L’ANDIL, il laterizio e l’architettura contemporanea: come convivono?

Le esigenze dell’ architettura contemporanea sono necessariamente diverse rispetto a quelle dell’architettura tradizionale. Lo sappiamo: le esigenze di risparmio energetico hanno iniziato a essere veramente comprese, anche dai non addetti lavori, quelli che comprano le cose e non le costruiscono, relativamente di recente. In Italia. Eppure, tradizione e contemporaneità hanno alcune cose in comune. In particolare, i materiali. Per esempio, il laterizio. Materiale da costruzione della tradizione, negli ultimi anni è migliorato nelle caratteristiche prestazionali ed è diventato contemporaneo. Il rapporto tra progettazione contemporanea, laterizio e costruzione (dunque lavoro) è il tema attorno a cui ruota il seminario Progettare nel tempo. Ne parliamo oggi con l’Ing. Rosario Gulino, di ANDIL, Associazione Nazionale degli Industriali del Laterizio.

1) L’edilizia attraversa una stagione a dir poco complicata. Nonostante questo, l’industria del laterizio negli ultimi anni ha cercato di comunicare in maniera più efficace le qualità dei suoi prodotti che hanno avuto una forte spinta innovativa. È difficile però per questo materiale, da sempre legato all’edilizia tradizionale italiana, far percepire la sua modernità. Può essere questo un motivo di ulteriore difficoltà in questa particolare congiuntura: un messaggio non recepito? Oppure, se il motivo è un altro, qual è?

Il momento è particolarmente difficile per tutta l’edilizia e il perdurare della crisi, forse, non motiva i tecnici a conoscere e a percepire i messaggi che presentano le positive e rinnovate qualità del laterizio. Eppure, gli sforzi messi in campo nel settore sono più consistenti di prima. Probabilmente, quando ci sarà un intensificarsi della produzione edilizia, avremo un situazione più attendibile. Se è vero che in molti continuano a considerare il laterizio lo stesso materiale di 100 anni fa, per fortuna, la realtà è ben diversa, cito ad esempio le ultime ricerche cofinanziate dall’unione europea volte alla realizzazione di prodotti altamente performanti: Insysme con sistemi di tamponature appositamente studiati per eventi sismici “importanti”e LIFEHerotile con delle coperture altamente performanti dal punto di vista energetico e del comfort indoor. Certamente ancora tanto c’è da fare nel comunicare in maniera corretta e capillare potenzialità e peculiarità del laterizio.

Rispetto al passato, dove ognuno procedeva in ordine sparso, oggi il settore dei laterizi può contare su una maggiore coesione, le aziende condividono maggiormente strategie e messaggi facendo rete. Questa maggior coesione si percepisce, ad esempio, in occasione delle collettive del laterizio realizzate nelle principali fiere di edilizia nazionale, SAIE su tutte, che vedono aziende e Associazione unite e compatte. Si tratta di un percorso destinato a dare i suoi frutti non solo nell’immediato ma soprattutto negli anni a venire.

2) Il percorso di ANDIL negli ultimi anni è stato impegnativo: convegni, fiere, eventi sono stati una parte dell’attività, utile a comunicare, appunto, le caratteristiche forti del laterizio. Quali altre attività sono state svolte insieme alle aziende?

Sì, negli ultimi anni abbiamo sensibilmente mutato il nostro approccio alla comunicazione, soprattutto intensificando la convegnistica. Tra le novità delle ultime iniziative che abbiamo in cantiere c’è il lancio, a marzo prossimo, del nostro nuovo house organ LIT -Laterizi d’Italia, nato dalla proficua collaborazione con Confindustria Ceramica all’interno delle Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi. La nuova rivista andrà ad affiancare Costruire in Laterizio.

In realtà tutte le nostre attività sono da sempre svolte a stretto contatto con le aziende, dalla comunicazione, appunto, alla ricerca scientifica, fino allo sviluppo di nuove normative per la marcatura CE, alla corretta posa e progettazione, ecc. Sono per noi azioni fondamentali per potere svolgere efficacemente le nostre attività, sia l’apporto tecnico e tecnologico delle nostre aziende associate, in genere, che lo stretto contatto diretto con la produzione edilizia. Sono le aziende associate che vivono le problematiche del cantiere, giorno dopo giorno, e riescono a scorgere le criticità da risolvere che spesso fanno da stimolo per lo studio e l’innovazione di nuovi sistemi in laterizio.

3) Progettare nel tempo è un’occasione per parlare di progettazione, mondo delle costruzioni e lavoro. Da quale punto di vista vengono letti questi tre componenti e qual è il messaggio più importante che il seminario vuole dare?

Naturalmente queste tre componenti sono strettamente legate tra loro! Il consesso le legge necessariamente attraverso gli occhi dell’architettura, ma con una visione dinamica: oggi stiamo assistendo ad una nuova rivoluzione nel mondo edilizio che presto ci coinvolgerà tutti. Mi riferisco al BIM, Building Information Modeling, ovvero la modellazione informatica che mira ad ottimizzare tempi, a ridurre costi e rischi, in primis quelli sul lavoro. ANDIL è fortemente impegnata sul tema, e non solo!

La progettazione è infatti da sempre legata a filo doppio con l’architettura, e ANDIL ha saputo unire i due aspetti, basti pensare ai concorsi di progettazione e alla rivista Costruire in Laterizio che esiste dal 1959. Mi tornano in mente le parole del prof. Benedetto Colajanni “…gli architetti e, quindi, i progettisti, hanno la grande responsabilità di creare la scenografia della vita…”, ne consegue che se un palazzo al di là del gusto è brutto, se una pianificazione urbanistica è sbagliata, non è che domani cancelliamo tutto con un pulsante sulla tastiera (una volta avremmo parlato di gomma). Per questo anche nell’era BIM, l’architettura dovrà continuare ad essere al centro del progetto e tenere conto di tutte le componenti che devono portane un progetto all’ottimo: durabilità e salubrità su tutte.

Nell’immagine: Quinto ampliamento del Cimitero Maggiore a Voghera. progetto di monestiroli architetti associati, foto Marco Introini.

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