Architettura contemporanea e recupero urbano: i vincitori del Philippe Rotthier European Prize 2011

Lo scorso 24 e 25 giugno la giuria della nona edizione del Philippe Rotthier European Architecture Prize for the Reconstruction of the City, che per il 2011 ha scelto il tema “The time of renovation”, ha assegnato sette premi, un premio speciale e tre menzioni d’onore, e ha selezionato diciannove progetti che saranno esposti alla mostra e inseriti nel catalogo. 
Dopo aver esaminato centouno candidature provenienti da diciannove paesi, la giuria, presieduta da Maurice Culot e alla presenza di Philippe Rotthier, ha selezionato trenta progetti, tra i quali i sette vincitori che si divideranno il premio di 30.000 euro, il premio speciale e tre menzioni d’onore. La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 15 ottobre, all’Architecture Museum La Loge, a Bruxelles, mentre tutti i progetti verranno esposti in mostra dal 16 ottobre al 20 novembre, sempre al Museo La Loge di Bruxelles, prima di essere presentati a Parigi e in altre città.

 

La giuria dell’edizione 2011, composta da Christian Biecher (architetto, Francia),  Ben Bolgar (architetto, Regno Unito), Anna Heringer (architetto, Austria), André Jacqmain (architetto, Belgio), Christian Lasserre (economista, Belgio), Jean-Paul Midant (storico, Francia), Katia Pecnik (giornalista, Francia), William Pesson (architetti, Francia), Jean-Baptiste Pietri (architetto, Francia) e da Paolo Portoghesi, architetto, teorico dell’architettura e docente universitario, ha scelto di premiare opere poco conosciute ma di grande qualità, che rappresentano un progresso sociale o che incoraggiano un dialogo tra la storia, le vite passate degli edifici e le loro nuove funzioni.

 

I progetti vincitori
Il premio per la miglior “architettura partecipata” (Prize for best participative architecture) è stato assegnato allo Sil Plaz Cinema a Ilanz, in Svizzera, progetto di conversione di un laboratorio artigianale in un cinema ad opera degli architetti Ramun Fidel Capaul e Gordian Blumenthal, Glion /Ilanz, Svizzera.
Il progetto del Neues Museum a Berlino, di David Chipperfield Architects con Julian Harrap, si è aggiudicato il premio per il miglior restauro a destinazione museale, mentre il premio per il miglior recupero di un edificio religioso è stato assegnato al recupero e ampliamento della biblioteca “Elsa Morante” nella vecchia cappella di San Michele a Lonate Ceppino, Varese, di DAP Studio, Elena Sacco e Paolo Danelli, Milano.
Il premio per il miglior mix funzionale di attività e integrazione urbana è stato assegnato al progetto del Palazzo del Ghiaccio/Frigoriferi Milanesi dello studio 5+1 AA, Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Simonetta Cenci, Genova, mentre il miglior recupero destinato a social housing è stato vinto dallo studio Stefan Forster Architekten, Francoforte sul Meno, Germania, per l’intervento di riconversione e rifunzionalizzazione di un edificio degli anni ’60 a Oleanderweg in Halle (Saale), Germania.
Il premio per il miglior progetto di recupero del patrimonio industriale è stato assegnato a Massimo Carmassi Studio di Architettura con “Risorse per Roma”, Faenza, per la conversione di un ex mattatoio in un centro culturale a Roma.
Si è aggiudicato il premio per il miglior intervento di conversione a fini sociali il progetto “Casa do Medico” di São Rafael a Sines, in Portogallo, conversione dell’edificio principale di una fattoria in un centro sociale per anziani ad opera dell’architetto José Baganha di Lisbona.

 

Premio speciale della giuria
Si è aggiudicato il Premio Speciale della giuria la Fondazione Boghossian per il recupero della Villa Empain a Bruxelles, convertita in un centro per l’arte e il dialogo tra le culture di Oriente e Occidente ad opera dello studio di architettura MA², Francesco Metzger e soci con Philippe de Bloos, Bruxelles.

 

Menzioni d’onore
Le tre menzioni d’onore sono state assegnate al progetto The Chicago Tower, a Parigi, riconversione dell’edificio degli archivi della Cour des Comptes in uffici, studio Daufresne, Le Garrec e associati con Goudchaux e associati; al progetto di creazione di un ambiente urbano contemporaneo attorno al Tempio di Diana a Mérida, Spagna, dell’architetto José Maria Sánchez García di Madrid e alla ricostruzione di uno scorcio storico della piazza centrale di Reykjavik, Islanda, di ARGOS, Gullinsniὸ e Studio Granda, Reykjavik.

 

The Philippe Rotthier European Architecture Prize for the Reconstruction of the City. Negli ultimi trent’anni, l’architetto Philippe Rotthier ha cercato ovunque in Europa nuove architetture che siano in sintonia con lo spirito del luoghi, soddisfino i requisiti di comfort contemporanei e rispettino l’ecologia. Architetture chi si fondano con la città e il paesaggio, piuttosto che distruggerli; architetture che non sprechino né spazio né energia; architetture che mantengano un dialogo con il passato e con la storia. Philippe Rotthier si impegna a portare avanti questa ricerca con l’assegnazione di un premio architettura. Le opere sono selezionate da giurie che comprendono eminenti personalità europee e che tendono a selezionare progetti poco noti e al di fuori dei circuiti elitari, premiando anche istituzioni e municipalità.

 

a cura di Federica Maietti

 

Per ulteriori informazioni
www.fondationpourlarchitecture.be

 

Nell’immagine, conversione di un ex mattatoio in un centro culturale a Roma, Massimo Carmassi Studio di Architettura con “Risorse per Roma”, Faenza. Miglior progetto di recupero del patrimonio industriale al Philippe Rotthier European Architecture Prize for the Reconstruction of the City 2011

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