Architettura, colore, luce. Scuola materna a Valecia, Girod e Anton Arquitectos

Il progetto di Girod+Anton Arquitectos è un mondo interiore per i bambini. Nuno Nono nursery, scuola materna a Valencia, Spagna, è un interno: arrotondato, raccolto, liquido, astratto, in cui la figurazione è quasi impossibile, in cui non esiste una forma riconoscibile. Una dimensione che reagisce al mondo esterno ortogonale, duro e spigoloso che ci viene dato dall’assetto planimetrico della città.
Durante il lavoro di documentazione finalizzato alla progettazione della scuola materna, gli architetti sono partiti dalla visione immaginativa dei bambini, e hanno deciso di “imparare a disimparare”, di confondere la realtà, di ridurre la “risoluzione”, le informazioni, progettando spazi indefiniti, astratti, spazi fatti di opportunità, in cui la fantasia dei bambini e il loro modo di guardare il mondo che li circonda riacquista il ruolo principale, affrontando e scardinando la “distruzione della fantasia attraverso l’iperrealismo”, dove non c’è spazio per la soggettività.

 

Tutto il progetto ruota attorno al patio centrale. Perseguendo il desiderio di liberare l’architettura da qualsiasi “intenzione”, gli architetti hanno capito che l’unico materiale necessario a realizzare questo spazio era la luce, diventata elemento talmente importante nella progettazione dell’asilo che gli architetti, durante il lavoro, hanno battezzato il progetto RGB (il modello cromatico di tipo additivo basato sui tre colori Red, Green e Blu), i tre colori fondamentali dello spettro luminoso dai quali si può ottenere l’intera gamma cromatica attraverso miscelazioni di diversa intensità.
Nuno Nono rappresenta ogni funzione, ogni ambiente, con un colore RGB e il suo complementare. Nel patio, dove tutte le funzioni si incontrano, i colori convergono e si trasformano nel bianco, che è il risultato della miscela dei colori RGB.
Al fine di mantenere il concept del progetto anche nella fase di realizzazione, la sfida è stata quella di colorare gli spazi con la luce. Per raggiungere questo obiettivo i progettisti hanno realizzato un pannello composito costituito da due strati esterni in fogli di policarbonato e uno strato centrale alveolare che conferisce rigidità e consistenza all’intero pannello. I pannelli sono traslucidi e, grazie alla forma curva delle aule, essi sono risultati anche autoportanti, rendendo superfluo l’utilizzo di strutture aggiuntive. Lo strato esterno dei pannelli è bianco traslucido mentre per quello interno viene selezionato uno specifico colore RGB a seconda della destinazione d’uso dello spazio che devono avvolgere. Pertanto, quando la luce non influenza i pannelli, questi appaiono bianchi, e solo quando il flusso luminoso li attraversa si colorano dello specifico colore RGB assegnato, costruendo in questo modo gli spazi: con il colore e con la luce.

 

Il progetto, che presta grande attenzione anche al controllo climatico e alla sostenibilità, offre ai bambini un mondo fatto di textures, di morbide forme arrotondate, di colori che cambiano, di luci e ombre; un luogo in cui la cosa più importante è il modo in cui la luce del giorno trasforma e colora ogni cosa con il passare delle ore, dall’alba fino al momento in cui, al tramonto, l’edificio si illumina dall’interno. Le sue pareti rappresentano un’interfaccia di comunicazione che interagisce con il mondo circostante.

 

Nuno Nono è un trasmettitore di sensazioni, uno scenario di possibilità, non di certezze. Propone e non impone, insinua, non determina. La sua vera essenza sarà generata dai bambini che corrono, stanno seduti o giocano. È deliberatamente minimale, pulito e tranquillo.
Nuno Nono è uno sfondo, e l’azione, il “primo piano”, sono i bambini e ciò che mettono in scena in questo palcoscenico di luce e colore.

 

a cura di Federica Maietti

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 51 “MATERIA COLORE LUCE”.

 

Nell’immagine di apertura, Nuno Nono nursery, scuola materna a Valencia, Spagna, Girod+Anton Arquitectos. Vista di una delle aule di giorno e di notte. Foto © Mariela Apollonio

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