione ortiva non solo puramente didattico/disciplinare.


SCHEDA PROGETTO
St. Horto
Concorso Hortocontest | progetto vincitore


Architettura e Landscape
OFL Architecture (Francesco Lipari, Vanessa Todaro, Federico Giacomarra)


Committente
Lanificio 159


Localizzazione
Roma


Team di progetto: Mitchell Joachim (Consulente Sostenibilità), Alberto Serra (Strategie Tecnologiche), Nicola Corona (Ciclo di Coltivazioni), DOF Engineers – Felice Allievi (Ingegneria)


Superficie
200 mq


Anno
2012


Per ulteriori informazioni
www.francescolipari.it

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto St. Horto. © OFL Architecture

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