Architettura e rigenerazione urbana, Vennesla Library di Helen e Hard Architects

La saturazione di un piccolo vuoto urbano collocato tra due edifici preesistenti e la valorizzazione dei centro cittadino attraverso un intervento in grado di ricucire il tessuto della piazza principale, rappresentavano gli obiettivi fondamentali del concorso di progettazione bandito nel 2009 dal Comune di Vennesla, Norvegia. Lo studio Helen & Hard Architects si è aggiudicato il primo premio con una proposta in grado di unire all’eleganza e funzionalità strutturale e compositiva una forte identità spaziale, in un edificio che utilizza strategie di sostenibilità per ridurre al minimo il fabbisogno energetico. Il risultato è un grande spazio unico che integra gli elementi architettonici a tutte le scale: da quella urbana nell’operazione di saturazione del vuoto ed enfasi della piazza, a quella strutturale che, oltre a collegare in modo armonioso gli edifici preesistenti con la nuova architettura, riesce ad assimilare gli elementi impiantistici e di arredo conferendo continuità materica e cromatica allo spazio interno scandito dalla luce.

 

La nuova biblioteca e centro culturale di Vennesla comprende una biblioteca, un bar, uno spazio di ritrovo, le aree dedicate all’amministrazione e un collegamento agli edifici preesistenti della community house e del learning center.
Perseguendo l’idea della creazione di uno spazio pubblico accogliente, tutte le principali funzioni a destinazione pubblica sono state raccolte in un unico grande spazio, consentendo alla struttura, al sistema di arredo e alle diverse interfacce spaziali di essere visibili sia dall’interno che dall’esterno dell’edificio. Il bando di concorso richiedeva che il nuovo edificio fosse aperto e facilmente accessibile dalla piazza principale, ricucendo il tessuto urbano esistente. Questo obiettivo è stato raggiunto realizzando un’ampia facciata vetrata e una loggia urbana, creando una zona esterna protetta e dotata di posti a sedere.

 

La caratteristica principale dell’edificio è costituita dalla struttura, un sistema di nervature utilizzato al fine di creare elementi ibridi in grado di integrare la struttura lignea con tutti i dispositivi tecnici e gli elementi di arredo che, nella fattispecie, fungono da scaffalature per i libri.
L’intera biblioteca è composta da ventisette nervature prefabbricate realizzate in legno lamellare e pannelli in compensato tagliati a controllo numerico. Questi elementi strutturali definiscono la geometria della struttura di copertura così come l’orientamento ondulato del grande spazio aperto, articolato in zone studio individuali collocate lungo il perimetro.
La forma gradualmente mutevole e digradante delle nervature è generata dall’adattamento ai due edifici preesistenti adiacenti alla biblioteca, oltre che dalla ricerca di una qualità spaziale in grado di soddisfare, al contempo, le esigenze funzionali dei vari comparti della biblioteca.
Ciascuna facciata è sagomata secondo le esigenze specifiche del sito. Sul lato sud-ovest l’edificio segue le linee naturali del sito e l’edificio si abbassa verso la strada assecondando la quota interpiano interna e la facciata è dotata di elementi verticali frangisole fissi.

 

Tra gli obiettivi principali dei progettisti, la riduzione del fabbisogno di energia per tutti e tre gli edifici attraverso la strategia della compattezza e l’utilizzo di soluzioni ad elevati standard di risparmio energetico in tutte le parti di nuova costruzione. La biblioteca è un edificio low energy in classe A secondo il sistema di classificazione energetica norvegese. È stato inoltre massimizzato l’uso del legno in tutto l’edificio, arrivando ad impiegare 450 metri cubi di lamellare solo nella costruzione della struttura.
Una simbiosi tra struttura, infrastrutture tecniche ed elementi di arredo in un unico elemento architettonico in grado di creare una forte identità spaziale che soddisfa l’intento originario di valorizzare il centro culturale della città.


a cura di Federica Maietti


L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 51 “MATERIA COLORE LUCE”.

 

Nell’immagine, vista interna della biblioteca di Vennesla. Foto © Emile Ashley

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