Architettura italiana, al Saie 2012 il progetto Made in Italy nelle costruzioni

Il progetto “Made in Italy nelle costruzioni” è una delle nuove sezioni del Saie 2012. Un progetto innovativo che si propone di svelare una “via italiana” al progetto di architettura, capace di un controllo della qualità durante tutto il processo creativo e costruttivo, fino al prodotto finale. Mettendo in scena la tradizione del costruire creativo come un processo olistico, supportato da un’ingegneria creativa e da tutti i contributi che è in grado di offrire il made in Italy. Un percorso, quindi, in cui l’ingegneria si “scioglie” nell’architettura superando la tecnologia fine a se stessa.

 

Il progetto del “Made in Italy nelle costruzioni” è uno spazio-mostra che mette in scena i migliori studi progettazione italiana, le architetture realizzate grazie all’ingegno dei progettisti e alla maestria delle aziende che accompagnano il processo creativo e costruttivo.

 

Un ambito in cui accanto ai disegni e ai modelli, sono in mostra anche i materiali da costruzione con tutte le innovazioni ideate e realizzate direttamente in cantiere. Qui la matericità dei prodotti viene riproposta anche in scala 1:1, per meglio cogliere il momento magico del passaggio dal disegno di architettura alla realizzazione del manufatto. Lo spazio-mostra si completa con un programma di convegni che si propone di svelare una possibile via italiana all’architettura. Il tema che attraversa e accomuna l’attività convegnistica è la ricerca di una progettazione multidisciplinare propria di un tempo in cui la complessità ha raggiunto livelli altissimi. La ricerca di un giusto compromesso tra le eccellenze di tutte le discipline che concorrono al processo creativo del progettare è perciò la visione che vogliamo indagare.

 

Con il progetto del “Made in Italy nelle costruzioni”, in ultima analisi, riteniamo opportuno riscoprire e rivendicare quella tradizione che da sempre ha caratterizzato la storia italiana, dall’architettura romana sino alla continuativa presenza dei grandi architetti costruttori che in un filo ininterrotto ricollega Brunelleschi con la stagione dei grandi offices di progettazione degli anni ‘50 di Pier Luigi Nervi, Riccardo Morandi, Sergio Musmeci, Giò Ponti.

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