Architettura green, ampliamento dell’Orto Botanico di Padova

Gli Orti Botanici, in particolare quelli di antica tradizione, rappresentano una realtà complessa in cui arte, scienza e storia sono egregiamente e inscindibilmente legati assieme. Essi, mettendo al centro dell’attenzione i caratteri, le regole e i vincoli del mondo vegetale, in una cornice d’estremo interesse storico-artistico, rappresentano un punto d’incontro di questi due aspetti della nostra cultura, spesso mantenuti artificiosamente separati. Ciò vale in particolare per l’Orto Botanico di Padova (1545), cui spetta il primato di essere il più antico Orto Botanico esistente nel mondo.


Il progetto di restauro delle parti storiche e la progettazione delle parti di nuova acquisizione realizzato dallo studio VS associati è stato improntato a criteri che conferiranno alle due parti dell’Orto Botanico una loro fisionomia peculiare, storico-culturale per la prima e sperimentale-espositiva per la seconda, in una visione unitaria.
Il concept che guida il progetto è il tema della biodiversità che muove dalla riflessione sul ruolo fondante di questo istituto nel XXI secolo, a cinquecento anni dalla sua nascita.

 

Le linee principali sono state tratte da un’attenta analisi del Piano d’Azione per gli Orti Botanici dell’Unione Europea che si propone di rafforzarne il ruolo nel panorama della cultura europea e di fornire una dimensione internazionale alla cultura e alla conoscenza del mondo vegetale.

 

L’importanza della conoscenza scientifica, storica e culturale della conservazione e gestione della biodiversità e delle risorse ambientali, sono divenuti dopo la conferenza di Kyoto patrimonio della cultura mondiale. Il piano definisce sinteticamente le categorie di intervento e gli obiettivi di lavoro e di sviluppo della conoscenza poiché uno degli aspetti più importanti per un orto botanico attuale è la capacità didattica di trasmettere, anche con forti emozioni visive, la necessità sempre più urgente e sentita di mantenere viva la biodiversità del pianeta, proprio in un momento storico nel quale un modello di sviluppo non sostenibile sta mettendo a repentaglio molte specie vegetali ed animali e i loro habitat. Entrare nell’ampliamento dell’orto botanico sarà come entrare nella sezione di un emisfero del globo terrestre, dove le fasce simbolizzano le zone climatiche del pianeta.


Le scelte progettuali sono maturate considerando con grande attenzione il contesto paesaggistico in cui si va ad insediare la nuova ala dell’orto, in particolare la salvaguardia della prospettiva scenica creata dall’imponente apparato architettonico circostante della Basilica di Santa Giustina con le sue cupole a sud e della Basilica del Santo a nord e la constatazione del carattere minore e dimesso delle proprietà confinanti con l’area dei Tre Pini, nonché la labilità del confine ovest.

 

Pur avendo mantenuto la proposta progettuale all’interno dei confini dati, è stata lasciata aperta l’ipotesi di una possibile futura espansione dell’orto botanico oltre l’attuale confine ovest, entro il campo sportivo, evitando, per quanto possibile, la costruzione di strutture permanenti lungo questo lato e trattando la sistemazione paesaggistica in modo da consentirne la naturale continuazione, in futuro, oltre l’attuale confine.


Il tema dell’acqua, ampiamente presente, proviene dalla successione storica di usi del sito, dalle coltivazioni agrarie segnate da canali irrigui, alla peschiera, al lago del parco ottocentesco Cecchini-Pacchierotti. Le diverse zone climatiche proposte nel progetto architettonico sono separate tra loro dall’acqua, così come i campi dei benedettini erano solcati dai canali di irrigazione. L’uso agricolo del sito entro la cinta fortificata veneziana e la sua organizzazione agraria in campi da parte dei benedettini; la suddivisione di campi, vigneti e frutteti ottenuta con filari di alberi e “viti maritate”; la rete di canali irrigui alimentati dalle acque del canale Alicorno formano nel complesso l’immagine molto suggestiva (e particolarmente calzante per un orto botanico) di un paesaggio agrario urbano di cui si è persa quasi ogni traccia. La memoria dei canali è ricreata da un sistema di vasche d’acqua, disposte a “cascata” su livelli diversi, che raccolgono l’acqua piovana intercettata dall’ampia superficie dei tetti delle serre e utilizzata per l’irrigazione. L’acqua è quindi elemento dedicato al recupero della memoria di quel paesaggio agrario urbano ora smarrito.
Ognuna delle cinque serre accoglie la flora corrispondente al bioma rappresentato ed è affiancata da zone espositive in cui è allestito il percorso didattico.

 

Il complesso di serre, 110 metri di lunghezza per 18 di altezza e 30 di profondità, oltrepassa la superficie terrestre e arriva nello spazio per illustrare i nuovi confini della scienza botanica.


a cura di Simona Ferrioli


SCHEDA PROGETTO
Ampliamento dell’Orto Botanico di Padova


Luogo
Padova


Progettisti
VS associati
Arch. Fabrizio Volpato, Arch.Giorgio Strappazzon


Superficie
14.810 mq


Cronologia
progetto: 2005
completamento: 2014


Per ulteriori informazioni
www.vsassociati.it
www.ortobotanicopd.it


Nell’immagine di apertura, vista di uno scorcio del nuovo Orto Botanico di Padova. Foto © VS associati

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