Architettura industriale, riqualificazione del Capannone 19 dell’area Officine Reggiane

Il progetto di riqualificazione architettonica e funzionale del Capannone 19 dell’area ex “Officine Reggiane” ad opera di Andrea Oliva Architetto, studio cittàarchitettura, finalizzato ad ospitare il Tecnopolo per la ricerca industriale di Reggio Emilia, conserva la vocazione industriale della struttura preesistente proponendo al contempo una efficace e contemporanea soluzione architettonica per l’articolazione della volumetria interna.

 

Le “Officine Reggiane” sono una pietra miliare per la storia dell’industria della città di Reggio Emilia. Dal 1901 diverse trasformazioni e riconversioni accompagnano l’edificio, fino alla crisi dello stabilimento nel 1951 che segna la fine della storia “gloriosa” delle “Reggiane”.
Dagli anni Cinquanta gli stabilimenti hanno tuttavia continuato a produrre materiali ferroviari e grande impiantistica, prima con il gruppo a partecipazione statale EFIM e poi nel gruppo Fantuzzi.

 

Recuperare architettura industriale significa stabilire un rapporto con la conoscenza dei significati. Ricerca e indagine diventano lo strumento per l’individuazione delle possibili trasformazioni future interpretando la rovina come un cantiere, come un edifico che nel suo deterioramento rivela le proprie regole compositive e costruttive. Dei luoghi e degli edifici dell’architettura industriale sono parte fondamentale i rumori delle lavorazioni, gli odori, le macchine, i residui di lavorazione e le persone.

 

Il degrado in cui versavano le Officine Reggiane si sarebbe potuto definire teatrale in quanto dovuto all’assenza della componente dinamica del luogo (produzione – operaio), facilmente sostituibile con altrettante componenti dinamiche (ricerca – studenti). La memoria delle Officine Reggiane è la componente statica, la scena di quel teatro fatto di volumi, prospettive, binari, macchine e muri usurati dal tempo, dalla fatica e dal lavoro. Modificare la scena è sinonimo di modificazione della memoria, quindi della realtà.

 

Il Capannone 19 è una grande copertura le cui caratteristiche figurative e tipologiche trovano espressione proprio nella forma dello spazio vuoto e circoscritto, per questo motivo, per il rispetto della struttura storica, la suddivisione degli ambienti avviene tramite moduli indipendenti sia strutturalmente che termicamente incrementando le superfici disponibili e valorizzando lo spazio indoor pubblico.

 

Il progetto è vincitore della nona edizione del Premio IQU Innovazione e Qualità Urbana nella categoria Rigenerazione e recupero urbano, sezione Opere realizzate, e ha ricevuto una Menzione Speciale alla quarta edizione del Premio Internazionale “Domus Restauro e Conservazione”.

 

Secondo il parere della giuria “fra quelli presentati, si tratta di un intervento che ha avuto il merito di affrontare non temi dai quali ricavare particolare notorietà, ma temi sui quali investire attenzioni. Se per un verso le soluzioni proposte negli interni si configurano come utilizzazione ‘altra’ dalla struttura restaurata (senza con ciò tradire la vocazione iniziale della architettura industriale metallica), per altro verso l’immagine di insieme appare complessivamente conservata in senso pieno, mostrando una attitudine ed una potenzialità che potrà utilmente concorrere a salvare una stagione ed uno specifico settore della produzione architettonica dei secoli diciannovesimo e ventesimo. Notevole anche la presentazione grafica”.


Il progetto completo è pubblicato nella e-zine “Conservazione”.


Per ulteriori informazioni
www.cittaarchitettura.it


Nell’immagine, Andrea Oliva, vista interna del Capannone 19 dell’area ex “Officine Reggiane” a riqualificazione ultimata.

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