Architettura contemporanea, i progetti vincitori del concorso per il ‘New York Theatre City’

New York è, senza dubbio, una delle maggiori capitali del mondo. L’immagine della città è giunta in ogni angolo della terra grazie a importanti icone, come la Statua della Libertà, l’Empire State Building o il ponte di Brooklyn, ma anche grazie alla sua gente e alla sua cultura. I quartieri di Soho Wall Street, e, naturalmente, Broadway, tra gli altri, sono conosciuti in tutto il mondo per motivi diversi.
Broadway è considerato, insieme al West End a Londra, il luogo per antonomasia del teatro in lingua inglese. Dalla fine del XIX secolo, Broadway si è trasformato nel più prestigioso e famoso centro teatrale, luogo di riferimento non solo a New York ma in tutti gli Stati Uniti.
Oggi Broadway è diventato una meta turistica che attira visitatori provenienti da tutto il mondo e creando, secondo quanto riporta il Broadway Theatre League, un volume d’affari di circa 1020 milioni di dollari, cifra riferita ai soli biglietti venduti nel 2009-2010. È molto raro trovare nuovi spettacoli rappresentati nei teatri “autentici” di Broadway, e le rappresentazioni si svolgono principalmente nel British Musical Theatre in cui famose star di Hollywood ricoprono i ruoli principali al solo scopo di attirare il pubblico. Questa è la causa della rarità, sempre crescente, di nuovi spettacoli: i teatri non vedono la necessità di mettere in scena nuove rappresentazioni perché il flusso turistico assicura il tutto esaurito sempre e comunque.
Questo monopolio della grandi produzioni nei teatri principali rende molto difficile la presenza sui famosi palcoscenici di Broadway di rappresentazioni di teatro indipendente o che dispongono di un budget limitato. Lo spirito pionieristico che ha distinto Broadway ai suoi esordi si è quindi completamente perduto.

 

ArchMedium, un’associazione che organizza concorsi internazionali di architettura per studenti, ha indetto nel gennaio del 2011 un bando di concorso per la progettazione del “New York Theatre City”, un campus teatrale urbano in cui piccole compagnie possono disporre di spazi per le prove e in cui i loro spettacoli possono essere rappresentati mostrandosi al mondo e offrendo un’attività sempre giovane, nuova e culturalmente diversa. Allo stesso tempo, il campus è destinato a trasformarsi in un incubatore per le nuove tendenze e per il talento, un luogo in cui le compagnie teatrali di tutto il mondo possono andare per confrontarsi e acquisire nuove idee e, perché no, offrire contratti di lavoro a nuovi giovani talenti che potranno avere l’occasione di raggiungere la celebrità.
Il progetto di questo luogo è dedicato ai giovani talenti che lottano per avere un posto nel difficile mondo dello spettacolo e che potrebbero voler cercare il loro posto a partire da New York per affermarsi in paesi in cui il teatro non è ancora diventato una delle fonti principali di intrattenimento.
Per la città di New York, il campus deve diventare uno spazio pubblico, dove i cittadini possono passeggiare in un ambiente artistico al di fuori dell’affollata zona di Broadway, potendo anche addentrarsi una delle diverse sale che il complesso offre.

 

L’area scelta per lo sviluppo del progetto oggetto di concorso è una zona industriale in una privilegiata area all’interno di Manhattan, attualmente inutilizzata e in attesa di un progetto in grado di rivitalizzarla, reinventarla e reinserirla nella città, come altre zone limitrofe hanno fatto. L’area di progetto si trova a ovest dell’isola, tra la 30th e 33th strada e le 11th e 12th avenue. A circondare l’area, una serie di alti edifici residenziali; a pochi metri, sul lato nord, il Jacob Javits Convention Center attira le persone in quest’area da alcuni anni e, in meno di un anno, sarà completato il parco dell’High Line, rendendo quest’area proprio una delle sue estremità.
Secondo le indicazioni del bando di concorso, il progetto per il “New York Theatre City” doveva concretizzarsi come fusione tra architettura e urbanistica, unendo la necessità di offrire siti funzionali alle diverse attività teatrali indicate con il dovere di rendere il luogo un nuovo e vitale spazio per la città. Per fare ciò, avrebbe dovuto essere fondamentale non solo la ricerca di adeguate soluzioni per gli edifici, ma anche la loro collocazione e il loro dialogo con la città, col fiume e con il contesto urbano in generale, attraverso parchi e giardini con accessi pubblici, percorsi che consentono agli utenti di andare nel campus e di attraversalo senza alcuna difficoltà nei percorsi urbani e uno spazio esterno in grado di accogliere occasionalmente circa 250 persone.

 

La giuria, composta da Willy Müller, architetto, presidente di giuria, Josep Ferrando, architetto progettista, professore all’ETSAB/UPC, María Rubert, architetto urbanista esperta nella città di New York e docente all’ETSAB/UPC, Antoni Ramón, architetto esperto in teatro, e Pau Monterde, architetto e direttore del teatro “ESMUC”, Catalogna, ha selezionato i vincitori, annunciati lo scorso 27 luglio.
I criteri di valutazione utilizzati nella scelta dei progetti vincitori hanno riguardato la scala urbana e l’integrazione del progetto nel complesso contesto collegato al parco dell’High Line, al waterfront e alla ferrovia; il grado di innovazione e di atteggiamento critico e creativo, scopo principale dei concorsi di idee; la chiarezza grafica e l’efficacia del materiale prodotto e l’atmosfera che il progetto è in grado di comunicare; la capacità di definire il progetto secondo le indicazioni del bando di concorso inserendo al contempo proposte innovative.

 

I tre progetti vincitori sono:

Primo Premio
ph4 Studio, Corea, Università di Yeong Nam
Progettisti: Junyoung Park, Joongha Park, Changbum Park, Changseok Han, Suehwan Kwun

Secondo Premio
Louise Scannell, Regno Unito, University of Westminster
Progettista: Louise Scannell

Terzo Premio
A2GP, Spagna, Escola Tècnica Superior d’Arquitectura de Barcelona, ETSAB
Progettisti: Guillem Pons Ros, Pau Villalonga Munar, Albert Sabas Serrallonga, Gerardo Perez de Amezaga

 

La giuria ha inoltre assegnato dieci menzioni d’onore a:
MEGA (Emily Koustae, Michalis Piroccas, Athanasios Yfantis, Grigorios Koutropoulos) Grecia, Università di Patras; LDF Arquitectos (Carlos Beamonte Calvo, Daniel Bonillo Guillén, Jose Manuel Borrás Buisán, Juan Ignacio Casillas Rodrigo, Jaume Cortés Llinares, Ricardo Vallejo Varela), Spagna, Università Politécnica di Valencia (UPV); A M (Mercedes Mena, Ricardo Ariel Tejo, María Florencia Dominguez), Argentina, Università di Mendoza e Università Nacional de Cuyo; AACDLS Venice (Nicoletta Aveni, Claudio Corubolo, Laura Durighello, Valeria Lampariello, Francesco Salvarani, Giovanni Asmundo), Italia, Università IUAV; Gonçalo Frias, Svizzera, Accademia di Architettura Mendrisio; PlugIn (Julian Camilo Trujillo Morales, David Fernando, Cabrera Rueda, Juan Pablo Serna Cardona), Colombia, Università Piloto de Colombia); Revolution 9 (Luca Nicoletto, Daniela Maiullari, Emanuele Paladin, Anna Venerus), Italia, Università IUAV; Hung (Che-Hung Chien),Taiwan, National Cheng Kung University, AD+ (Andrea Debilio, Morten Bulow, Antonio Atripaldi), Spagna, Iaac / UPC; GO! (Gril Sebastián, Ortiz Federico), Argentina, Università Nacional de La Plata UNLP.

 

 

Per ulteriori informazioni
www.en.archmedium.com

 

Nell’immagine, vista del progetto di ph4 Studio (Junyoung Park, Joongha Park, Changbum Park, Changseok Han, Suehwan Kwun), Corea, Università di Yeong Nam, vincitore del primo premio

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