Architettura d’interni: il progetto di na3 per una casa a Roma

Una casa normale. Un impianto distributivo tipico degli anni ’70. Una ristrutturazione totale. Un vincolo: applicare il minimo stravolgimento planimetrico e la richiesta di posizionare e rileggere alcuni arredi d’epoca di famiglia. Svelare l’identità delle singole stanze (spazio intimo) ad un ipotetico passaggio-corridoio (spazio condiviso) è la scommessa progettuale intrapresa dall’architetto Nicola Auciello, na3 – studio di architettura, nel progetto per un’abitazione in zona Casal Palocco, Roma.

 

Una casa di circa 90 mq con 150 mq di giardino, allo stesso seriale, poiché facente parte della tipologia a schiera, ma allo stesso tempo unica, con una sua identità.
La distribuzione dell’appartamento è canonica e avviene in quattro sezioni, a due a due assemblabili: il corridoio separa l’appartamento in zona servente (bagno e cucina) e zona servita (soggiorno, camere, giardino); a metà corridoio, una porta a scomparsa crea la classica suddivisione in zona giorno e zona notte.
Varcando l’ingresso, la percezione della luce e del bianco potente ricettore di ogni altro colore – dalle pareti, dalle porte, dagli arredi presenti si contrappone al grigio opaco in resina, del percorso -corridoio, quasi a simulare “l’asfalto di una strada” (effetto ottico raddoppiato dallo specchio sulla parete di fondo).
Il ritmo e il colore neutro, ove presente e appena accennato, sono disegnati da una boiserie contemporanea, in vetro lucido, che riveste parzialmente le stanze (colore grigio-celeste per lo spazio servente e grigio-oliva per quello servito), per poi svoltare sul corridoio a cui rivelarne, a porte chiuse, l’essenza (il contenuto/la funzione); non è un trattamento fine a se stesso ma atto anche a segnalare i numerosi incassi di porte scorrevoli presenti.

 

Le porte sono bianche e fuori misura (2.70 m), dischiuse, quando non servono, scompaiono del tutto, evocando in qualche modo un’idea di leggerezza e di linearità, a volte, inattesa e inusuale. La porta-diaframma della cucina, totalmente trasparente, può scorrere a chiudere e non interrompere mai la visione di continuità con il soggiorno, il deck e il giardino adiacenti.
Gli arredi di famiglia, inseriti uno per ogni ambiente, posizionati per essere specchiati, riflessi e riletti, attraverso la luce e la materia, si raccontano con ironia. La boiserie, visibile da ogni zona della casa, rimane un trait d’union che comunica continuità spaziale attraverso rimandi visivi: interno/interno, interno/esterno.
La materia, vetro all’interno/peperino all’esterno, crea contrasti tramite il relativo comportamento con la luce risultando: leggera-pesante, lucida-opaca, riflettente-assorbente; le finiture naturali integrate con quelle artificiali (parquet in rovere, resina), le linee rette in pianta e sezione (porte a scomparsa, boiserie bicolore, zoccolo a filo muro), la pavimentazione continua, accrescono il senso di sconfinamento tra i singoli ambienti, ove rimangono vive la riflessione e l’opacità oltre all’attenzione del dettaglio, negando ogni riferimento decorativo.

 

SCHEDA PROGETTO
Cas/al/Palocco
Localizzazione
Casal Palocco, Roma

 

Progetto
Nicola Auciello Architetto
na3 – studio di architettura

 

Collaboratori
Flavio Rispoli (esecutivo), Matteo Giammartini (grafica), Alex Ferri (illuminotecnica)

 

Foto
Angelo Aloisi

 

Per ulteriori informazioni
www.na3.it 

 

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Nell’immagine di apertura, Cas/al/Palocco, Roma, Nicola Auciello, na3 – studio di architettura. Vista di scorcio del salone. Foto © Angelo Aloisi

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