Antitrust VS Architetti, le vessazioni dell’Italia Bizantina

Gli Ordini degli Architetti di Roma, Firenze e Torino hanno pubblicato sui propri siti i modelli di calcolo per gli emolumenti sulla base del DM 140/2012. È stato precisato che per i clienti che non si tratta né di un obbligo di legge né deontologico ma l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria per verificare l’esistenza di possibili intese restrittive della concorrenza che sarebbero state messe in atto dagli Ordini degli Architetti di Roma, Firenze e Torino.

 

“La decisione dell’Autorità di aprire una istruttoria sugli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Firenze, Roma e Torino è l’ennesima dimostrazione che la bizantina applicazione delle norme in Italia nasconde la consueta politica (e pratica) di essere deboli con i forti, forti con i deboli“.
“Nei tempi previsti e secondo le regole risponderemo puntualmente alle osservazioni dell’Antitrust, ma esprimiamo pubblicamente la nostra indignazione, in quanto rappresentanti dello Stato responsabili (e non associazione d’imprese), nel verificare che l’Autorità continua ad esercitare i propri poteri alla luce del pregiudizio”.

 

Questa la presa di posizione del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

 

“(…) C’è un’evidente ignoranza riguardo alla realtà professionale italiana e al suo mercato, dove vige una concorrenza spietata spesso a danno della qualità e della sicurezza dell’abitare. Grave è che, ancora una volta, un’Autorità pubblica delegata a regolare il mercato e a proteggere i consumatori, dedichi il suo tempo e le sue risorse a rincorrere i fantasmi di un inesistente trust di 150 mila architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, il cui reddito medio è certificato ormai inferiore ai 20 mila euro annui”.

 

Piuttosto: i cittadini italiani sono la vittima “di vere intese restrittive della concorrenza e alterazioni del mercato, che spesso abbiamo denunciato e che l’Autorità non vede, o non vuole vedere”.

 

Il 99% degli architetti italiani sono esclusi dalla possibilità di accedere al mercato dei lavori pubblici, avendo la norma innalzato le condizioni di accesso per limitarlo a pochi eletti.

 

La vendita sul web di prestazioni professionali come la certificazione energetica a 40 euro sono senz’altro truffe al consumatore e allo Stato, vista la mole di lavoro da produrre per certificare opere che danno diritto a bonus fiscali.

 

Le attività di dumping ripetute con la complicità della P.A., in gare con sconti altissimi o addirittura gratuite.

 

Le partecipate pubbliche e il loro strapotere limita la concorrenza poiché programma, progetta, appalta, dirige i lavori e se li liquidano, con incarichi diretti, lo fanno sempre senza strutture adeguate e competenti.

 

Expo, Mose, L’Aquila, il G8, il Ponte di Messina, le Città della Salute: il potere pubblico e politico nomina Autorità di Vigilanza “terze” che si dedicano del tutto impropriamente a vessare chi con chiarezza informa il consumatore dei suoi diritti.

 

L’Italia è un disastro, e guarda a cosa corre dietro l’Antitrust.

 

Bisogna che l’Autorità sappia – conclude il CNAPPC – che gli Ordini hanno pubblicato i fogli di calcolo per gli emolumenti sulla base di un Decreto del Ministero che li vigila (pubblicato in Gazzetta) e trascorra un paio di giornate in un qualsiasi Studio di architettura italiano per venire meglio a conoscenza della realtà del mercato e della concorrenza.

 

a cura di Enrico Patti

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