Architettura Incisa

L’Istituto Nazionale per la Grafica presenta una mostra sull’incisione di soggetto architettonico i cui raffinati esempi sono frutto di un progetto curato da Sandra Suatoni e svolto in collaborazione con le Facoltà di Architettura “Valle Giulia” e “Roma Tre”. Il disegno di architettura tradotto nelle acqueforti attualizza una pratica di grande fortuna tra Sette e Ottocento, ove gli antichi obiettivi di riproducibilità e compiutezza descrittiva (per finalità didattica, documentaria, propagandistica, commerciale) vengono sostituiti dalle istanze comunicative ed espressive del contesto culturale odierno.

 

Un gruppo selezionato di studenti di architettura è stato coinvolto in una ricerca sull’incisione sotto l’egida di due prestigiosi tutor universitari: Franco Purini (Valle Giulia) e Alessandro Anselmi (Roma Tre), ambedue rappresentanti di una cultura architettonica che assegna al disegno un ruolo disciplinare autonomo dalla finalità edificatoria. Nella stessa ottica, benché svincolati dall’intervento diretto nel workshop universitario, sono stati coinvolti Portoghesi, Aymonino e Fuksas, che hanno accettato di cimentarsi sul terreno dell’incisione conferendo prestigio e interesse sia al progetto, sia agli elaborati finali che verranno acquisiti nelle collezioni dell’Istituto e del MAXXI.
Il nucleo tematico è stato prescelto in modo autonomo dai tutor delle rispettive università. L’elaborazione di un padiglione espositivo, per i lavori di Roma Tre e, nel caso del gruppo di Valle Giulia, l’invenzione di icnografie urbane. Il contenuto della ricerca architettonica è ideativo e svincolato da ipotesi costruttive. Il condizionamento intellettuale deriva piuttosto dalla destinazione a stampa previa traduzione su rame. Ne deriva un processo doppiamente sperimentale: alla sperimentalità del disegno a mano si aggiunge quella, del tutto inedita per gli architetti di oggi, della gestuale trasposizione su rame in vista della morsura ad acquaforte e della stampa. Così il segno tracciato dalla matita sul foglio di carta deve prefigurare il riporto su lastra di rame coperta di cera resistente all’acido. Gli effetti ambiti (nitore formale e compositivo, contrasti chiaroscurali, sfumature, variazioni di tono) si ottengono con accorgimenti specifici di ogni tecnica.
Il gruppo di studenti ha potuto affrontare l’argomento con consapevolezza delle implicazioni storiche e tecniche grazie alla visione e lettura critica di opere dei maestri antichi, architetti-incisori: Carlo Fontana, Guarino Guarini, Alessandro Specchi, Giovan Battista Nolli e Giovan Battista Piranesi, padre dell’architettura disegnata e sublimemente incisa.
Il comitato scientifico della mostra conclusiva annovera esperti del disegno d’architettura (e della didattica ad esso collegata) quali Gaspare de Fiore, Roberto de Rubertis, Francesco Moschini, Gianfranco Neri, Pasquale Santoro, Guido Strazza, Livio Sacchi, Maurizio Unali.
In un’epoca di dubbi e laceranti incertezze che colpiscono soprattutto le nuove generazioni, l’esperienza circoscritta di questo progetto ha preferito riproporre una visione dell’architetto sostanzialmente umanistica: personalità intellettualmente strutturata e coltivata, in grado di coniugare la professione con la riflessione storica, filosofica, letteraria, estetica e finanche musicale, di tutto ciò imprimendo il progetto architettonico.   
Il catalogo della mostra è pubblicato da Gangemi.

 

SCHEDA EVENTO

 

 

Architettura Incisa

 

 

Periodo
10 dicembre 2009 – 21 febbraio 2010

 

Luogo
Istituto Nazionale per la Grafica
Palazzo Poli, via Poli 54
Roma

 

Orari
10. 00 – 19.00
chiuso il lunedì, il 25 dicembre, il 1 gennaio 2010
24 e 31 dicembre 10.00 – 14.00

ingresso gratuito

 

Per informazioni
 +39 06 69980242 
 06 69980257 

 

Nell’immagine, Carlo Aymonino, Teatro di Avellino, 1987

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