Architettura contemporanea, arte, città. Herreros Arquitectos in mostra a Oslo

La ROM Gallery, una galleria di Oslo specializzata in arte e architettura, è la sede di una singolare mostra dedicata allo studio di progettazione spagnolo Herreros Arquitectos intitolata “The Banquet”. La mostra infatti, oltre ad ospitare plastici, video e prototipi a grandezza naturale che mostrano l’immaginario e il particolare metodo di lavoro del team di progettisti guidato da Juan Herreros, sarà accompagnata da un programma di eventi denominati “banquets” che ruoteranno attorno a un’installazione che costituisce il fulcro dell’esposizione nonché la motivazione del titolo: un tavolo con una lampada, prototipo dei nuovi arredi progettati da Herreros Arquitectos per il ristorante del Museo Reina Sofia. Il grande tavolo permetterà a dodici commensali di condividere una serie di “dialoghi” che convertiranno la mostra in un simposio, con lo scopo di riflettere sui rapporti tra arte, architettura e città.

 

I “commensali”, importanti personalità del mondo dell’arte e dell’architettura provenienti sia dalla Norvegia che dall’estero, discuteranno di temi quali “Arte e Architettura” “nuovi musei” e “Cultura come infrastruttura” impegnandosi in conversazioni aperte al pubblico con lo scopo di favorire una riflessione “contemporanea” sul nuovo ruolo delle infrastrutture culturali nello sviluppo delle città e sull’importanza di un dialogo che porti a una condivisione di esperienze applicabili a progetti futuri.

 

Citando le parole di Henrik der Minassian, direttore della ROM gallery, “era giunto il momento che Oslo rendesse omaggio a uno degli architetti internazionali più impegnati in questa città in virtù del suo contributo alla rimodernizzazione di Oslo e al suo re-incontro con il mare. Juan Herreros ha portato una nuova ventata di innovazione a Oslo attraverso progetti che, pur essendo audaci, sono comunque fondati su una grande competenza intellettuale. Impegnarsi in riflessioni sui contenuti pubblici dell’architettura, come quelli che Herreros propone, implica far parte e condividere le preoccupazioni delle avanguardie internazionali nella loro ricerca del significato della città contemporanea in un mondo pieno di contraddizioni. Ampia dimostrazione di questo è il grande riverbero che i media di tutto il mondo hanno dedicato al progetto del Museo Munch e della sua area circostante”.

 

In greco, la parola “banquet” è sinonimo di simposio: il filosofo Platone ha utilizzato questa parola come titolo per uno dei suoi Dialoghi. Quando Erissimaco invita i commensali a prendere la parola e a fare brevi discorsi per rendere omaggio al poeta Agatone, il tema dell’amore viene scelto sulla base del fatto che l’amore (Eros) è spesso trascurato nelle discussioni filosofiche. La somma di entrambi i significati della parola (banchetto e simposio) insieme alla parola amore, l’oggetto della conversazione tra i filosofi riuniti al banchetto di Platone, hanno costituito l’ispirazione per la realizzazione di questa mostra/simposio che, secondo Herreros, “mette insieme i materiali che portano l’impronta della passione e dello sforzo necessario per far brillare le idee che vengono prima percepite intuitivamente e successivamente sviluppate, adattate e corrette mille e più volte in un processo di tentativi ed errori, sia fisici che intellettuali”.

 

La mostra espone parti di vere facciate, come quella dell’edificio per uffici Hispasat, video di montaggi di architetture industrializzate come la Garoza House o il progetto Camera Oscura, plastici di esperimenti condotti nell’ambito dello sviluppo rurale, come la Fundación Ibarrola e la casa ad Artá, prototipi di progetti in fase di sviluppo, come la serie delle lampade Tensegrity o le Miombos Arco, e immagini di grande formato di progetti come la Torre Panamá e l’Urban Hut in Corea. Tuttavia, l’attrattiva principale della mostra consiste nel Museo Munch e la sua area circostante. L’esposizione relativa a questo ambizioso progetto include una serie di plastici che illustrano il laborioso processo progettuale, esperimenti di facciate a diverse scale, disegni in scala 1:1, alcune versioni di tipologie abitative ancora in fase di discussione e un video in cui lo stesso Juan Herreros spiga il progetto, destinato a cambiare la fisionomia della città e, assieme all’Opera House di Snøhetta, già considerato come “cartolina” della Oslo del 2015. Grazie a questo progetto Juan Herreros nel 2010 è stato premiato come “architetto dell’anno” dalla rivista AD e, per la sua qualità e il suo rigore, ha ricevuto una menzione speciale nella categoria Urbanistica all’ultima edizione della Biennale di Architettura spagnola.

 

Il primo dei tre “simposi” ospitati dalla mostra si terrà il prossimo 8 settembre, e sarà una conversazione sul tema Arte+Architettura, mentre il 22 settembre il tema dell’incontro riguarderà i nuovi musei in relazione ai processi di trasformazione della città contemporanea; l’ultimo incontro, previsto per il 6 ottobre prossimo, tratterà il tema “Cultura come infrastruttura”.

 

Scarica il programma degli eventi

 

Juan Herreros è professore onorario presso la Escuela de Arquitectura di Madrid e professore alla Columbia University di New York. È membro onorario del RIBA (Royal Institute of British Architects) e nel 2010 è stato nominato al premio dell’American Academy of Arts and Letters. Le sue opere sono state premiate in numerose occasioni ed esposte in diversi paesi. Lo studio Herreros Arquitectos attualmente sta sviluppando progetti in Spagna, Messico, Norvegia, Colombia, Corea e Panama. Inoltre, Juan Herreros è un teorico altamente riconosciuto e ha pubblicato numerosi articoli sulla trasformazione della pratica architettonica. La sua triplice attività di professionista, docente e ricercatore gli ha conferito particolare prestigio in virtù del suo contributo alla traslazione del confine tra le discipline creative e tecniche e la sua difesa, in questi tempi di forti cambiamenti, di un dialogo tale per cui artisti, specialisti, ricercatori e membri delle discipline scientifiche possono sedere allo stesso tavolo e tenere un “banchetto” al fine di porre le basi per un futuro migliore.

 

a cura di Federica Maietti

 

SCHEDA EVENTO

 

The Banquet
Herreros Arquitectos

 

Luogo
ROM for kunst og arkitektur
Maridalsveien 3
0178 Oslo
www.r-o-m.no

 

Periodo
dal 25 agosto al 16 ottobre 2011

 

Juan HerrerosArquitectos SLP
Calle Princesa 25, El Hexágono,
28008 Madrid
E-mail: estudio@herrerosarquitectos.com
www.herrerosarquitectos.com

 

Nell’immagine di apertura, Juan Herreros Arquitectos, Munch Museum and Stenersen Museum Collections, Oslo 2009. © www.mir.no

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico