Architettura, città, territorio: la mostra fotografica ‘Il respiro della terra’

Inaugura il prossimo 16 maggio al Laboratorio di Architettura di Reggio Emilia la mostra fotografica Il respiro della terra a cura di Sara Codarin. L’esposizione si colloca nell’ambito del festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia.
Le conseguenze che lo sfruttamento della terra provoca sul paesaggio vengono interpretate attraverso la fotografia in un confronto multiscala dell’uomo con l’architettura, la città, il territorio.

 

La domanda sempre più fondamentale del mondo odierno non è come nutrire la gente. La vera domanda è: che fare della gente? Che fare della presenza sulla terra di tutti questi milioni e milioni di persone?” (Ryszard Kapuscinski, Ebano).

 

Dal momento in cui ha avuto inizio il cammino dell’umanità ai giorni nostri, si è assistito a logiche di rapida e progressiva intensificazione dell’uso del territorio.
Lo stato di sfruttamento cui la terra è soggetta, dovuto in gran parte alla presenza antropica, offre spunti interpretativi sulle conseguenti modificazioni che ha subìto il paesaggio. Tali modificazioni sono leggibili come un susseguirsi di cause-conseguenze che interferiscono irreversibilmente con l’equilibrio fisico degli elementi.

 

Il presente quadro introduttivo, concorre a individuare diversi piani su cui è possibile identificare uno sfruttamento di risorse in corso. Sul piano orizzontale, ad esempio, è riconoscibile la presenza di attività agricole estensive, mentre sul piano verticale è evidente un utilizzo dello spazio a scopo insediativo.

 

La composizione di questo paesaggio della densità (nell’accezione di intensificazione della presenza di elementi antropici nel territorio), permette di assistere alla composizione di realtà urbane che sembrano sostituirsi alla morfologia del territorio naturale, assecondandone le forme.
La faccia opposta della medaglia rappresenta il dualismo con i paesaggi lividi e deserti delle cave per l’estrazione di materiali da costruzione, o con gli impianti industriali i cui lineamenti si confondono con gli scenari idilliaci in cui sono immersi.

 

Il fil-rouge è la presenza dell’elemento umano, riferimento dimensionale che contribuisce alla proporzione e alla comprensione della profondità dello spazio. Il confronto in un’ottica multiscala dell’uomo con l’architettura, la città, il territorio è elemento di riflessone per comprendere la quantità di superficie a margine di cui necessita per soddisfare le proprie esigenze.

 

Fonte di risorse e di nutrimento, la terra comunica attraverso ferite, invasioni e cesure il suo respiro, s-regolato dallo scorrere della vita.

 

di Sara Codarin
Dottoressa in Architettura, fotografa non professionista orientata alla ricerca e all’interpretazione del rapporto tra esterno e interno negli spazi urbani

 

Scarica il flyer dell’evento

 

Scarica la locandina

 

SCHEDA EVENTO

 

Mostra fotografica
Il respiro della terra

 

Luogo
Laboratorio di Architettura
via Porta Brennone 21
Reggio Emilia

 

Inaugurazione
Sabato 16 maggio 2015 | ore 17.00

 

Periodo mostra
dal 16 maggio al 20 giugno 2015

 

Orari
domenica 17 maggio | 10.00-13.00 e 15.00-19.00
martedì e giovedì | 17.00-19.00
sabato | 17.00-20.00

 

Per ulteriori informazioni
www.labarch.it

 

Nell’immagine di apertura, Paesaggio agricolo. Pordenone. Foto © Sara Codarin

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