Architettura modulare per la riqualificazione del paesaggio: ‘Nest Shelters’

Il progetto Nest Shelter rappresenta un’idea semplice ma al contempo virtuosa e lungimirante elaborata dallo studio AQSO arquitectos office al fine di rivitalizzare la città di Soria e il suo intorno più immediato, sviluppato lungo rive fluviali, in un contesto di alto valore ambientale e paesaggistico attualmente privo della giusta valorizzazione a causa della mancanza di un circuito di attività turistico-culturali in grado di porre le condizioni per una salvaguardia sostenibile dell’area.

 

Soria è una piccola città del centro nord della Spagna che sorge sulle rive del fiume Duero. L’area presenta un importante valore ambientale, ma la mancanza di attività in questa città scarsamente popolata rischia di compromettere la conservazione e la salvaguardia della valle. Una strategia virtuosa finalizzata alla rivitalizzazione dello straordinario paesaggio esistente lungo le due rive del fiume dovrebbe prevedere l’inserimento di nuove attività in grado di valorizzare l’ambiente senza comprometterlo.
Soria è una delle provincie più scarsamente popolate d’Europa: nove abitanti per chilometro quadrato. Il 40% della popolazione vive nella città, nella quale si concentrano circa 12000 famiglie. La stretta relazione tra gli abitanti crea una rete sociale ed economica piccola ma solida che costituisce la forza trainante di questa località, continuamente in lotta alla ricerca di un maggior supporto istituzionale.
Questi stretti rapporti tra le persone, i loro effettivi bisogni e i servizi in realtà offerti, costituiscono un sistema in via di cambiamento che sta trasformando Soria in una sorta di città invisibile, come le realtà raccontate nel famoso libro di Italo Calvino. Questa concezione “fantasiosa” della città, intesa come una rete mobile di relazioni umane, è il punto chiave per promuovere un sistema di rigenerazione urbana low cost, sostenibile e con un basso impatto infrastrutturale. La strategia per rivitalizzare la valle è quindi quella di estendere la città invisibile creando nodi mobili e diffondendo flussi sociali lungo le rive del fiume. Per fare questo, elementi minimi e flessibili devono essere introdotti a supporto delle attività.

 

I Nest-Shelters (letteralmente “nido-rifugio”) costituiscono un approccio architettonico sperimentale per ospitare una nuova gamma di attività temporanee e stagionali lungo il fiume: concepiti quasi come “incubatori”, essi consentono alle persone di sviluppare attività professionali legate al turismo, all’ambiente naturale, alle nuove tecnologie, all’educazione e all’arte.
Per garantire un perfetto adattamento alle esigenze dell’utente, ogni nido-rifugio è composto da unità prefabbricate modulari che possono essere combinate in svariati modi. Sono flessibili e riutilizzabili, in modo da poter essere adattati a qualsiasi esigenza. Gli utenti possono assemblare il proprio nido-rifugio, estenderlo, dividerlo o riciclarlo.
In pianta i moduli hanno una forma a “Y”, con “ali” di tre diverse dimensioni in modo da poter essere collegati e assemblati ad altri moduli. Questo sistema permette all’utente di controllare la dimensione dello spazio interno del “nido” consentendo un’espansione multi-direzionale del modulo. Quando più moduli sono combinati tra loro a formare una serie, è possibile definire uno spazio esterno racchiuso, una sorta di cortile, e anche se il nido-rifugio è collocato sul terreno come un oggetto isolato il livello di privacy dello spazio circostante è sempre controllabile grazie alla morfologia concava del modulo singolo.
Ogni modulo ha una struttura interna in acciaio rivestita con una doppia pelle in materiale termoplastico riciclato. Gli impianti sono collocati sotto il pavimento e al di sopra del soffitto e includono l’impianto elettrico e idraulico e la connessione di rete.
Una serie di pannelli solari collocati sulla copertura completano l’alimentazione standard di ogni modulo.
I Nest-Shelters si adattano facilmente a ogni tipo di terreno e si fondono nell’ambiente attraverso l’utilizzo di risorse minime, e possono quindi essere collocati come strutture permanenti oppure scomparire senza lasciare traccia. Questo sistema architettonico costituisce un supporto di base per attività umane, e consente di “colonizzare” un territorio in modo versatile: una soluzione “plug and play”.

 

a cura di Federica Maietti

 

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 40 “PAESAGGIO/TERRITORIO”

 

 

Nell’immagine, vista del moduli che compongono il progetto Nest-Shleter, destinati a ospitare attività temporanee collegate al territorio al fine di riqualificare l’area della città di Soria, Spagna. © AQSO arquitectos office

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