Architetto o designer, fuggi dall’Italia: anche i master sono migliori (se puoi permetterteli)

“Migliori” significa che offrono più possibilità di trovare lavoro, non che qualificano meglio. Lunedi 23 settembre Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo a questo proposito, sull’importanza che riveste la scelta del Master giusto, nel paese giusto, all’interno del percorso formativo degli Architetti, dei designer e degli Ingegneri. Emerge quindi anche il tema del passaggio all’estero dei tecnci italiani più preparati. La tematica sembra scontata, in realtà non lo è. Innanzitutto perché questi Master comportano un impegno economico importante, che non tutti possono permettersi. Poi perché comunque questi corsi rappresentano un passo ulteriore all’interno della professione e della differenziazione delle proprio competenze, in seguito alla laurea, che già fornisce una preparazione teorica importante, prima dell’inserimento definitivo nel mondo del lavoro. Dove andare? Sembra che le mete migliori siano Brasile, Spagna (?!), Stati Uniti o Europa del Nord.

 

Quello che bisognerebbe fare è tenere in considerazione le esigenze delle aziende, visto che si prosegue nel percorso di studi per trovare lavoro.

 

Cinzia Guidotti, service & delivery manager Italia di Gi Group, a proposito degli sbocchi occupazionali per i profili più tecnici, dichiara al Sole 24 Ore: “Circa il 10-15% delle richieste di ingegneri che ci arrivano dalle aziende prevedono espressamente che il candidato abbia frequentato un master. Iscriversi a un corso post-laurea è utile soprattutto per quei settori in rapido mutamento, come l’oil&gas, la progettazione e l’impiantistica. Sono ambiti in costante evoluzione, in cui serve una formazione aggiuntiva rispetto agli studi universitari di base”.

 

Fughe all’estero
Ai fini della ricerca del lavoro, per i laureati in ingegneria, architettura e design, un master all’estero non è determinante ma fa la differenza. Però è ancor più oneroso rispetto a quelli in Italia. Detto questo, è evidente che, una volta concluso il master fuori dall’Italia, le offerte di lavoro dal nostro paese non sono competitive se paragonate a quelle che arrivano dall’estero. È fondamentale, quindi, scegliere bene il paese in cui si va a studiare.

 

“Per i designer – commenta Marchi, referente per la ricerca e selezione del personale per Assoconsult – è importante scegliere un Paese in cui si siano affermate le nuove tendenze stilistiche e creative: penso per esempio al Nord Europa, o al Brasile. Per gli architetti, meglio andare dove ancora si costruisce. Se si vuole lavorare in Europa, bisogna optare per un master in ripristino del patrimonio immobiliare e storico”.

 

Avvalla la tesi di Marchi anche Paolo Iacci, vicepresidente di Aidp: “In ambito design, un master all’estero deve essere complementare a una solida esperienza accademica in Italia. Il made in Italy, dopotutto, fa ancora scuola. Un discorso simile vale per architettura. In entrambi i casi bisogna scegliere dei paesi in cui ci siano correnti innovative e investimenti importanti: per esempio, Spagna (pare anacronistico ma è così, ndr) o Stati Uniti”.

 

In definitiva, conseguire una specializzazione in un paese straniero non qualifica meglio ma offre più opportunità di lavoro, più interessanti.
Se te lo puoi permettere.  
La scelta, comunque, è particolarmente indicata per avviare una carriera internazionale. Anche perché dà la possibilità di ampliare la propria rete di contatti utili per il futuro lavorativo.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico