Architettura e spazi urbani, il progetto terzo classificato al concorso per il ‘New York Theater City’

I progettisti del gruppo A2GP della Escola Tècnica Superior d’Arquitectura di Barcellona, ETSAB, Spagna, si sono aggiudicati il terzo premio al concorso internazionale per la progettazione del “New York Theater City” proponendo un sistema di spazi adattabili che sfrutta i preesistenti binari ferroviari e non necessita della costruzione di nuovi edifici. Il concorso è stato bandito da ArchMedium, un’associazione che organizza concorsi internazionali di architettura per studenti, in una zona industriale di Manhattan attualmente inutilizzata e in attesa di un progetto in grado di rivitalizzarla, reinventarla e reinserirla nella città.
L’idea del concorso nasce dalla considerazione che il monopolio della grandi produzioni nei teatri principali rende molto difficile la presenza sui famosi palcoscenici di Broadway di rappresentazioni di teatro indipendente o che dispongono di un budget limitato, cosa che ha fatto inevitabilmente svanire lo spirito pionieristico che ha distinto Broadway ai suoi esordi.
La richiesta del bando di concorso consisteva in un campus teatrale urbano in cui piccole compagnie possono disporre di spazi per le prove e in cui i loro spettacoli possono essere rappresentati offrendo un’attività sempre giovane, nuova e culturalmente diversa. Secondo le indicazioni, il progetto per il “New York Theater City” doveva concretizzarsi come fusione tra architettura e urbanistica, unendo la necessità di offrire siti funzionali alle diverse attività teatrali indicate con il dovere di rendere il luogo un nuovo e vitale spazio per la città. Per fare ciò, avrebbe dovuto essere fondamentale non solo la ricerca di adeguate soluzioni per gli edifici, ma anche la loro collocazione e il loro dialogo con la città, col fiume e con il contesto urbano in generale, attraverso parchi e giardini con accessi pubblici, percorsi che consentono agli utenti di andare nel campus e di attraversalo senza alcuna difficoltà nei percorsi urbani e uno spazio esterno in grado di accogliere occasionalmente circa 250 persone.

 

I progettisti del gruppo A2GP, Guillem Pons Ros, Pau Villalonga Munar, Albert Sabas Serrallonga, Gerardo Perez de Amezaga, sono partiti dallo slogan newyorkese “keep it simple, keep it wild, keep it quiet, keep it slow” e, per la loro proposta progettuale, assumono la filosofia sottesa al recente intervento della High Line aggiungendo un ulteriore punto allo slogan: keep it moving.
Il loro progetto per il New York Theater City diventa quindi l’ultimo passaggio di una serie di interventi e infrastrutture correlati alla High Line, non solo creando un nuovo luogo di intrattenimento e di incontro per la città ma anche uno strumento per la rigenerazione di un quartiere ricco di opportunità. Senza realizzare alcun nuovo edificio, la proposta progettuale è incentrata sulla creazione di un sistema di spazi adattabili, un sistema che consente di ospitare una grande varietà di funzioni a seconda del tipo di rappresentazione e della quantità di pubblico. Sette container scivolano lungo i preesistenti binari ferroviari e ospitano tutte le strumentazioni necessarie per realizzare qualsiasi tipo di attività: sedie, illuminazione, scenografie, pareti divisorie, forniture e servizi. In questo modo, in qualunque punto all’interno di questo sistema di spazi adattabili è possibile creare il luogo per la rappresentazione di uno spettacolo, lo spazio per le prove, un luogo di incontro tra gli artisti o una esposizione. Questo sistema fornisce alla città un grande spazio dinamico e versatile.

 

 

a cura di Federica Maietti

 

Per ulteriori informazioni
www.en.archmedium.com

 

Nell’immagine, render del progetto del sistema di spazi adattabili per il “New York Theater City” del gruppo A2GP (Guillem Pons Ros, Pau Villalonga Munar, Albert Sabas Serrallonga, Gerardo Perez de Amezaga), Spagna, vincitore del terzo premio

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