Architettura fuori dagli schemi, Second Home di SelgasCano

Un tunnel arancione a formare una sorta di “salotto” urbano lungo la facciata dell’edificio per uffici a Londra caratterizza il primo progetto nel Regno Unito dello studio SelgasCano, recentemente selezionato per la realizzazione del Serpentine Gallery Pavilion 2015.
Situato in una ex fabbrica di tappeti a Shoreditch, nella zona est di Londra, Second Home è uno spazio di lavoro condiviso, un hub creativo per piccole imprese e start-up, caratterizzato da pareti in acrilico trasparente, oltre un migliaio di piante in vaso e il cosiddetto “tavolo volante”.

 

Sul fronte dell’edificio a due piani si trova una mensa dove gli occupanti sono incoraggiati a interagire tra loro e condividere idee. Ispirato al River Cafè di Richard Rogers, quest’area funge da spazio di lavoro informale.
L’area pranzo principale è contenuta all’interno del tunnel arancione, che gli architetti descrivono come una “serra”. È dotata di una panca ricurva con posti a sedere, verniciata in arancione brillante, e una selezione di sedie una diversa dall’altra.

 

Dietro questo spazio si trova un’area eventi, che può essere utilizzata per proiettare film, tenere spettacoli di musica e conferenze, oppure per meeting aziendali e workshop. Per garantire la flessibilità di quest’area, la stanza è dotata di un grande tavolo da riunioni a forma di U, che può salire e scendere, ed essere issato verso il soffitto quando non viene utilizzato, lasciando la stanza libera per altre attività.

 

I vari uffici sono distribuiti sui due piani, e sono tutti contenuti all’interno di partizioni trasparenti di plastica dalla forma curva, come bolle, mantenendo la visuale aperta lungo tutto l’edificio. I confini tra le aree di lavoro, definiti dalle pareti curve trasparenti, si dissolvono. Anche le pareti esterne sono vetrate, per rafforzare il collegamento visivo.
Alcuni degli spazi circoscritti dalle lastre di acrilico trasparente racchiudono piccoli spazi di lavoro per quattro o cinque persone, mentre altri possono ospitare fino a venti persone, inclusi diversi spazi a doppia altezza. Ogni spazio è insonorizzato, grazie alle proprietà isolanti dell’acrilico.

 

Un arredamento non omogeneo caratterizza anche gli spazi di lavoro: l’edificio contiene più di seicento sedie una diversa dall’altra, un mix di pezzi vintage provenienti da tutta Europa, oltre a una varietà di corpi illuminanti.
Piante in vaso tenute in vita grazie alla coltivazione idroponica sono situate ai bordi di ogni ufficio e negli interstizi tra le superfici. Una corte interna è destinato a “ricovero” per le piante che necessitano di cure.
L’altezza dei soffitti dei corridoi è leggermente inferiore rispetto a quella degli uffici, per contenere i condotti di ventilazione e altri impianti, e per creare una sensazione di apertura nelle aree di lavoro.

 

Uno spazio dove i creativi possono coltivare le loro idee, un “quasi-paesaggio” fatto di piante e arredi diversi, animato da colori vivaci a creare un ambiente multisensoriale. Uno spazio fluido fatto di leggerezza, che mescola high-tech e no-tech per un nuovo concetto di ufficio.

 

a cura di Federica Maietti

 

Nell’immagine di apertura, vista del tunnel arancione sul fronte strada. Foto © Iwan Baan

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