Apre al pubblico la prima sezione di High Line, New York City

Ha inaugurato lo scorso 8 giugno il primo tratto riqualificato dell’High Line, lo straordinario spazio pubblico pedonale sopraelevato costruito sopra la piattaforma ferroviaria dismessa che si estende per 22 isolati urbani, quasi due chilometri e mezzo, dal Meatpacking District all’Hudson Rail Yards, nel Manhattan West Side.

 

Costruita negli anni Trenta come parte integrante del West Side Improvement Project, uno dei più importanti piani di investimento attuati dalla città nel settore dei trasporti, la struttura è rimasta completamente inutilizzata dal 1980 fino a quando, nel 1999, un gruppo di abitanti dei quartieri limitrofi decisero di fondare l’associazione non profit “Friends of the High Line” (FHL), allo scopo di promuovere la salvaguardia e la riconversione della vecchia ferrovia in promenade pubblica sopraelevata.
Nel dicembre del 2002 la città di New York mosse il primo passo verso la trasformazione dell’High Line in spazio pedonale pubblico, sfruttando le leggi federali Rails-to-Trails che incentivano la conservazione ed il riuso delle linee ferroviarie storiche inutilizzate. Nell’autunno del 2004, lo Stato di New York, la CSX Transportation (società ferroviaria proprietaria della High Line) e la maggior parte dei proprietari delle aree sottostanti manifestarono pieno appoggio alla realizzazione dell’impresa.

 

Il progetto, ad opera di Field Operations e Diller Scofidio & Renfro, costituisce l’esito di un prestigioso concorso internazionale di progettazione, indetto nel 2004 dalla città di New York e dall’associazione FHL. L’intervento di riqualificazione considera l’evoluzione storica della struttura come fonte continua di ispirazione e punto di riferimento costante nello sviluppo del progetto, dalla sua funzione originaria di viadotto ferroviario alla futura riconversione a spazio pubblico aperto, senza tralasciare la lunga e significativa condizione transitoria di paesaggio spontaneo post-dismissione.
Ispirandosi alla bellezza malinconica e selvaggia (spontanea, incontrollata) della rovina postindustriale, nella quale la natura si è riappropriata di quello che un tempo era un frammento vitale di infrastruttura urbana, il nuovo parco trasforma la biodiversità radicata nel luogo in una sequenza unitaria di microclimi urbani “site-specific”: spazi assolati, ombreggiati, umidi, asciutti, ventilati e riparati si alternano lungo il nastro della ferrovia generando una variazione ininterrotta di spazi sensoriali.
The High Line è un luogo, una struttura, un paesaggio. Uno spazio potente, unico nel suo genere. Il progetto è nato con l’intento di preservare questa sua unicità, evitando di trasformarla in una banale sommatoria di episodi sconnessi attraverso un disegno unitario ma flessibile, capace di modificarsi per accogliere e valorizzare le diversità del luogo.

 

Attraverso la strategia progettuale dell’Agri-tecture – in parte agricoltura e in parte architettura – la superficie di High Line è stata “digitalizzata” attraverso raffinate unità modulari di pavimentazione e di piantumazione, assemblate lungo i 2,4 chilometri attraverso il continuo alternarsi di differenti rapporti tra superficie permeabili ed impermeabili, oscillanti tra il 100% di pavimentazione al 100% di delicate essenze vegetali.
La tecnologia costruttiva della pavimentazione consiste in singoli elementi prefabbricati in cemento a giunti aperti, allo scopo di favorire la crescita spontanea di vegetazione tra le fessure del lastricato. I moduli allungati della pavimentazione presentano punte affusolate che si incastrano a pettine nelle aree verdi, disegnando un paesaggio dalla trama indefinita, all’interno della quale i visitatori possono “vagare”, scoprendo spazi non previsti e soggetti a continue mutazioni. Il parco ospita ed integra spazi incolti, superfici coltivate, luoghi intimi e aree di aggregazione.

 



 

I materiali e le tecnologie impiegate per il progetto, la costruzione, la manutenzione e l’utilizzo seguono i principi fondamentali della sostenibilità ambientale. La stessa scelta di conservazione, preferita all’ipotesi di demolizione e smaltimento, identifica l’High Line come progetto e luogo totalmente sostenibile, preservandone la memoria storica. Gli interventi di rimozione dei rivestimenti in cemento applicati alle colonne in acciaio e di “taglio” leggibile di alcune parti in ferro, oltre ad ottimizzare l’accessibilità e la sicurezza della struttura, consentono infatti a cittadini e visitatori di riappropriarsene attraverso il contatto fisico e visivo con pilastri, travi, chiodature e dettagli ornamentali originari.
I punti di accesso sono concepiti come esperienze durature, progettate per prolungare il passaggio dalla frenesia delle strade urbane sottostanti alla lentezza del paesaggio “soprannaturale” che le sovrasta.

 

Le nuove piantumazioni sono caratterizzate da un fitto mix di specie autoctone (oltre 100 specie differenti), in modo da favorire l’insediamento di fauna avicola ed entomologica locale. L’acqua sarà raccolta ed immagazzinata in serbatoi per l’irrigazione e per altri eventuali utilizzi, riducendo la fuoriuscita in caso di pioggia e limitando la ricaduta sulle aree sottostanti. La nuova presenza di verde aiuterà a ridurre l’accumulo di calore nell’ambiente urbano, migliorando la qualità dell’aria attraverso il filtraggio naturale del pulviscolo atmosferico.

 

La costruzione del nuovo spazio pedonale è iniziata nel 2006. Il progetto è stato concepito come work in progress e continua ad evolversi parallelamente al processo costruttivo.
Il primo stralcio, recentemente aperto al pubblico, si sviluppa lungo il fiume Hudson, dalla Gansevoort Street alla West 20th Street. La seconda fase del progetto, che si estenderà fino alla 30th Street, è attualmente in costruzione e sarà concluso entro l’autunno del 2010. Il processo di riqualificazione l’High Line ha impresso una nuova linfa vitale a tutta l’area limitrofa, nella quale sono previsti 30 nuovi interventi, progettati o in fase di realizzazione, tra cui la nuova sede del Whitney Museum of American Art, progettato da Renzo Piano, che si collegherà all’High Line nella zona di Gansevoort.

 

Immagine tratta dal blog di FHL

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