Architetti dipendenti pubblici, l’iscrizione all’Albo la paga il Comune

Con la circolare n. 98/2015 del 23 luglio 2015 (a seguito alla Circolare n. 49/2015) il Consiglio Nazionale degli Architetti ha stabilito che l’iscrizione all’albo professionale per gli Architetti dipendenti pubblici debba essere a carico dell’Amministrazione di appartenenza. Una precisazione dovuta: ci deve essere il vincolo di esclusività.

Il CNAPPC interviene quindi sulla questione della competenza del pagamento del contributo annuale per l’iscrizione all’albo da parte dei dipendenti pubblici.

La sentenza n. 7776 del 16 aprile 2015 della Suprema Corte di Cassazione ha fissato il principio secondo cui “quando sussista il vincolo di esclusività, l’iscrizione all’Albo è funzionale allo svolgimento di un’attività professionale svolta nell’ambito di una prestazione di lavoro dipendente, pertanto la relativa tassa rientra tra i costi per lo svolgimento di detta attività, che dovrebbero, in via normale, al di fuori dei casi in cui è permesso svolgere altre attività lavorative, gravare sull’Ente che beneficia in via esclusiva dei risultati di detta attività”.

Per questa sentenza, gli Architetti dipendenti pubblici non devono pagare di tasca propria l’iscrizione All’albo professionale: è l’Amministrazione in cui lavorano che deve farlo. Unica via di uscita per le Amministrazioni: hanno la possibilità di valutare su come operare. Ma quella è la Sentenza della Cassazione, quella è la regola valida in generale.

I liberi professionisti stanno già lanciando tutti gli improperi del caso.

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