Architettura del Giappone del Novecento, breve storia. Tra innovazione e tradizione

Ripercorriamo il ‘900 architettonico giapponese per conoscere i progettisti che hanno dato un volto al Giappone. In un precedente post abbiamo scoperto i segreti della loro architettura antisismica, ora andiamo alla ri-scoperta della loro architettura contemporanea, ispirati (purtroppo) dai recenti tragici eventi, ma anche (per fortuna) dalle eccellenti caratteristiche antisismiche degli edifici giapponese. Il presente, breve articolo non vuole essere un’analisi esaustiva dell’architettura giapponese del XX Secolo, ma uno sguardo sugli autori e sulle opere secondo noi più interessanti.  

 

Il rapido processo di sviluppo economico del Giappone nel dopoguerra ha portato a un fenomeno di costante espansione in campo architettonico, concretizzatosi nel lavoro di alcuni architetti e progettisti che hanno portato avanti una ricerca costante caratterizzata sia dal recupero della tradizione culturale nazionale e dall’utilizzo di tecnologie molto avanzate. Non di meno, l’influenza del mondo occidentale ha portato alla crescita architettonica del Giappone.

 

Oggetto di imitazione sono stati innanzitutto i modelli appartenenti alla corrente del funzionalismo. Sul finire degli anni ‘50, la fase imitativa fu superata da successivi sviluppi che permisero al Giappone di assumere caratteri più originali e aderenti al nuovo, “autoctono” contesto culturale giapponese.
Uno degli iniziatori della moderna architettura giapponese è stato Kenzo Tange. Già nel 1951, con il Centro della Pace di Hiroshima, aveva espresso il proprio talento. Il Palazzo Comunale di Tokyo, gli Edifici per le Olimpiadi del 1964 e il Piano urbanistico di Tokyo sono la testimonianza del fatto che Tange in quel momento seppe superare le proprie posizioni di partenza.
Negli anni ‘60, il gruppo Metabolism condusse una serie di interessanti ricerche, proponendo progetti in aperta opposizione all’urbanistica e alle tipologie costruttive tradizionali.

 

Nell’architettura oggi è sempre presente la tradizione culturale giapponese, mai trascurata nell’elaborazione dei contenuti del progetto: dettagli occidentali vengono spesso e abilmente inseriti in architetture dalla spazialità e dalle caratteristiche orientale, materiali tradizionali (come il legno o i materiali preziosi) si uniscono alla semplicità quasi minimal delle linee e a soluzioni tecnologiche per ottenere un senso di assoluta trasparenza.

 

L’ architettura attuale è caratterizzata dalla costante ricerca tecnologica: sui sistemi modulari, condotta dall’architetto Fumihiko Maki; per le reinterpretazioni delle forme naturali, espresse in particolare da Toyo Ito; con le geometrie minimaliste delle architetture di Tadao Ando e dalle mutevoli invenzioni di Arata Isozaki. Una recente realtà è il gruppo Sanaa di Tokyo, composto da Kazuyo Sejima (che ha collaborato allo studio di Toyo Ito, sopracitato) e da Ryue Nishizawa. L’architettura del gruppo è caratterizzata da una tensione costante verso la ricerca di forme e materiali nuovi, e allo stesso tempo si distingue per una evidente pacatezza.

 

Oggi gli architetti giapponesi si inseriscono tra i principali interlocutori del dibattito architettonico a livello internazionale.

 

Nell’immagine di apertura Kenzo Tange, Hiroshima, il Parco della Pace 

 

 

A cura di Giacomo Sacchetti
Fonte www.fotoartearchitettura.it

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