Architettura e spazio urbano, i vincitori del concorso Basel Pavilion of Culture

Sono stati proclamati i vincitori del concorso Basel Pavilion of Culture, bandito da ArchMedium e dedicato alla  progettazione di un Padiglione della Cultura per la città di Basilea, punto d’informazione per i turisti d’arte e luogo dedicato ad eventi culturali e piccole esposizioni: un vero e proprio “strumento” in grado di far risparmiare tempo e denaro ai visitatori e di aumentare il livello di gradimento, rilanciando e valorizzando la fruizione di arte e cultura non solo a livello locale.

 

La giuria, composta da Thomas Pulver (Graber Pulver), Roger Boltshauser (Boltshauser Architekten), Piet Eckert (E2A), Armon Semadeni (Armon Semadeni) e Stephan Meier (Darlington Meier), ha assegnato il primo, secondo e terzo premio, e dieci menzioni d’onore, ai progetti della categoria Studenti e giovani laureati, e il primo premio e tre menzioni d’onore per la categoria Giovani professionisti.

 

Si è aggiudicato il primo premio per la categoria Studenti il team di progettazione CVLB, Charlotte Viarouge e Lisa Bouteldja dell’Accademia di Architettura di Mendrisio, con un progetto che dà la priorità allo spazio pubblico anziché occupare l’area con un volume architettonico, lavorando esclusivamente con il piano orizzontale. Secondo il parere della giuria, il progetto è realistico e appropriato alla scala urbana.


Secondo classificato il progetto del team spagnolo RAAM, Miguel Esteban Alonso, Alex Beunza Martinez, Alberto Esteban Picó e Pablo Resa Abad della Escuela de Arquitectura Universidad de Navarra, che interpreta creativamente il programma del concorso senza sopravvalutare il ruolo dell’architettura in un contesto urbano di tale rilievo. Il progetto, attraverso un approccio iconico e un design minimale e concettuale, propone una scultura sferica, un’installazione per la città. Una sorta di intercapedine spaziale crea un luogo di filtro in cui le persone possono interagire con la superficie riflettente della sfera e il suo intorno. Il progetto culmina in uno spazio interno sorprendentemente interessante.

 

Ad aggiudicarsi il terzo premio è il team danese Skogström, Gustav Bergström e Frej Skoog della Royal Danish Academy of Fine Arts, a cui la giuria ha riconosciuto il potenziale della creazione di un’architettura come volume infrastrutturale. Inserendo un volume solido a un angolo dell’area di progetto, riesce a caratterizzare lo spazio urbano senza saturarlo completamente. Il suo preciso posizionamento rende lo spazio pubblico più leggibile e migliora il collegamento con il teatro.

 

Vince il primo premio per la categoria Giovani professionisti il progetto del team belga KRAKOT, Wouter Mathieu, Aaron Michels e Thomas Depreitere, del quale la giuria ha apprezzato in particolare l’interpretazione di un’architettura leggera che ricorda i padiglioni dei parchi del XX secolo. L’edificio ottagonale è situato in un angolo dell’area di progetto, configurandosi come completamento della grande piazza antistante, che permane nella sua funzione di spazio pubblico. L’edificio si relaziona alla città attraverso i suoi due livelli: un piano terra compatto e un livello superiore trasparente e leggero, che consente ai visitatori un collegamento visivo con la città, fungendo da Belvedere.


a cura di Federica Maietti


Per ulteriori informazioni
www.archmedium.com

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto del team spagnolo RAAM, Miguel Esteban Alonso, Alex Beunza Martinez, Alberto Esteban Picó e Pablo Resa Abad, secondo classificato per la categoria Studenti

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