Architettura e arte contemporanea, GruppoZeroUno al Museo Stibbert di Firenze

Se allora invece di lanciarti nel mondo tu fossi diventato un pensatore (…) saresti diventato un mistico. I mistici sono artisti segreti: poeti senza versi, pittori senza pennello, musicisti senza note. Ci sono fra loro spiriti nobili e altamente dotati, ma sono tutti, senza eccezione, degli uomini infelici. Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto”.

Hermann Hesse, Narciso e Boccadoro, traduzione di Cristina Baseggio

 

Si è tenuta lo scorso 15 maggio, presso il parco del Museo Stibbert, Firenze, la performance/installazione temporanea di GruppoZeroUno, Cristiano Bianchi e Francesco Biasci, intitolata Narziss und Goldmund. Bringing everything home, realizzata nell’ambito dell’evento Museo Stibbert – Memorie contemporanee, performance di artisti. Ripercorrendo la tradizione che vede Frederick Stibbert estimatore e assiduo frequentare degli artisti contemporanei del suo tempo, il Museo ha pensato di riproporre questo colloquio tra mecenate ed artisti, creando un cortocircuito fra passato e presente.
L’istallazione, partendo dall’idea di architettura come macro-emblema della cultura di ogni popolo, esamina la figura di Stibbert come viaggiatore ed esplora le possibilità di un viaggio virtuale gestito dalla casualità, il cui risultato sia una nuova forma di integrazione fra le genti ed i saperi.
La performance è stata presentata presso il parco del Museo Stibbert di Firenze, in uno specchio d’acqua che riflette la facciata del museo. L’organizzazione, visto il successo della manifestazione, sta valutando l’ipotesi di ripetere l’evento in data da destinarsi.

 

Frederick Stibbert ed il suo Museo sono due entità inscindibili, così come accade con i due personaggi del romanzo di Herman Hesse: il primo cerca una nuova dimensione estetica scoprendo il mondo, l’altro la contiene e la sviluppa dentro di sé. Ognuno dei due trova il suo senso in funzione dell’altro.
Stibbert per tutta la vita riporta a casa la memoria dei suoi viaggi, e questi oggetti provenienti da contesti lontani per spazio e tempo, insieme creano qualcosa di nuovo, autonomo e spettacolare.
I progettisti Cristiano Bianchi Francesco Biasci hanno immaginato le città che Stibbert ha visitato e amato, pensando a come i suoi ricordi potessero fondersi e mescolarsi vagando per le stanze della sua casa museo, e hanno immaginato una nuova città, dove le differenze e le culture si possano mescolare come nella memoria di un viaggiatore appassionato.
Cinque nuclei di architetture-emblema evocative di luoghi distinti del mondo, inizialmente raggruppati per tipo, si sono disperse progressivamente nello specchio d’acqua come in un immaginario mare della memoria. Le architetture si mescolano, assumendo continuamente nuove configurazioni e nuove relazioni tra loro. La migrazione dei popoli è un’occasione di crescita.

 

Per ulteriori informazioni
www.museostibbert.it
www.gruppozerouno.com

 

Nell’immagine di apertura, dettaglio del manifesto dell’installazione temporanea Narziss und Goldmund. Bringing everything home di GruppoZeroUno, Cristiano Bianchi e Francesco Biasci, realizzata nell’ambito dell’evento “Museo Stibbert – Memorie contemporanee”

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