Antony Gormley | Horizon Field

La Kunsthaus di Bregenz e l’artista britannico Antony Gormley hanno recentemente inaugurato il più vasto intervento paesaggistico mai realizzato in Austria. Progetto unico nel suo genere, il primo ad essere ospitato nello straordinario contesto montano del Vorarlberg, Horizon Field consiste in 100 raffigurazioni scultoree del corpo umano a grandezza naturale, disseminate all’interno di un’area di 150 chilometri quadrati che comprende le comunità di Mellau, Schoppernau, Schröcken, Warth, Mittelberg, Lech, Klösterle e Dalaas.

Le singole sculture, realizzate in ferro, sono installate ad intervalli variabili da sessanta metri a diversi chilometri a seconda della topografia del territorio, posizionate in modo da avere lo sguardo rivolto in tutte le direzioni, senza mai fronteggiarsi. Alcune figure sono state erette in luoghi in cui è possibile fare escursioni o sciare durante l’inverno, altre sono irraggiungibili ma ben visibili da certi punti di vista strategici. Le opere non sono né raffigurative (statue) né simboliche, ma rappresentano il luogo in cui l’essere umano risiedeva un tempo e in cui ogni essere umano potrebbe ritrovarsi. Horizon Field coinvolge tutte le reazioni fisiche, percettive e mentali di ogni spettatore che si relaziona con esso. Negli oltre due anni durante i quali questa installazione è stata realizzata, le sculture sono state esposte agli elementi naturali, a diverse condizioni di luce e a cambiamenti di stagione che hanno attivato a loro volta nuove percezioni ed impressioni.

Come spiega l’artista: “Horizon Field si chiede: Fino a dove il “progetto umano” riuscirà ad assecondare l’evoluzione della vita in questo pianeta? Le opere generano un campo in cui lo spettatore è coinvolto mentalmente e fisicamente in un processo di misurazione dello spazio e della distanza che passa attraverso lo stesso campo di corpi metallici immobili e del quale faranno parte, di conseguenza, anche sciatori ed escursionisti. L’installazione svela la profonda connessione tra territorio sociale e geologico, tra paesaggio e memoria”.

I progetti “sul campo” della KUB
Nei suoi tredici anni di attività la Kunsthaus Bregenz (KUB) si è imposta come uno dei più importanti spazi espositivi per l’arte contemporanea. Con le sue mostre e progetti, la KUB condiziona i cambiamenti delle correnti artistiche internazionali. Inoltre i suoi lavori, e specialmente i suoi progetti nel Vorarlberg, contribuiscono fortemente alla promozione dell’identità culturale della regione. I precedenti progetti “sul campo” nel Vorarlberg includono Anish Kapoor (2003), Jenny Holzer (2004), Janet Cardiff (2005), e Michael Craig-Martin (2006) nella Johanniterkirche di Feldkirch, così come i lavori di Gottfried Bechtold al Silvretta Dam – Signatur 02 -, alcuni dei quali sono stati acquistati dalla KUB  per la sua collezione, e ancora le proiezioni allo xeno dell’artista americana Jenny Holzer (2004), l’ultima delle quali era costituita da una serie di testi di largo formato proiettati su monumenti architettonici e naturalistici (come la Old Parish Church di Lech o la parete rocciosa Kanisfluh).
Con “Inside the Work” la Kunsthaus Bregenz ha presentato se stessa come istituzione nel contesto internazionale all’Austrian Cultural Forum di New York del 2005.
Il progetto Horizon Field è in linea con una serie di interventi artistici già avviati dalla KUB negli spazi pubblici del Vorarlberg e ne rappresenta allo stesso tempo il culmine, poiché questo “campo di figure” è stato installato in uno dei più paesaggi più belli dell’intera regione.

Antony Gormley su Horizon Field
Mostrando questo segni irremovibili nello spazio e nel tempo, “radicati nella terra” ma “testimoni della terra”, l’installazione inserisce 100 opere d’arte prodotte industrialmente all’interno di un mondo “elementare”, lontano dalle influenze contestualizzanti dell’ambiente museale. L’opera si pone alcune semplici domande: chi siamo, cosa siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando?
Questo ensemble scultoreo riconosce il bisogno di “futuri” collettivi costruiti sui modelli di comunità sostenibili a piccola scala, come ad esempio quelle di Walsers, sulle alte Alpi.
Il cuore del progetto è rappresentato dal bisogno di una revisione radicale dell’espressione culturale all’interno di una nuova concezione di biosfera omeostatica. Sono convinto del fatto che questa proposta possa essere importante, non solo a livello regionale o nazionale, ma per tutti gli essere sensibili che sono in viaggio su questo pianeta”.
Antony Gormley, Aprile 2010

Il punto centrale di questo lavoro è la creazione di una connessine tra ciò che è tangibile, percepibile ed immaginabile. Si tratta di un campo di relazioni tra mente e corpo, all’interno del quale alcuni corpi sono “surrogati” ed altri sono reali”.
“la sfida più grande che il genere umano sta affrontando consiste nello scegliere se partecipare o meno all’evoluzione della vita su questo pianeta. La vita ha impiegato circa 3.7milioni di anni per evolversi dai primi stromatoliti all’attuale forma di vita consapevolmente evoluta. Abbiamo a disposizione altri 6 miliardi di anni di vita del grande generatore, il sole, e dobbiamo decidere se continuare o meno a lavorare con la natura. Nelle culture passate ci si è sempre identificati come esseri separati dalla natura. Questo progetto ed ogni cosa che ha a che fare con esso, si chiede se possiamo trovare la nostra natura all’interno della natura”.
Antony Gormley in un’intervista per Vorarlberg Tourismus Magazin, Febbraio 2009

Lo sviluppo del progetto
Nel 2007, dopo lo sviluppo dell’idea progettuale e l’iniziale selezione da parte dell’artista dei siti in cui effettuare le installazioni, la Kunsthaus Bregenz (nella figura del suo Direttore Eckhard Schneider) ha iniziato una campagna di informazione tra i vari gruppi che avrebbero potuto essere coinvolti (comunità, associazioni turistiche, autorità ed organizzazioni per la protezione ambientale e la tutela del paesaggio, cacciatori, ecc.) da Horizon Field, per discutere in termini di possibili collaborazioni e di impatto dell’intervento.
34 proprietari privati, tra cui 12 comunità agricole (alcune comprendenti diverse centinaia di associati), hanno dimostrato un’estrema apertura, comprensione, e dedizione nei confronti della realizzazione dell’intervento. Horizon Field non sarebbe stato possibile senza questo tipo di dialogo, aperto e costruttivo, sviluppato nell’ambito di una complessa rete di gruppi di interesse.

Biografia
Per più di 25 anni Antony Gormley ha rivitalizzato l’immagine dell’uomo in scultura attraverso una radicale indagine del corpo come luogo della memoria e trasformazione, utilizzando il proprio corpo come soggetto, strumento e materia.
Dal 1990 ha ampliato il suo interesse per la condizione umana per esplorare il
corpo collettivo e la relazione tra sé stesso e l’altro attraverso installazioni a larga scala come Allotment, Another Place, Critical Mass, Domain Field, e Inside Australia.
Il suo lavoro coinvolge sempre più sistemi di energia, campi e vettori, piuttosto che massa e volumi definiti, come è evidente in Another Singularity, Blind Light, Clearing, e Firmament.
Tra le opere “live” di Gormley più recentemente acclamate, One & Other, ha visto 2.400 partecipanti, rappresentanti di ogni regione del Regno Unito, trascorrere ognuno un’ora su un plinto vuoto di Trafalgar Square a Londra, per 100 giorni consecutivi.
Le opere di Gormley sono state ampiamente esposte in tutto il Regno Unito, attraverso performance in diversi luoghi di Londra, tra cui Whitechapel, Tate, Hayward Galleries e British Museum e nei musei di tutto il mondo, come il Museum di Humlebæk, la Corcoran Gallery of Art di Washington DC, il Malmö Konsthall, il Moderna Museet di Stoccolma, la Kunsthaus di Bregenz, Austria e l’Antiguo Colegio de San Ildefonso aMexico City.
L’artista ha inoltre partecipato a performance di gruppo alla Biennale di Venezia e al Documenta 8 di Kassel.
Antony Gormley ha ricevuto il Turner Prize nel 1994, Il South Bank Prize for Visual Art nel 1999 ed è stato nominato cavaliere dell’Order of British Empire (OBE) nel 1997.
Nel 2007 ha vinto il Bernhard Heiliger Award for Sculpture. É membro onorario di Royal Institute of British Architects, Trinity College, Cambridge and Jesus College, Cambridge, ed è Royal Academician dal 2003.

SCHEDA EVENTO

Antony Gormley | Horizon Field

Luogo
Installazione paesaggistica nelle Alte Alpi del Vorarlberg, Austria

Periodo
da agosto 2010 ad aprile 2012

Presentato da
Kunsthaus Bregenz

Info
www.kunsthaus-bregenz.at

a cura di Mirco Vacchi

Nell’immagine:
Antony Gormley
Horizon Field, August 2010 – April 2012
A Landscape Installation in the High Alps of Vorarlberg, Austria
Presented by Kunsthaus Bregenz
Location: Lech/ Kriegerhorn Nr. 13
Date of Photograph: 13.07.2009
© Kunsthaus Bregenz, Antony Gormley
Photo: Markus Tretter

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