Architettura e design: dal mobile alla casa, una passione per Jean Prouvé

I mobili e le architetture del designer francese Jean Prouvé, provenienti dalla collezione di Laurence e Patrick Seguin, sono l’oggetto della mostra Una passione per Jean Prouvé alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino.

 

Laurence e Patrick Seguin hanno scoperto l’opera di Jean Prouvé alla fine degli anni ’80 attraverso le sue creazioni di mobili nei quali tutta la capacità artistica sta nell’impercettibile maestria tecnica a servizio della resistenza dei materiali; considerando che all’epoca pochissimi sapevano chi fosse Jean Prouvé, il loro entusiasmo è stato immediato, un’emozione di linee, una rivelazione che è diventata una vera passione. La coppia si è poi interessata all’insieme della produzione di Jean Prouvé, di cui i mobili non costituiscono che una parte. È così che hanno scoperto le sue architetture. Partendo dal principio che “non c’è una differenza tra la costruzione di un mobile e di un immobile” Jean Prouvé ha applicato questa sua riflessione sia ai mobili sia all’architettura; questa logica costruttiva comune è diventata la base di tutta la sua opera.

 

Dall’apertura della galleria a Parigi nel 1989, Laurence e Patrick Seguin hanno intrapreso un rigoroso lavoro per far conoscere le creazioni di Jean Prouvé. I più importanti collezionisti internazionali e i musei più prestigiosi hanno ormai pezzi di questo architetto-designer francese nelle loro collezioni. Jean Prouvé è oggi considerato uno dei massimi esponenti del design del XX secolo.

 

Laurence e Patrick Seguin presentano per la prima volta alcune opere dalla loro collezione privata: una quarantina di pezzi di Jean Prouvé, la maggior parte prototipi o esemplari molto rari, dalla poltrona immaginata per la città universitaria di Nancy nel 1954, alla poltrona leggera creata per l’università d’Antony nel 1954, passando per i mobili creati per l’Africa.

 

Gli stessi principi basati su una logica di fabbricazione e di funzionalità applicati ai mobili spesso destinati al settore pubblico sono ripresi nelle architetture: le stesse strutture solide sono assemblate e articolate da meccanismi astuti che permettono sia ai mobili che alle costruzioni di essere facilmente spostate, smontate, modificate.

 

Sulla pista del Lingotto è stata montata per la prima volta la Maison Metropole (8×12 metri), casa in alluminio vincitrice nel 1949 di un concorso del Ministero dell’Istruzione per la costruzione di una scuola rurale con annessa la casa per l’istitutrice. Capolavoro di architettura nomade, ideata sul principio degli edifici a portici brevettati da Prouvé nel 1939, l’Ateliers Jean Prouvé ne realizzò due prototipi, uno per Bouqueval vicino a Parigi e uno per Vantoux nella Mosella, che sarà in mostra a Torino.
Il montaggio ha richiesto quattro persone impegnate per tre giorni consecutive, riprese in live streaming sul sito della Pinacoteca; per documentare i passaggi più significativi è stato inoltre realizzato un video in stop-motion.

 

La collezione di Laurence e Patrick Seguin comprende anche opere d’arte contemporanea che coesistono nella loro casa con i mobili di Jean Prouvé. Alcuni lavori hanno un legame con il designer francese, come il mobile che Alexander Calder aveva realizzato per Prouvé, o l’opera che Richard Prince, ha realizzato per i Seguin utilizzando un tavolo di Jean Prouvé. Altre opere come quelle di Jean-Michel Basquiat, Adam McEwen e Marc Grotjhan, sono espressione del gusto e della passione dei collezionisti.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano e inglese pubblicato dalla Pinacoteca Agnelli.


SCHEDA EVENTO
Una passione per Jean Prouvé
Dal mobile alla casa

La collezione di Laurence e Patrick Seguin


Luogo
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
via Nizza 230, Torino


Periodo
6 aprile – 8 settembre 2013


Orari
da martedì a domenica | 10.00-19.00
lunedì chiuso


Per ulteriori informazioni
www.pinacoteca-agnelli.it

 

Nell’immagine di apertura, Jean Prouvé, Maison Metropole, ca 1949, metallo, alluminio e legno, 8x12m. Collection Laurence and Patrick Seguin © Galerie Patrick Seguin

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