Architetti, dal 2007 il reddito è diminuito del 26%

I redditi dei Professionisti sono in calo sensibile e costante, lo dicono i dati delle Casse previdenziali: rispetto al 2007, si registra un -25,9%. Gli ingegneri e gli architetti sono quelli che pagano il calo più alto. Il motivo principale è il ritardo del pagamento delle parcelle, non solo dalle P.A. ma anche dai clienti privati.

 

Architetti e Ingegneri negli ultimi tre anni hanno perso un quarto del reddito. Coloro che chiedono i sussidi per situazioni di disagio economico non più solo gli anziani, ma soprattutto i 50enni. Le contromisure di Inarcassa (che conta 160.802 iscritti) sono:
– stipulazione di una convenzione per ridurre della metà i costi della polizza assicurativa per responsabilità civile dei professionisti;
– prestiti per gli iscritti giovani (sotto i 35 anni di età);
– finanziamenti agevolati per le spese per lo studio;
– con il Comune di Bologna Inarcassa ha stipultao un accordo per investire nel fondo scuole e dare opportunità di lavoro agli iscritti, soprattutto i più giovani;
– in  futuro si vorrebbe puntare all’aiuto alle professioniste donne e madri (attualmente hanno indennità solo per 5 mesi).

 

La contrazione degli stipendi non riguarda i giovani, ma soprattutto gli over 50. Anche i giovani hanno però difficoltà serie: la pensione sarà più magra rispetto al passato. Anche i dipendenti degli studi professionali non se la passano meglio: in 6 mila hanno beneficiato della cassa integrazione nel 2012, con una crescita del 65% rispetto al 2011.

 

Le Casse dei professionsiiti privati stanno tentando di correre ai ripari, allargando le prestazioni assistenziali per gli iscritti, prestazioni che erano già aumentate del 12,3% nel 2011 rispetto al 2010, pur mantenendo i vincoli legati all’obbligo di garanzia dell’equilibrio del saldo previdenziale a 50 anni.
Alcune Casse portano avanti i crediti agevolati per i professionisti iscritti, in particolare per l’avvio dell’attività.
La Casse, inoltre, hanno potenziato l’assistenza sanitaria integrativa e quella per disabili e non autosufficienti. Sono aumentati anche i sussidi economici per stato di bisogno. Lo scopo ultimo è quello di riformare il welfare, ma per farlo, servono risorse. L’Adepp, l’Associazione degli enti previdenziali privati, chide meno tasse per allargare il welfare: lo dice il Presidente Adepp, Andrea camporese.

 

Uno dei motivi della crisi delle professioni è anche la Spending review: l’obbligo di contribuzione (che nel 2013 è salito al 10%) vale anche per gli enti previdenziali privati, inseriti nel conto economico delle P.A. Ma la questione non si chiude qui: l’Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri) la vuole portare in Cassazione  poiché è convinta la norma vìoli i diritti soggettivi; l’Adepp ha impugnato le Circolari attuative della Spending review (il 22 e 23 maggio ci sarà l’udienza di fronte al Tar Lazio).

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