Architettura e sviluppo sostenibile, a Wang Shu il Pritzker Architecture Prize 2012

L’architetto cinese Wang Shu è il vincitore del Pritzker Architecture Prize 2012. La cerimonia ufficiale del più importante riconoscimento nel campo dell’architettura si terrà il prossimo 25 maggio a Pechino.

 

Il vincitore è stato annunciato da Thomas J. Pritzker, presidente della Hyatt Foundation che sponsorizza il premio, che ha così commentato: “Il fatto che la giuria abbia selezionato un architetto cinese rappresenta un fatto significativo nel riconoscere il ruolo che sta assumendo la Cina nello sviluppo degli ideali architettonici. Inoltre, nei prossimi decenni, le scelte nel campo dell’urbanizzazione, che dovranno essere in armonia  con le esigenze locali e la cultura, saranno di grande importanza per la Cina e per il resto del mondo. Le opportunità senza precedenti della Cina in ambito di pianificazione urbana e progettazione architettonica dovranno essere in armonia sia con le tradizioni del passato che con le future esigenze di sviluppo sostenibile”.

 

Lo scopo del Pritzker Architecture Prize, istituito nel 1979 dal defunto Jay A. Pritzker e da sua moglie Cindy, è di assegnare ogni anno un importante riconoscimento ad architetti ancora in vita il cui lavoro, combinando talento, impegno e immaginazione, rappresenti un contributo significativo per l’umanità e l’ambiente, attraverso l’arte dell’architettura.

 

Il presidente di giuria, Lord Palumbo, ha commentato le motivazioni della giuria circa la scelta del vincitore di quest’anno: “La questione del corretto rapporto tra presente e passato è quanto mai opportuna e attuale; il recente processo di urbanizzazione in Cina porta il dibattito a domandarsi se l’architettura deve essere radicata nella tradizione o se deve guardare al futuro. Come per ogni grande architettura, l’opera di Wang Shu è in grado di trascendere il dibattito producendo un’architettura senza tempo, profondamente radicata nel suo contesto eppure universale”.

 

La giuria che ha selezionato il vincitore del Pritzker 2012 è composta da Lord Palumbo, riconosciuto a livello internazionale come mecenate dell’architettura di Londra, Chairman of the Trustees, Serpentine Gallery, già Presidente del Consiglio delle Arti di Gran Bretagna, già Presidente della Fondazione Tate Gallery, ex fiduciario dell’Archivio Mies van der Rohe al Museum of Modern Art di New York, e, in ordine alfabetico, Alejandro Aravena, architetto e direttore esecutivo di Elemental, Santiago, Cile; Stephen Breyer, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, Washington; Yung Ho Chang, architetto, Repubblica Popolare Cinese; Zaha Hadid, Premio Pritzker 2004; Glenn Murcutt, Premio Pritzker 2002; Juhani Pallasmaa, architetto e professore, Helsinki, Finlandia; Karen Stein, scrittrice, editor e architectural consultant, New York. Martha Thorne della IE School of Architecture, Madrid, è il direttore esecutivo del premio.

 

La giuria ha così espresso le motivazioni della scelta del vincitore: “L’architettura di Wang Shu apre nuovi orizzonti, e allo stesso tempo richiama al luogo e alla memoria. I suoi edifici hanno la capacità di evocare il passato senza fare riferimenti diretti alla storia. L’architettura di Wang Shu è esemplare nel suo forte senso di continuità culturale e rinvigorita tradizione. Nei lavori realizzati dal suo studio, Amateur Architecture Studio, fondato dalla sua socia e moglie Lu Wenyu, il passato è letteralmente portato a nuova vita. […] I suoi edifici possiedono una caratteristica molto rara, una presenza imponente, autoritaria, a volte monumentale, pur funzionando ottimamente e creando un ambiente di quiete e tranquillità per la vita e le attività quotidiane. L’History Museum a Ningbo è un’icona urbana, un ottimo contenitore per la storia e un luogo in cui il visitatore assume un ruolo centrale. La ricchezza dell’esperienza spaziale è notevole, sia all’esterno che all’interno. Questo edificio incarna, in un unico luogo, la forza, il pragmatismo e l’emozione.

 

Wang Shu sa come affrontare le sfide del costruire, sfruttandole a proprio vantaggio. Il suo approccio all’architettura è allo stesso tempo critico e sperimentale. Utilizzando materiali riciclati, è in grado di trasmettere diversi messaggi circa l’attento utilizzo delle risorse e il rispetto per la tradizione e il contesto, nonché di esprimere una franca valutazione circa la tecnologia e la qualità del costruire oggi, in particolare in Cina. […] Lavorando in collaborazione con artigiani, il risultato possiede a volte un elemento di imprevedibilità, che, nel suo caso, conferisce agli edifici freschezza e spontaneità.
Nonostante la sua età, giovane per un architetto, ha dimostrato la sua abilità nel lavorare a diverse scale. Il Xiangshan Campus of China Academy of Arts a Hangzhou è concepito come una piccola città, luogo di apprendimento e vita per studenti, professori e personale. L’esterno e le connessioni interne tra edifici e spazi pubblici e privati forniscono un ambiente ricco dove prevale la vivibilità.
È inoltre in grado di creare edifici a una scala intima, come piccole sale espositive o padiglioni inseriti nel tessuto del centro storico di Hangzhou. Come per tutte le grandi architetture, lo fa con magistrale naturalezza, facendolo apparire come un esercizio privo di sforzo.
Ha chiamato il suo studio Amateur Architecture Studio, ma il suo lavoro è quello di un virtuoso al comando degli strumenti dell’architettura, forma, dimensione, materiale, spazio e luce.
Il Pritzker Architecture Prize 2012 è conferito a Wang Shu per l’eccezionalità e la qualità del suo lavoro e per il suo costante impegno nel perseguire un’architettura responsabile e senza compromessi, che scaturisce dal senso di quello specifico luogo e di quella specifica cultura.

 

a cura di Federica Maietti

 

Per ulteriori informazioni
www.pritzkerprize.com

 

Nell’immagine di apertura, Wang Shu, Amateur Architecture Studio, Xiangshan Campus, China Academy of Art, Phase II, 2004-2007, Hangzhou, Cina

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