Apre il Museo del Novecento

Dal 6 dicembre è aperto al pubblico, negli storici ambienti del Palazzo dell’Arengario in piazza Duomo, il Museo del Novecento, nuovo spazio museale del Comune di Milano dedicato all’esposizione di oltre 400 opere d’arte del XX secolo, a ingresso gratuito fino al 28 febbraio 2011.

 

 “Il Museo del Novecento, nato dalla trasformazione del Palazzo dell’Arengario, rappresenta una delle più grandi opere europee dedicate alla cultura – spiega il Sindaco di Milano, Letizia Moratti Un luogo prestigioso, nel cuore della città, dove poter conoscere e approfondire l’arte del Novecento ammirando le grandi collezioni che Milano ha ereditato e costruito nel tempo incrementando le Civiche Raccolte milanesi. Un patrimonio della città che con questo museo diventa opportunità di conoscenza per tutti”.
Un’installazione non un’architettura. Uno spazio da visitare con il corpo per entrare in contatto con una serie infinita di capolavori, che abbiamo visto tante volte riprodotti sulle copertine dei libri di tutto il mondo – dichiara l’architetto Italo Rota -. Una installazione per attivare il b-side di piazza del Duomo che ha sempre vissuto dell’eterno successo della Galleria. Un riequilibrio necessario per un centro a trecentosessanta gradi, religioso e profano, che riflette l’anima della nostra città”.
Milano, il Museo e l’Arengario sono racchiusi in un percorso che si attraversa come una grande installazione che incorpora l’osservatore per mostrargli passo per passo gli incroci con gli episodi della Storia dell’Arte più alti del secolo Novecento – spiega l’architetto Fabio Fornasari -. É un museo che accompagna alla visione e all’osservazione non delle sole opere d’arte, ma anche alle “visioni” degli artisti”.

 

Il Museo del Novecento si estende su una superficie di 8.200 mq di cui 4000 dedicati allo spazio espositivo. Il progetto, vinto dal Gruppo Rota, composto da Italo Rota, Fabio Fornasari, Emmanuele Auxilia, Paolo Montanari e Alessandro Pedretti prevedeva una modifica, la riorganizzazione e il restauro del Palazzo dell’Arengario in perfetta armonia con le opere, modellando gli spazi in funzione del grande patrimonio della città.

 

Quattrocento le opere in mostra, tutte appartenenti alle Civiche Raccolte Artistiche del Comune di Milano. Si tratta di una collezione imponente che trova casa al Palazzo dell’Arengario esito di una rigida selezione. Un percorso complesso ed articolato, che parte dal  Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, studiato da un comitato scientifico di altissimo livello, creato ad hoc per lo spazio milanese, presieduto dal Direttore Centrale Cultura Massimo Accarisi e dal Direttore Settore Musei del  Comune di Milano Claudio Salsi, coordinato da Marina Pugliese, Direttore del Progetto Museo del Novecento e composto da Piergiovanni Castagnoli già direttore della GAM di Torino, Flavio Fergonzi, Docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Udine, Lucia Matino, ex Direttore delle Raccolte d’Arte, Antonello Negri, Docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano e Vicente Todolì, già Direttore della Tate Modern di Londra.

 

Installata sulla rampa elicoidale, realizzata al centro dell’Arengario, vi è l’opera di Pellizza da Volpedo. È da qui che parte uno straordinario percorso alla scoperta dell’arte del XX secolo e in modo particolare di quelle correnti che hanno fatto grande la città di Milano.
Prima di immergersi nel Futurismo, movimento che si è sviluppato proprio nel capoluogo lombardo a partire dal 1909, si attraversa un’ampia sezione dedicata alle Avanguardie internazionali della collezione Jucker, acquisita dal Comune di Milano nel 1992 e di cui numerose opere sono presenti, oltre che in questa prima parte, in altre sezioni del museo.
La prima grande sala del Museo del Novecento, detta “delle Colonne”, è dedicata, con criterio monografico, a Umberto Boccioni, con una collezione unica al mondo che comprende il manifesto pittorico del futurismo Elasticità (1912). La sezione dedicata a Boccioni è la prima di otto monografie che vedono protagonisti Giorgio Morandi, Arturo Martini, Giorgio de Chirico, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Marino Marini.
Ci si immerge poi nel Novecento italiano con l’arte degli Anni Venti e Trenta; seguono l’Arte Monumentale e Antinovecento con opere, tra gli altri, di Filippo De Pisis. Chiude la manica lunga del secondo piano una sezione di opere degli anni Trenta di Fausto Melotti e di astratti comaschi. A Lucio Fontana è stato dedicato il salone della torre dell’Arengario. La sala è stata progettata come un’enorme opera ambientale allo scopo di allestire il soffitto del 1956 proveniente dall’Hotel del Golfo di Procchio all’Isola d’Elba, concesso in deposito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Da qui, ultimo piano della torre dell’Arengario, ci si affaccia sulla vista panoramica di piazza del Duomo.
Al terzo piano si trova una sala dedicata ad Alberto Burri e alle opere degli anni Cinquanta dei maggiori maestri italiani.
La sezione conclusiva, oltre 1200 metri quadri situati nella manica lunga al secondo piano di Palazzo Reale e collegati all’Arengario da una passerella sospesa, è dedicata agli anni Sessanta e termina con senza titolo(Rosa nera) del 1964 di Janis Kounellis. Passata la passerella aerea si incontra una Scultura d’ombra (2010) realizzata ad hoc per il museo da Claudio Parmiggiani. Quindi segue una grande sezione riservata all’Arte Cinetica e Programmata anticipata da Aconà Bicombì di Bruno Munari. Segue la sala dedicata alle nuove figurazioni dal Realismo esistenziale alla Pop Art.
La fine del percorso espositivo è dedicata all’Arte Povera e a Luciano Fabro in omaggio al quale è stato ricreato, per allestire un nucleo di opere degli anni sessanta, l’ambiente Habitat ideato per il Pac nel 1980.
La sala degli Archivi del Novecento ospita fino al 12 febbraio “Scaffali futuristi. Libri e documenti dalle collezioni della biblioteca d’arte di Milano” a cura di Luigi Sansone. In mostra un’ampia selezione di libri, manifesti, cataloghi, riviste, opuscoli, documenti, oltre ad una preziosa raccolta di sette disegni futuristi dell’architetto e artista Luciano Baldessarri

 

Il Museo del Novecento di Milano diventa la casa degli Archivi del Novecento dedicati allo studio e alla conservazione di materiali e di documentazione sull’arte del Novecento e sulle raccolte museali. L’istituto sarà dedicato alla memoria di Ettore e Claudia Gian Ferrari. Infatti, oltre ad una serie di acquisizioni di archivi futuristi effettuata dal Comune di Milano, la gallerista Claudia Gian Ferrari aveva donato al museo, per via testamentaria, l’importantissimo archivio e la biblioteca della storica Galleria d’Arte.
Farà parte delle collezioni anche l’Archivio di Ugo Piatti, donato nel 2010 da Biffi Arte, che raccoglie fotografie, lettere, medaglie, disegni e varie testimonianze relative alle attività del Battaglione Lombardo dei Volontari Ciclisti Automobilisti. Nell’archivio è conservata anche una curiosa cassetta contenente gli attrezzi utilizzati da Ugo Piatti e Luigi Russolo per la costruzione degli Intonarumori.

 

Un Museo della città per la città. Non solo opere d’arte e visite per il Palazzo dell’Arengario destinato a diventare luogo di incontro e punto di riferimento di milanesi e turisti.
La torre dell’edificio, infatti, sarà sempre aperta alla città indipendentemente dall’ingresso al museo. Aperto fino a tarda sera anche il ristorante, fiore all’occhiello dei servizi offerti dal Museo del Novecento, che si estende su una superficie di oltre 220 metri quadrati, con circa 70 coperti.
Metallo dorato, marmo, legno lucidato, lacche: sono solo alcuni degli aspetti relativi all’allestimento del ristorante, progettato da Laura Sartori e Roberto Peregalli, gestito dal cuoco Giacomo Bulleri, proprietario dello storico locale “Da Giacomo” a Milano, che vogliono ricordare le tracce e i segni architettonici distintivi del progetto di Muzio Griffini, Portaluppi e Magistretti, cui si deve il palazzo dell’Arengario.
Approfondimenti e intrattenimento anche al bookshop, spazio progettato da Michele De Lucchi. Situato al piano terra, accanto alla biglietteria, e gestito dalla casa editrice Mondadori Electa questo spazio si estende su una superficie totale di circa 170 metri quadrati. Si tratta di due piani collegati da una scala di forma elicoidale, con ingresso indipendente. In quest’area, delimitata da grandi e luminose vetrate, i visitatori possono trovare – insieme a un ampio assortimento di titoli – spazi di informazione e approfondimento relativi a mostre ed eventi del Museo, oltre alla guida del Museo del Novecento.
Al piano interrato, infine, una sala proiezioni e conferenze ospiterà convegni, letture e incontri di vario genere.

 

SCHEDA TECNICA

Museo del Novecento

 

Sede
Via Marconi 1, Milano

Promosso da
Comune di Milano

Orari
lunedì | 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica | 9.30 – 19.30
giovedì e sabato | 9.30 – 22.30

 

Ingresso
gratuito da dicembre 2010 al 28 febbraio 2011
da marzo 2011 | ingresso intero 5 euro
ingresso ridotto 3 euro (studenti universitari, over 65, dipendenti comunali)
gratuito sino a 18 anni e per tutti il venerdì dalle ore 16.00 alle 19.30

 

Visite guidate
Info e prenotazioni
Tel. 02 43353522
E-mail: museodelnovecento@civita.it

 

Info
Te. 02.884.44061 – 02.0202
www.museodelnovecento.org

Main Sponsor
Gruppo Finmeccanica
Bank of America Merril Lynch

Auto ufficiale del museo
Hyunday x20

Catalogo
Mondadori Electa

 

Il Museo del Novecento è sostenuto da Amichae – Associazione Milano Cultura Heritage Arte Educazione – che già sostiene le Civiche Raccolte Storiche della Città di Milano attraverso attività di mecenatismo a livello nazionale e internazionale.

 

Nell’immagine,  vista interna del Museo del Novecento a Milano. Foto © Gianni Congiu

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