Architettura iper-organica. Intervista a StudioKami

Gli architetti Emanuele Custo ed Emanuele Mantrici di StudioKami raccontano la genesi del progetto “Onda parametrica”, installazione permanente al MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, e la loro visione dell’architettura  in un’intervista a cura dell’Ufficio Stampa dello StudioKami Custo & Mantrici Architetti Associati.

 

[D] Cosa intendete con il concetto di onda parametrica?

[R] Arch. E. Mantrici
Il nostro scopo è stato quello di connettere la forma della parete alla principale funzione della sala, per cui essa è pensata, quella audio-visiva. Attraverso l’utilizzo di software specifici, abbiamo studiato i comportamenti delle onde sonore all’interno della stanza; cambiando valori e misure abbiamo ottenuto differenti forme tra concavi e convessi e abbiamo congelato quella che, contenendo più delle altre il fenomeno del ritorno di fase, ottimizzava la qualità audio della sala. La parete è un’onda perché parametrizzata su valori ambientali: sono i dati matematici, relativi allo studio del sonoro, a definire la struttura morfologica della parete, che risulta essere “geneticamente modificabile”.
[R] Arch. E. Custo
L’onda parametrica nasce dalla nostra volontà di concepire in maniera differente l’oggetto parete. L’idea iniziale del progetto è stata quella di creare qualcosa di organico, che partecipasse attivamente alla funzione dello spazio e collaborasse al “comfort indoor” della sala. L’onda parametrica è un “organismo”, un oggetto sensibile a determinati parametri funzionali (nel nostro caso relativi al sonoro) ed estetici, e non un semplice oggetto inerte, posto al centro della sala.

 

[D] A cosa si ispira la vostra architettura?

[R] Arch. E. Mantrici
Il processo di parametrizzazione dell’oggetto, nuovo contributo all’architettura organica, ci permette di dare vita a forme che si avvicinano ad elementi naturali. I dati ambientali – input suggeriti dall’ambiente come l’acustica, il vento, in percorso solare, un flusso di persone – offrono una struttura matematica dalla quale si sviluppano forme complesse e innovative, che coincidono con quelle espresse dalle geometrie frattali. Queste possono essere considerate come l’aspetto morfologico di architetture che rimandano agli elementi della biologia o della geologia, alle quali si ispira la nostra progettazione.
[R] Arch. E. Custo
Il nostro progetto si inserisce all’interno di una visione dell’architettura che io definisco iper-organica, che si spinge al di là del filone organicista. La nostra è una ricerca dell’organicità più profonda, matematica, che vuole carpire il DNA degli elementi naturali per emularlo attraverso l’uso di una matematica complessa. Un nostro precedente progetto che rientra in questa visione di architettura iper-organica è quello per il nuovo Museo di arte contemporanea di Shenzen (Cina), chiamato “La cellula”, proprio perché il concept di progetto è stato ispirato dal processo di mitosi cellulare.

 

[D] Un concept design innovativo richiede, per essere implementato, l’apporto di tecniche innovative. Quali sono gli strumenti che vi hanno permesso di realizzare il vostro progetto?

[R] Arch. E. Mantrici
La nostra è una progettazione che nasce grazie al computer. Il computer è per noi una protesi digitale: uno strumento, non solo di rappresentazione ma anche di progettazione. Nel nostro caso specifico abbiamo utilizzato strumenti C.N.C. (Computer Numerical Control), tecnologie in grado di leggere i dati matematici dell’oggetto e di riprodurlo in uno stampo tridimensionale di polistirene, trattato poi con vari materiali, come la vetroresina, la verniciatura a caldo e la finitura superficiale. Attraverso questa tecnica si salta un passaggio, prima essenziale, quello del lavoro artigianale vero e proprio: questo è rielaborato e realizzato direttamente da una macchina computerizzata.
[R] Arch. E. Custo
Interessandoci a questa concezione digitale dell’architettura, peraltro molto diffusa in altri paesi, qualche anno fa abbiamo fatto delle esperienze importanti e abbiamo capito come l’ingegneria nautica e aeronautica, dove si indagano forme molto sinuose, potevano essere degli ottimi alleati dell’architettura contemporanea. Le tecnologie che utilizziamo sono, infatti, proprie dell’industria navale e aeronautica. Sono queste che ci hanno permesso di sviluppare oggetti dalle morfologie ergonomiche come l’onda parametrica, risultato dell’incontro tra differenti discipline e conoscenze tecniche.

 

[D] L’opera architettonica del MAXXI, realizzata da Zaha Hadid, incarna un nuovo modo di pensare la forma e lo spazio. Come si inserisce il vostro progetto all’interno di questa visione?

[R] Arch. E. Mantrici
La nostra ricerca ha dei punti di contatto con la filosofia progettuale di Zaha Hadid, a partire dalla morfologia e dalla complessità delle forme architettoniche. Il MAXXI è stato sicuramente, per noi, uno stimolo per sperimentare nuove geometrie. Ritengo comunque che lo scopo principale dell’architetto è quello di dare all’uomo un habitat; l’estetica non può quindi essere disgiunta dalla ricerca di funzionalità e dalle condizioni di benessere.
[R] Arch. E. Custo
Il MAXXI è un esempio dell’architettura di cui parliamo, le stesse linee che si intersecano, che ricordano il flusso dinamico di un liquido, nascono da concetti di parametrizzazione e dall’utilizzo di macchine a controllo numerico. L’onda parametrica vuole essere il nostro contributo e la nostra interpretazione del progetto architettonico di Zaha Hadid e del MAXXI, di cui ci sentiamo parte.

 

[D] Cosa significa per voi, architetti romani, la collaborazione con un’istituzione internazionale come quella del MAXXI?

[R] Arch. E. Mantrici
Collaborare con la fondazione del MAXXI, per noi, è stato un privilegio e una vetrina per la nostra ricerca. Saremmo felici di riuscire a sensibilizzare i visitatori della sala audio-video e consultazione della fotografia verso questo nuovo approccio dell’architettura, che cerchiamo di diffondere, ormai da qualche anno.
[R] Arch. E. Custo
Il Museo è stato frutto di impegno e costanza da parte delle Istituzioni, dell’Amministrazione Pubblica e del Ministero per i Beni Culturali. A tutte queste persone noi siamo grati come architetti romani, italiani ed europei: il MAXXI, traguardo di un progetto fino a poco tempo fa impensabile per la città di Roma, è per noi infatti un punto di riferimento essenziale, un luogo per esprimere la nostra ricerca e per confrontarci con l’architettura internazionale.

 

 

StudioKami si presenta come una libera associazione di architetti romani, Emanuele Custo ed Emanuele Mantrici. La loro esperienza professionale vanta diversi progetti internazionali, tra cui quello del complesso polifunzionale Capsule of Life in Russia ad Ivanovo, nato dal recupero di strutture industriali con architettura bioclimatica e multimediale e presentato al MIPIM di Cannes. Lo studio è particolarmente impegnato nello sviluppo della bioarchitettura: significativa è stata la recente realizzazione di una residenza abitativa interamente in legno a Poggio Picenze, paese colpito dal terremoto dell’Aquila.
La filosofia progettuale dello studio, fondata sull’analisi dei bisogni e comportamenti della società contemporanea, risulta trasversale a temi, tipologie e scale differenti: dall’architettura tout court all’interior design, dalla costruzione di residenze e musei, agli spazi di lavoro, di intrattenimento e tempo libero, fino agli elementi di arredo. La ricerca concettuale, che si esprime attraverso lo studio del DNA delle forme, rispecchia un mondo “ liquido”, nel quale la staticità e la forza di gravità lasciano il posto a dinamicità e leggerezza e lo spazio diviene pura materia fluida da plasmare. Utilizzando il computer come una protesi digitale con la quale esplorare morfologie innovative, si ottengono superfici ergonomiche e dinamiche, che si ispirano alle geometrie frattali, per dare vita a progettazioni ibride in grado di rispondere a fattori quali flessibilità, mobilità e comunicazione.

 

Nell’immagine di apertura, il progetto architettonico Onda parametrica, che svolge all’interno del MAXXI la funzione di parete audio-video e di consultazione dell’archivio fotografico

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico