Architettura ecocompatibile. In mostra i progetti del concorso Experience Spaces

Il concorso di idee Experience Spaces. Nuove soluzioni temporanee e low cost per spazi eco-compatibili di accoglienza, ospitalità, info-point in aree di montagna o turistiche indetto dall’Ecomuseo delle Orobie, dal Dipartimento Indaco del Politecnico di Milano e da Art Container ha visto 150 domande di partecipazione e 53 progetti candidati.

 

La giuria del concorso ha valutato i progetti considerando non solo l’apporto innovativo e la rispondenza al brief del concorso, ma anche la fattibilità tecnica e lo sviluppo di dettagli, le scelte comunicative per il progetto e le scelte tecniche e la dotazione tecnologica prevista (con particolare attenzione agli aspetti energetici).
Due i progetti vincitori: entrambi i gruppi di progettazione sono composti da studenti della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara. La graduatoria definitiva stilata vede vincitore il progetto di Andrea Chiarelli, Davide Mantesso, Erica Coricciati e Valentina Guerzoni e secondo classificato il progetto presentato da Enrico Ferraresi, Gabriella Dora Romito, Lucia Margherita Angelini Zucchetti e Marco Medici.

 

L’obiettivo del progetto netBox sviluppato da Enrico Ferraresi, Gabriella Dora Romito, Lucia Margherita Angelini Zucchetti e Marco Medici ruota attorno alla valorizzazione del territorio, nei suoi aspetti naturalistici, paesaggistici e culturali, e al concetto chiave di rete: rete di percorsi, di relazioni umane che ancora mantengono solide le comunità delle valli, rete delle interazioni tra i soggetti dell’ecosistema. I nodi sono i paesi con la loro storia antica e profonda. Nel mezzo il paesaggio non ha bisogno di parole. Per rendere il paesaggio un patrimonio comune la strategia scelta è quella dell’accessibilità diffusa.
La prima scelta progettuale è stata lavorare con singoli container, pensandoli maneggevoli, facilmente trasportabili e collocabili ovunque, con il minore impatto ambientale possibile, per costruzione e dimensioni. La seconda, conseguente alla prima, è di porre i singoli container in un sistema che deve offrire flessibilità e varietà, per poter disporre di elementi ogni volta specifici rispetto al luogo in cui vengono collocati.
Gli oggetti progettati sono fortemente riconoscibili per poter costituire un brand, ma contemporaneamente discreti rispetto al paesaggio e al servizio di questo. L’impatto effettivo dei container viene espresso in termini di ciclo di vita, dalla costruzione all’uso fino alla sua demolizione: il container mantiene la sua funzione di contenitore e, al suo interno, il sistema è composto da combinazioni possibili di wood box, scatole di legno di due metri per lato, che ospitano le vere e proprie unità funzionali, esperienziali.

 

Sono state individuate dodici funzioni per i wood box, ciascuna descritta da una specifica azione: oltre a informare, dormire, mangiare, ogni elemento è pensato con spirito ludico, per divertirsi e stupirsi nella scoperta del paesaggio attraverso l’uso dei cinque sensi. Nascono così nuove funzioni insolite, come il modulo “prendersi cura” in cui si possono studiare le impronte degli animali; uno spazio riparato dove gli uccelli possono nidificare, una vasca d’acqua e una mangiatoia dove gli animali possano nutrirsi, o lo spazio sauna per rigenerarsi dopo un lungo e faticoso trekking mentre fuori fa freddo. Anche i moduli più standard riletti all’interno del sistema acquistano una nuova dimensione: dormire soli nel bosco, o ad alta quota scaldati dal fuoco e illuminati da candele può essere un’esperienza indimenticabile. Attraverso la combinazione dei moduli è possibile assemblare infiniti ambienti, dalla camera d’albergo esclusiva, a bivacco, a struttura di supporto per aree di campeggio temporanee, a stazione barbecue, stazione ecologica, struttura di gioco o silenzioso angolo contemplativo. In ogni caso inaspettato.

 

La semplice dialettica del progetto ha indirizzato i progettisti verso la ricerca di un altrettanto semplice sistema costruttivo, basato sull’artigianato locale nel quale le lavorazione del legno riveste un ruolo importante: un sistema di listelli in legno (4×4 cm) con appositi incastri permette di modulare gli agganci delle pareti della scatole e gli arredi secondo una stessa logica. Il legno è un materiale sostenibile, che nelle modalità del progetto, data la sezione ridotta degli elementi, consente costi di produzione molto bassi e può provenire da riciclo. Non presenta scarti di lavorazione, il sistema di isolamento è realizzato in truciolato, è facilmente lavorabile e reperibile e si monta a secco. È completamente riciclabile e la necessità di manutenzione praticamente nulla, in quanto si è scelto un legno non trattato. Nell’ottica della semplicità di costruzione, manutenzione e utilizzo, sono state scelte soluzioni impiantistiche e tecnologiche a impatto ambientale nullo e a kilometri zero: candele, stufe a legna, serbatoi e filtri d’acqua piovana, valorizzando le risorse del contesto e adempiendo al contempo alla richiesta di certificazione di classe A.

 

La mostra dei progetti del concorso Experience Spaces è in corso presso la Facoltà del Design di Milano fino all’11 ottobre, giorno in cui si svolgerà la premiazione dei progettisti.

 

SCHEDA EVENTO
Mostra dei progetti del concorso
Experience Spaces

 

Luogo
Facoltà del Design – edificio N (laboratorio allestimenti)
via Durando 10, Milano

 

Orari
dalle 8.30 alle 19.30
ingresso libero

 

Promotori
Dipartimento INDACO | Politecnico di Milano, Ecomuseo delle Orobie, Art Container, Marchingenio

 

Sponsor tecnici
Archè Pannelli

 

Partner
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, Rete degli Ecomusei di Lombardia, Green Building Council Italia, City Project, Ersaf, Consorzio forestale “Pizzo Camino”.

 

Progetto co-finanziato da Regione Lombardia (Direzione Culture, Identità e Autonomie della Lombardia)

 

Per ulteriori informazioni
www.ecomuseodelleorobie.it
www.greeninnovation.it
www.design.polimi.it

 

Nell’immagine di apertura, render del progetto netBox di Enrico Ferraresi, Gabriella Dora Romito, Lucia Margherita Angelini Zucchetti e Marco Medici, secondo classificato al concorso Experience Spaces

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