Antibodies | Fernando e Humberto Campana 1989-2010

Triennale Design Museum presenta per la prima volta in Italia Anticorpi. Antibodies. Fernando e Humberto Campana 1989-2010, una mostra prodotta dal Vitra Design Museum di Weil am Rhein, Germania. Si consolida in questo modo il legame della Triennale con un’importante istituzione internazionale come il Vitra Design Museum. Dopo una prima collaborazione nata in occasione della mostra dedicata agli Eames realizzata dal Vitra Design Museum e aperta alla Triennale nel 2002, il rapporto tra le due istituzioni si è ulteriormente rafforzato nella realizzazione di progetti comuni, come la mostra del 2005 Gaetano Pesce. Il rumore del tempo, prodotta da Triennale e successivamente ospitata dal Vitra Design Museum, e la coproduzione della mostra itinerante Joe Colombo: Inventing the future, sempre del 2005.

 

Anticorpi. Antibodies. Fernando e Humberto Campana 1989-2010 illustra i tratti salienti dell’opera dei fratelli Campana, tesa a mettere in luce tematiche quali il riciclaggio, la fusione di materiali naturali e materiali sintetici e l’integrazione delle culture. La mostra rivolge uno sguardo particolare alle loro modalità di lavoro, influenzate da un ricco numero di fonti d’ispirazione: dalla natura rigogliosa delle foreste pluviali brasiliane, alle improvvisazioni dei venditori ambulanti fino alle capanne dei quartieri poveri, dai film alla musica fino all’arte. Inoltre, è volta a documentare l’organizzazione dell’atelier e la collaborazione con laboratori esterni e aziende internazionali come Alessi, Edra o Vitra, oltre a dare evidenza dell’interdisciplinarietà dei nuovi progetti.
Si tratta di una mostra estremamente esaustiva con una grande serie di prototipi, studi e modelli, esposti per la prima volta in Italia e che illustra anche la varietà formale della loro opera, rendendo trasparente il processo progettuale. In occasione della mostra i fratelli Campana realizzeranno appositamente per la Triennale un’installazione inedita.

 

Il percorso espositivo
Dopo un’introduzione, che include dati biografici, fotografie, un’intervista filmata e le due sedie Negativo e Positivo, che diedero il via alla collaborazione fra i due fratelli, la mostra presenta l’opera di Fernando e Humberto, raggruppandola secondo i principi di base tecnici e formali, che da allora guidano le loro opere. Ogni gruppo include le opere più rappresentative, che segnano i momenti decisivi della loro carriera e che vengono contestualizzate rispetto ai principi creativi ai quali sono ispirate.

 

Frammenti
In questa sezione sono esposte opere nate dall’assemblaggio di elementi fra loro simili per materiali e dimensioni: fa parte di questo gruppo la riedizione della famosa poltroncina Favela del 1991, come pure una scultura astratta in terracotta dalle forme spezzate, che Humberto creò nel 1982, diversi anni prima che venisse avviata la collaborazione fra i Fratelli Campana. La maggior parte delle sezioni della mostra consente di visualizzare sia le opere più recenti sia quelle del loro primo periodo, ponendo così in luce la continua evoluzione degli interessi artistici dei due autori nel corso del tempo.

 

Ibridi
Dopo alcuni esperimenti condotti a metà degli anni novanta, i Fratelli Campana negli ultimi anni si sono dedicati con rinnovato interesse alla possibilità di combinare materiali diversi. L’oggetto più imponente della mostra è una sedia-scultura in vimini e cristalli, progettata nel 2008 in occasione della mostra “Designer dell’anno“ per Design Miami, che è presentata all’interno di un gruppo di “Ibridi”, come il tappeto Animado in pelle di mucca e erba sintetica del 1997.

 

Objets trouvés
Molte tecniche dei Fratelli Campana ricordano quelle adottate dai surrealisti nella pittura, nella grafica, nella scultura e nella filmografia. Il loro influsso sull’arte sudamericana del ventesimo secolo si ricollega con la pratica molto diffusa in Brasile del riciclaggio di oggetti prefabbricati, che vengono reinterpretati come materiali per i loro progetti.

 

Linee morbide/linee rette
Molti dei mobili e degli accessori dei fratelli Campana sono composti da strutture lineari. Esse sembrano essere delle riproduzioni della giungla reale e di quella metropolitana, come coordinate cruciali della vita brasiliana e fonte d’ispirazione costante per Fernando e Humberto Campana. La mostra rende visibili queste fonti d’ispirazione mediante diapositive ricche di esempi delle loro fotografie e grazie a due cortometraggi girati dai due designer: una visita guidata del centro città di San Paolo del Brasile commentata da uno di loro, e una visita alla loro casa albero a Brotas, città natale di entrambi.

 

Organics
Il fascino esercitato dalla natura su Fernando e Humberto Campana si riflette in modo chiaro nella loro collezione di mobili e oggetti d’arredamento, che mutuano le loro forme dalle creature viventi: ne sono un esempio le due scodelle da frutta del 1990, il divano Kaiman Jacaré per Edra, Drosera – tasca da parete per la casa – realizzata per Vitra-Edition e il giocattolo Mandacarú. Anche qui la tematica viene illustrata attraverso altre immagini tratte dalle loro escursioni.

 

Flexed Planes
Realizzati negli anni Novanta occupano senz’altro una posizione di rilievo nella produzione dei Fratelli Campana. Ci troviamo immediatamente di fronte ad oggetti funzionali di forma geometrica e superficie liscia, realizzati con materiali industriali: il tavolino da appoggio Inflavel, prodotto per diversi anni dal MoMA di New York, le mensole Labirinto e la poltrona Cone, entrambi del 1997, ne sono gli esempi più noti. A un successivo sguardo si noterà tuttavia che anche questi oggetti traggono ispirazione da un vero motivo brasiliano: l’intelligente modernismo di Oscar Niemeyer o di Roberto Burle Marx, che già si rispecchiava nelle sculture di Humberto Campana dell’inizio degli anni Ottanta.

 

Paper Pieces
I fratelli Campana lavorano quasi esclusivamente con materiali d’uso quotidiano e scoprono molto presto la versatilità del cartone ondulato. Dopo una serie di workshop organizzati per il Vitra Design Museum a Boisbuchet e parallelamente alla preparazione della mostra, hanno lavorato in collaborazione con il Vitra Design Museum allo sviluppo di diversi utensili in carta prodotti su scala industriale.

 

Cluster
Il primo oggetto d’uso quotidiano che si incontra all’interno della mostra è uno specchio, uno dei tanti che Humberto Campana aveva realizzato all’inizio degli anni Ottanta, decorandolo generosamente con centinaia di conchiglie da lui raccolte lungo la spiaggia. Anche questa sensualità esuberante è un motivo al quale i Fratelli Campana si sono dedicati a più riprese nella loro opera sotto forme diverse. Nella serie di sedie Multidao o Banquete prodotte in edizione limitata, e che negli ultimi decenni sono state vendute a prezzi d’asta elevatissimi, i due fratelli hanno messo a frutto il loro naturale istinto per i nuovi materiali, un ulteriore esempio di riciclaggio molto comune per le strade di San Paulo.

 

Biografia
I fratelli brasiliani Humberto Campana (nato nel 1953) e Fernando (nato nel 1961) lavorano insieme come designer a San Paolo del Brasile dal 1989. Humberto, laureato in diritto, inizia questa collaborazione come artista autodidatta, mentre Fernando è laureato in architettura. Già i loro primi lavori, mobili-sculture dal sapore brutalista e surrealista, hanno fatto da subito scalpore sulla scena artistica di San Paolo. Nei successivi due decenni i fratelli Campana si sono conquistati un posto fra i designer contemporanei più famosi, trasponendo il loro linguaggio unico e inconfondibile all’interno di una vasta produzione di mobili, lampade e installazioni che ha fatto ottenere loro riconoscimenti in pubblicazioni e mostre, per esempio nell’ambito di Experimenta di Lisbona, al Museum of Modern Art di New York e al Design Museum di Londra. Le poltroncine Favela e Vermelha, entrambe prodotte da Edra e la poltrona Banquete, prodotta manualmente in serie limitata nell’atelier dei designer a San Paolo, come pure la poltrona o il tavolo gonfiabile Plastico Bolha, realizzati con involucro mille bolle, sono stati ideati in un arco di tempo limitato, trasformandosi immediatamente in opere iconiche del design contemporaneo. Dato però che una parte cospicua delle opere dei due designer confluisce in serie prodotte in edizione limitata o viene realizzata in pezzi unici per commissioni private, solo pochissimi hanno fino ad oggi avuto la possibilità di ammirare la vasta produzione dei fratelli Campana, che proprio in questi ultimi anni si è ulteriormente arricchita di nuovi e spettacolari prodotti. La mostra fornisce l’occasione per scoprire la complessità del loro lavoro e le loro fonti di ispirazione.

 

Il curatore
Mathias Schwartz-Clauss, nato nel 1964, ha conseguito un Master in storia dell’arte e filosofia presso l’università di Bochum (Ruhr) e dal 1990 lavora con il Vitra Design Museum. In qualità di curatore, ha organizzato molte mostre, che partendo da Weil am Rhein sono approdate a molti musei europei, americani, australiani e giapponesi, oltre alle retrospettive su Ron Arad, Charles e Ray Eames, Frank Lloyd Wright e Jean Prouvé, come pure la mostra su Thonet, con capolavori presi dalla collezione del Vitra Design Museum e “Living in Motion – Design e architettura per abitare in modo flessibile”. In occasione della mostra più recente da lui organizzata, commissionata dalla Pinacoteca Agnelli di Torino, è stata esposta la collezione privata di Alexander von Vegesack, Direttore del Vitra Design Museum. Mathias Schwartz-Clauss è consulente presso l’accademia estiva Boisbuchet, organizzata da Vitra Design Museum in collaborazione con il Centre G. Pompidou in Francia, e tiene conferenze in tutto il mondo.

 

SCHEDA EVENTO

Triennale Design Museum
Anticorpi/Antibodies
Fernando e Humberto Campana 1989-2010

 

a cura di Mathias Schwartz-Clauss

 

Luogo
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6
20121 – Milano
Tel. 02-724341

Periodo
dal 14 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011

Orari
martedì-domenica | 10.30-20.30
giovedì-venerdì | 10.30-23.00

 

 

Nell’immagine, Antibodies. The works of Fernando and Humberto Campana, Vermelha, 1993 for Edra. © Edra

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