Architettura moderna italiana, Adalberto Libera: la città ideale

Il 17 marzo 1963, moriva improvvisamente Adalberto Libera, trentino, classe 1903, uno dei grandi protagonisti della cultura architettonica italiana del novecento. Il Mart ne ricorda l’opera con una mostra, a cura di Nicola Di Battista, in programma dal 22 giugno all’8 settembre 2013.
L’esposizione si affianca alla sezione “Architettura” della mostra “La magnifica ossessione”, attualmente in corso al Mart, che comprende i modelli di numerose e importanti opere di Adalberto Libera, come il Palazzo delle Poste e il Palazzo dei Congressi di Roma.

 

Un nuovo punto di vista è offerto sull’opera di questo grande maestro dell’architettura moderna: il curatore della mostra, l’architetto Nicola Di Battista, ha scelto infatti di approfondire il lavoro di Libera attraverso la selezione di alcuni progetti tra i più significativi, la cui lettura, sorprendentemente inedita, intende attualizzare le modalità di formazione di uno stile.

 

In questo modo è ripercorsa la storia professionale di Adalberto Libera, con particolare attenzione al periodo di formazione e agli esordi, dove più forte risulta la sua volontà di proporre un linguaggio moderno e internazionale, attraverso l’interpretazione degli indirizzi del Razionalismo europeo. Nell’Italia fascista il settore degli allestimenti espositivi era l’unica palestra possibile per gli architetti razionalisti, le cui tensioni creative d’avanguardia erano tenute a prudente distanza dal regime. In questo settore Libera esprime con grande chiarezza un’idea di architettura capace di mettere in relazione il contesto storico con le forme della città moderna, come accade ad esempio per l’allestimento della mostra delle colonie estive e dell’infanzia al Circo Massimo a Roma nel 1937.

 

Dotato di una eccezionale abilità nel disegno, Libera usa rappresentare i propri progetti con magistrali vedute prospettiche, quasi sempre di spazi interni, alcune conservate e altre andate perdute e di cui si hanno oggi solo le riproduzioni fotografiche in bianco e nero. Queste prospettive sono capaci da sole di raccontarci il progetto senza l’ausilio di altri elaborati ed è per questo che Di Battista ha deciso di renderle ‘protagoniste’ di tutta l’esposizione.

 

Così nasce l’idea dell’allestimento di questa mostra, a cura dell’architetto Gianni Filindeu, organizzato attorno a 14 grandi riproduzioni delle vedute prospettiche dei progetti selezionati. Accanto alle grandi foto sono esposti anche materiali d’archivio originali relativi a ogni progetto, quali schizzi, fotografie, pubblicazioni d’epoca e soprattutto preziose relazioni tecniche redatte da Libera stesso. Da questo primo spazio si raggiungono alcuni ambienti, ciascuno dei quali ospita una sezione della mostra: la prima è dedicata ai disegni realizzati da Libera nell’arco della sua vita su temi e con tecniche differenti; la seconda comprende una raccolta di tempere originali che illustrano alcune sue architetture; la terza è dedicata ai progetti a pianta centrale; una sala è dedicata ai video. L’ultima stanza è interamente dedicata alla “città ideale”: Adalberto Libera, come in una boule à neige, disegna un paesaggio riassuntivo dell’Italia che fa da sfondo a un grande ambiente in cui si celebra una scena conviviale.

 

Adalberto Libera ha segnato l’architettura razionalista italiana con un tratto fortemente riconoscibile che, come ha scritto lo stesso architetto, subisce una forte crisi nel Dopoguerra. Il lavoro culturale pionieristico come fondatore del Gruppo 7 e gli esiti della collaborazione con Mario De Renzi del “periodo romano” negli anni Trenta, conducono Adalberto Libera a ricoprire un ruolo di primo piano nella diffusione dell’architettura italiana nel mondo.
Il Mart intende oggi ricollocare la figura di questo grande artista-architetto rileggendone anche l’eredità spirituale grazie alla collaborazione e al contributo di numerose Istituzioni come la Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Trento, il Comune di Villa Lagarina, L’Università di Trento, La Cattedra Libera e di studiosi come l’architetto Giovanni Marzari, che nel 1989 collaborò alla cura della grande mostra monografica dedicata all’opera di Libera, tenutasi a Palazzo delle Albere a Trento.


SCHEDA EVENTO
Adalberto Libera. La città ideale
a cura di Nicola Di Battista


Luogo
Mart Rovereto
Corso Bettini, 43


Inaugurazione
21 giugno 2013 | ore 19.00


Periodo mostra
22 giugno 2013 – 08 settembre 2013


Orari
mar-dom | 10.00-18.00
ven | 10.00-21.00


Per ulteriori informazioni
T. 0464 438887
E-mail: info@mart.trento.it
www.mart.trento.it

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