Architettura e spazio contemporaneo, la mostra Triggering Reality

Nella mostra Triggering Reality. Nuove condizioni per l’arte e l’architettura in Olanda, proposta dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dal 15 dicembre 2012, la realtà dello spazio contemporaneo viene messa alla prova, investigata, riprodotta, rappresentata e criticata da artisti e architetti in cerca di una ridefinizione del loro stesso ruolo sociale.

 

In un confronto fra personalità affermate e nuove generazioni di creativi, i protagonisti raccontano l’apertura allo sconfinamento tra la ricerca architettonica e quella artistica, in una mostra che riflette sulla capacità di tracciare un orizzonte di produzione inedito e originale come reazione alla crisi internazionale.

 

Atelier Van Lieshout, Boundary Unlimited, DUS architects, Haas & Hahn, Nicoline Van Harskamp, Anne Holtrop / Bas Princen, Wouter Klein Velderman, Krijn de Koning, NIO Architects, ONIX: il risultato è una forma di realismo che suggerisce la tendenza verso una dimensione etica e sociale in evoluzione. Le strategie adottate dagli architetti e dagli artisti in mostra sono orientate a mettere alla prova la realtà, quasi sfidandola per sostenere le mutate condizioni economiche e sociali di questi ultimi anni. “Con l’attuale crisi in Europa sembrerebbe che il periodo d’oro dei grandi e prestigiosi progetti edilizi sia passato – afferma Michiel den Hond, Ambasciatore dei Paesi Bassi a Roma. Tuttavia una crisi comporta anche un nuovo inizio e offre opportunità per sviluppi inaspettati. Per esempio, una delle conseguenze di questa nuova realtà è che i confini tra l’architettura e le altre discipline, come la scultura, sono diventati più sfumati. Sia gli architetti che gli artisti riflettono sui cambiamenti nel contesto sociale, economico e demografico. Triggering Reality analizza questi sviluppi e presenta le opere di importanti rappresentanti olandesi di entrambe le discipline”.

 

Dopo un lungo periodo di successi e di prosperità per gli ambiti della creatività olandesi, sostenuti dalle istituzioni e dall’interesse pubblico e privato, i Paesi Bassi registrano adesso un periodo di decelerazione e di cambiamento. “L’Olanda degli anni ‘90, quella delle visioni dorate e delle grandi trasformazioni, dei progetti-icona e delle baby-star, non esiste più – spiega Giampiero Sanguigni, curatore della mostra. […] Così, molti studi di architettura si sono spostati nell’ambito della ricerca, sconfinando in settori solitamente più propri delle discipline artistiche. I creativi olandesi indagano la città e i suoi luoghi, osservando i fenomeni sociali in atto e restituendoli sotto forma di installazioni, performance, sculture”. Il criterio di selezione dei protagonisti chiamati a testimoniare la propria esperienza e mostrare il proprio impegno progettuale si basa, quindi, sulla disponibilità ad abbracciare ambiti di ricerca e di intervento diversi da quello di appartenenza.
Tra gli obiettivi della mostra è presente la volontà di descrivere la condizione osservata in Olanda per incentivare il confronto con la scena italiana e l’avviamento di nuove collaborazioni. Il programma dell’iniziativa prevede per questo un simposio, il 14 dicembre 2012, al quale prenderanno parte gli artisti e gli architetti presenti in mostra.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da The Architecture Observer e curato da Giampiero Sanguigni. La pubblicazione documenta l’attività degli artisti e degli architetti invitati e offre un approfondimento sui temi della mostra. È il design sociale, quello che Hans Ibelings, editore del volume e autore di un saggio critico che introduce la pubblicazione, individua come “il grande denominatore comune di tutti questi nuovi studi”.

 

L’iniziativa “Triggering Reality. Nuove condizioni per l’arte e l’architettura in Olanda” è parte di Olandiamo in Toscana, il programma promosso dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma consistente in una serie di eventi culturali, commerciali e economici che coinvolgono per tutto l’anno 2012 la regione Toscana.


I temi della mostra
Una confidenza straniante. Alcuni autori (in particolare Onix e Wouter Klein Velderman) focalizzano la loro attenzione su temi legati all’immaginario collettivo e alla tradizione culturale. I loro lavori interpretano e raccontano i mutamenti di un luogo, impiegando materiali e know-how locali.


Il progetto sociale. Molti artisti e architetti (Haas & Hahn, DUS architects) producono architetture e installazioni che interagiscono con la società destinata ad accoglierli. Le realizzazioni rendono evidenti le dinamiche dei luoghi e le problematiche sociali, cercando, in maniera attiva e partecipata, di indagare i confini labili tra il pubblico e il privato, offrendo nuove occasioni di confronto per sviluppare una coscienza dell’identità contestuale.


Il contesto come oggetto di una ricerca. Dopo il 2000 molti studi di architettura hanno sviluppato un percorso alternativo, destinato all’analisi della città. Similmente, alcuni artisti hanno intrapreso un’attività specifica, più focalizzata sulla dimensione sociale, sui rapporti tra condizione economica, culturale e politica del Paese. La realtà è diventata il soggetto primario della ricerca di Nicoline van Harskamp e di Boundary Unlimited.


Confrontarsi con l’esistente. Se negli anni ‘90 la nuova architettura veniva spesso realizzata demolendo la preesistenza, ora molti studi si confrontano con il tema della rifunzionalizzazione o dell’estensione. Similmente, in ambito artistico, il rapporto con l’esistente è diventato il presupposto della specificità di un intervento. Appartengono a questo tema i lavori di Anne Holtrop con il fotografo Bas Princen, e di Krijn de Koning.


Una realtà soggettiva. In nessuno dei casi il confronto con la realtà corrisponde a una perdita dell’identità dell’autore: la ricerca si evolve nella forma di una proiezione delle proprie idee sull’esistente, sublimata in una società ideale e calata in un immaginario personale (Atelier Van Lieshout, Maurice Nio).


SCHEDA EVENTO
Triggering Reality
Nuove condizioni per l’arte e l’architettura in Olanda

a cura di Giampiero Sanguigni


Luogo
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
viale della Repubblica 277
Prato


Inaugurazione
15 dicembre 2012 | ore 18:00


Simposio
Biblioteca delle Oblate
via dell’Oriuolo 26, Firenze
14 dicembre 2012, dalle 9:30 alle 12:00


Periodo mostra
dal 15 dicembre 2012 al 10 marzo 2013


Curata da Giampiero Sanguigni con la collaborazione di Marco Brizzi, promossa dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma, organizzata dal Centro Pecci e da Image, realizzata con il supporto di Netherlands Architecture Fund, di Mondriaan Fund e della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, la mostra è patrocinata dalla Regione Toscana e dal Comune di Prato.


Per ulteriori informazioni
www.centropecci.it

 

Nell’immagine di apertura, Una strada della prostituzione, Red Light District ad Amsterdam, 2011, Boundary Unlimited. Foto © Tsaiher Cheng

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico