Architetti stimatori dei beni all’asta: compenso ridotto, in base al prezzo di vendita

Il compenso per il Professionista CTU (e quindi anche per gli architetti stimatori) che fa la stima di un immobile finito all’asta non verrà calcolato sul valore dell’immobile al momento dello svolgimento delle attività di valutazione ma sul prezzo di vendita. Prima della vendita il Professionista non può ricevere un saldo anticipato superiore al 50% del compenso calcolato sulla base del valore di stima.
È la legge del 6 agosto 2015, “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile”, entrata in vigore il 21 agosto 2015.

A questo punto, è molto urgente l’approvazione dell’adeguamento della tariffa giudiziaria: il Ministro Orlando ha preso un impegno preciso a tal proposito.

Il costo delle perizie estimative non è a carico dello Stato ma degli enti esecutanti. Quindi, non si tratta di un risparmio di denaro pubblico ma di un regalo alle banche.

Dal momento della stima possono passare anche anni prima che il bene sia effettivamente venduto. Il che comporta un’inaccettabile rinvio del pagamento dei compensi dovuti al professionista per la prestazione erogata. Così è stato fino a oggi; in più, con questa nuova legge, i compensi vengono tagliati pesantemente.

I beni pignorati vengono venduti a cifre più basse rispetto a quelle stimate, perciò i professionisti subiranno un danno economico ancor più grave. Senza considerare il fatto che i professionisti partecipano al rischio d’impresa derivante dal processo di vendita, richio che dovrebbe restare in capo al soggetto che ha erogato il prestito dal quale è scaturito il pignoramento del bene.

Zambrano del CNI ha fatto un bell’esempio: “È come se si chiedesse a un meccanico che ha riparato un’auto di attendere la vendita della vettura per il saldo del pagamento, condizionando il suo compenso non al costo dei ricambi e della manodopera ma al prezzo dell’ipotetica vendita. Quale meccanico sarebbe così folle da accettare?”.

La legge prevede quindi la possibilità di liquidare all’esperto fino al 50% delle sue spettanze sulla base del valore di stima. Nel caso il cui il bene fosse venduto a una cifra inferiore rispetto al valore stimato, cosa frequente, il professionista si vedrebbe costretto a restituire una parte del compenso ricevuto.

Il danno e la beffa per gli architetti stimatori, e tutti i CTU.

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