Architettura e riqualificazione. Henning Larsen Architects a Reykjavik

Situato al confine tra la terra e il mare, il nuovo National Concert & Conference Centre si staglia come una grande scultura luminosa che riflette sia il cielo che lo spazio del porto, così come la pulsante vita della città. Il Reykjavik Concert and Conference Centre è parte di un ampio progetto di sviluppo, denominato East Harbour Project, che ha preso avvio nel 2004 attraverso una PPP-competition, ovvero un concorso nel quale i gruppi di progettisti concorrenti, sia pubblici che privati, sono essi stessi responsabili degli investimenti, della costruzione e delle operazioni correlate.
Lo studio Henning Larsen Architects ha partecipato alla gara di pre-qualifica e ha vinto il concorso insieme al team internazionale Portus Group. A causa della difficile situazione economica in cui l’Islanda si è venuta a trovare a partire dall’autunno del 2008, la municipalità di Reykjavik e il governo islandese hanno deciso di partecipare alla realizzazione del progetto.
La vasta collaborazione internazionale ha portato a un processo di gestione del progetto del tutto nuovo, il cui alto grado di condivisione e di comunicazione è stato tanto impegnativo quanto gratificante.
L’East Harbour Project, come esplicitato dal nome, è un progetto il cui obiettivo generale è quello di ampliare e riqualificare la zona orientale del porto di Reykjavik attraverso una nuova piazza centrale, una via commerciale, un hotel, edifici residenziali, scuole e attività miste. L’intento complessivo è di rivitalizzare l’area e di creare una migliore connessione tra il centro della città e la zona del porto.

 

Situato al di fuori della massa edificata della città, il Reykjavik Concert and Conference Centre diventerà una significativa icona, un catalizzatore visivo con una espressività potente e variegata. La localizzazione in un’area isolata, inoltre, consente agli effetti dei cambiamenti climatici e delle modulazioni della luce di essere evidenziati sulle facciate dell’edificio, in contrasto con le strade strette e ombreggiate del resto della città.
Il Centro Congressi e Concerti, della superficie di 29.000 mq, gode di una vista aperta sull’immenso mare e sulle montagne che circondano Reykjavik. L’edificio dispone di una zona di arrivo e di un foyer nella parte antistante e di quattro sale nella parte centrale, mentre gli uffici, l’amministrazione, la sala prove e i camerini sono collocati nella zona retrostante.
Le tre grandi sale sono posizionate una accanto all’altra con accesso al pubblico sul lato sud e l’accesso al backstage sul lato nord. Il quarto piano è adibito a spazio multifunzionale, con sale per spettacoli destinati a rappresentazioni più intime e spazi per banchetti.
Viste dall’ingresso, le sale formano una sorta di massiccio montuoso, simile alle rocce di basalto sulla costa, conferendo un effetto di netto contrasto con l’espressiva e aperta facciata. Alla base della “roccia”, la sala più grande del Centro, la Concert Hall, rivela il suo interno come un incandescente centro di forza.

 

Le spettacolari facciate sono state progettate in stretta collaborazione tra lo studio Henning Larsen Architects, l’artista danese-islandese Olafur Eliasson e la società tedesca di ingegneria Rambøll and ArtEngineering GmbH, mentre l’edificio nel suo complesso è stato progettato in collaborazione con lo studio di architettura locale Batteriid Arkitekter.
Le facciate sono, come il resto dell’edificio, progettate traendo ispirazione dalla natura, in particolare dalla forma del basalto cristallizzato, il cui motivo geometrico ha influenzato la morfologia della pelle esterna.
Realizzato in vetro e acciaio secondo un sistema geometrico modulare dodecagonale, l’edificio sembra un gioco caleidoscopico di colori che si riflette nei più di mille moduli che compongono la facciata sud. Le altre facciate e la copertura sono costituite da rappresentazioni in sezione di questo sistema geometrico, con il risultato di facciate bidimensionali piane realizzate con telai strutturali a cinque e sei facce. Al fine di sviluppare questa idea, il team di progettisti ha lavorato con modelli digitali tridimensionali, modellazione a elementi finiti e diversi sistemi di visualizzazione digitale così come con plastici e modelli solidi.
Luce e trasparenza sono gli elementi chiave del progetto, che si poneva l’obiettivo di smaterializzare l’edificio come un’entità statica rendendolo così più ricettivo ai mutamenti prodotti dal suo ambiente contestuale e per creare cambiamenti nel suo aspetto a seconda delle diverse angolazioni di visuale dalla città e dal mare. Il gruppo di progettisti ha lavorato sia con la luce naturale che con la luce artificiale, a partire dallo studio dei cambiamenti stagionali islandesi.

 

a cura di Federica Maietti

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 38 “LUCE=MATERIA”

 

 

Nell’immagine, vista esterna in un render di progetto dell’Harpa Reykjavik Concert Hall, recentemente realizzato. © Henning Larsen Architects

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