Architettura integrata, l’involucro rinnovabile

Claudio Caramello, di Dwa s.r.l. ci ha raccontato la sua “esperienza integrata” in India.

Il 10 novembre 2008, immersi in una piantagione di “ciqu” in India, tra alberi di pepe e di anacardi, in un territorio quasi non contaminato da forma umana, circondati da una corona di rilievi rocciosi con evidenti segni lasciati dalle cascate dei periodi monsonici — che danno al luogo grandi potenzialità per le coltivazioni, l’allevamento e la nascita di villaggi rurali — la “spedizione” si è imbattuta nel luogo ideale per la sosta, un luogo che offriva accoglienza e comodità all’uomo. Tutta la riflessione e l’iniziativa sono partite da un semplice fabbricato rettangolare antistante il patio in paglia e legno in cui si trovavano Caramello e il suo gruppo. Tale fabbricato è stato infatti oggetto delle conversazioni e, soprattutto, punto di partenza di un più ampio progetto che prevedeva, all’epoca, la nascita di un villaggio ecosostenibile per le vacanze integrato nella vasta proprietà.

Quel luogo ha permesso di creare uno splendido resort ecologico, un villaggio in cui la permanenza è oggi estremamente piacevole, un luogo famigliare, il banco di prova delle tecnologie previste per un progetto (poi realizzato) che si è spinto ancora oltre: dieci bungalow, un ristorante, un ashram e un complesso di 40 camere con piazza interna coperta. Non solo: il masterplan di quel territorio sarebbe stato poi tema di tesi in collaborazione con il Politecnico di Torino, con la professoressa Silvia Belforte e il professor Marco Trisciuoglio.
Dalle esigenze di una committenza e di alcuni imprenditori indiani la Dwa s.r.l. Industrial Automation & Renowable Energy di Alba (Cn), in collaborazione con gli architetti Raffaello Nutini e Manuela Roatta di Torino e con lo studio Termica Progetti di geometra Lorenzo Ravera e p.i. Riccardo Soggiu di Mondovì, ha dunque progettato a più mani soluzioni abitative integrate in quel territorio, con materiali del luogo, tenendo conto dell’involucro dell’edificio, dell’orientamento, del clima, della cultura tradizionale e rendendo tali unità autonome dal punto di vista energetico con l’utilizzo di tutte le risorse rinnovabili a disposizione, a seconda dei periodi dell’anno, dalle centrali micro-idroelettriche al “Solar Fence”, concentratore solare a media temperatura studiato ad hoc.
Il complesso è un vero e proprio “nucleo” lontano, in mezzo al nulla, come si suol dire, ma estremamente domestico e confortevole.
L’interesse e il riscontro positivo suscitato dai prototipi dei collettori e dai progetti, esposti anche al Solarexpo 2009, progetti in cui gli impianti fotovoltaici e termici diventano componenti funzionali mimetizzandosi e integrandosi nell’architettura dell’involucro, ha confermato l’importanza della ricerca, nel campo delle energie rinnovabili e del contract, di soluzioni sempre più “a misura” delle esigenze dell’uomo.

di Giacomo Sacchetti

Nell’immagine, impianti fotovoltaici e termici sono componenti che si mimetizzano e si integrano con le architetture.

Altre immagini del progetto: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 

Ulteriori approfondimenti sul tema “DOMESTICO” sono contenuti nella E-zine n. 22, scaricabile gratuitamente dal sito

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