Alessandria e l’opportunità del Progetto Cittadella

cittadella alessandria

La Cittadella di Alessandria, uno dei più grandiosi sistemi fortificati europei del XVIII secolo, è al centro di un grande progetto di recupero urbano e di restauro architettonico ed ambientale. Per questo progetto, il MiBACT rende disponibili 25 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione per il ciclo di programmazione 2014-2020, mentre la Regione Piemonte si impegna a mettere in cofinanziamento 9 milioni di euro sulla base del Por Fesr 2014-2020. Il Sindaco di Alessandria, Rita Rossi, in questo mese aprirà il confronto su come utilizzare questi 34 milioni di euro, una cifra che rappresenta un’importante sfida per la città, per il suo patrimonio culturale e soprattutto per la creazione di nuove opportunità di lavoro nel territorio.

Quello che serve ora sono strategie progettuali e gestionali di qualità. Un team del Politecnico di Torino, del DAD (Dipartimento di Architettura e Design) e del DISEG (Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica) sta lavorando proprio per definire un quadro conoscitivo, e non solo, che sarà fondamentale per ogni azione di recupero e valorizzazione.

Chiedo ad Anna Marotta e ad Elena Marchis, del Team di ricerca del Politecnico di Torino, quale è l’obiettivo del Progetto Cittadella?
“L’obiettivo è quello di costruire una piattaforma multirelazionale e cognitiva volta a comprendere, raccogliere e correlare dati ottenuti da analisi e monitoraggi. I diversi utenti potranno svolgere un ruolo attivo e passivo potendo inserire e consultare i diversi dati. La natura dei dati partirà da fonti storiche a rilievi metrici, da monitoraggi ambientali e sismici fino alla creazione di un modello H-BIM.

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Questo favorirà le operazioni di rifunzionalizzazione per gli apparati progettuali e nel contempo permetterà ai fruitori del sito della Cittadella di Alessandria di essere informati delle fasi di cantiere, conoscere la storia del luogo e di essere parte attiva comunicando criticità, valutazioni, osservazioni. Le operazioni di implementazione dei dati e consultazione degli stessi avverrà mediante un’app su mobile che riverserà e consulterà i dati dalla piattaforma favorendo l’accesso anche ad un pubblico con disabilità visive e/o motorie, aprendo così la Cittadella al un pubblico sempre più vasto”.

Come si articolerà in progetto?
“Fondamentalmente in due fasi. La prima Dalla Storia alla Tradizione, riguarderà i sistemi fortificati europei: reti, fonti, matrici, protagonisti, esempi. La seconda Nel presente e nel futuro, definirà il campo d’azione, il territorio del digitale e della virtualità per la divulgazione della conoscenza complessa delle fortificazioni come bene culturale: un database interattivo per utenti esperti e utenti/fruitori non esperti. Interazioni di dati e monitoraggi ambientali, strutturali saranno alla base di una conoscenza integrata a tutto tondo per comprendere, conoscere e recuperare la Cittadella di Alessandria, progetto pilota”.

Come si colloca un progetto così complesso dal punto vista metodologico?
“Antiche e nuove complessità nei modi della ricerca vengono esplicitate con il Progetto Logico di Rilievo: ad esempio una procedura complessa e integrata viene affiancata dai monitoraggi ambientali e statici con prove di emissione acustica. Nell’attuale società della conoscenza, e nel rispetto del diritto alla cultura accessibile, il gruppo di ricerca del Politecnico di Torino parteciperà al dibattito internazionale sulla fruizione e la comunicazione diffusa del Cultural Heritage. Il progetto si fonda sul concetto di architetture fortificate e territorio per la difesa, quale patrimonio culturale nonché bene materiale e immateriale che, dismesse le funzioni della guerra, può essere riconvertito a nuove destinazioni”.

Come procederete nello sviluppo del progetto?
“Un sito-campione individuato nella rete verrà assunto quale habitat narrativo, per trasformare gli ambienti museali in ecosistemi della conoscenza usando dispositivi multimediali. Nella filosofia dell’edutaintment e del learning by doing, i casi-studio potranno applicare la realtà aumentata all’interno dell’esperienza museale indoor (ricostruzioni virtuali, modelli 3D, videomapping, allestimenti multimediali) ed outdoor (app mobile) verso un percorso informativo sulla rete delle fortificazioni fino all’esperienza cognitiva dell’utenza per una fruizione consapevole del Bene Culturale. L’utente oltre ad interrogare il sistema informativo potrà implementare con domande, immagini o informazioni ad incentivare questa collaborazione-fruizione partecipata. Contemporaneamente sarà svolta una campagna di indagine diagnostica volta alla definizione dello stato di conservazione dei materiali e delle strutture e all’identificazione delle cause dei fenomeni di degrado riscontrati in vista della scelta e della realizzazione di interventi conservativi.

Tutto ciò favorirà lo sviluppo di una maggiore coscienza del bene nell’utenza stessa da intendersi, quest’ultimo obiettivo, quale ulteriore forma di accrescimento ed avanzamento culturale perseguita dalla proposta progettuale nel suo complesso. Interazioni di dati e monitoraggi ambientali, strutturali saranno alla base di una conoscenza integrata a tutto tondo per comprendere, conoscere e recuperare la Cittadella di Alessandria, progetto pilota”.

Ho incontrato Anna Marotta e Elena Marchis durante il XXIV Salone del Restauro – Musei di Ferrara, alla fine del convegno Tra reale e virtuale. Indagine e conoscenza del patrimonio culturale nel Virtual Museum 2.0, organizzato dalla UID (Unione Italiana Disegno) e dal Centro DIAPReM/TekneHub dell’Università di Ferrara, che ha visto Maggioli Musei nel ruolo di media partner.

Crediti di Ricerca del Progetto Cittadella

Il team è composto da un gruppo interdisciplinare di studiosi di DAD – Dipartimento di Architettura e Design e DISEG – Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica (Politecnico di Torino), diviso in quattro aree di ricerca:

  1. analisi delle fonti storiche, periodizzazione, tematizzazione ecc.: Dameri, Marotta
  2. rilievo e rappresentazione del costruito, GIS, H-BIM e modellazione digitale: Marchis (PI), Donato, Vitali
  3. la gestione dei dati, narrazione visiva: Pavignano, Marotta
  4. l’analisi strutturale, di monitoraggio, emissioni acustiche: Carpinteri, Manuello Bertetto

Elena Marchis (Principal Investigator) Dottore di ricerca in “Beni Culturali”, Ricercatore presso il DAD. Specialista nel campo del rilievo architettonico, del patrimonio edilizio, della rappresentazione e dei sistemi informativi;
Alberto Carpinteri è Professore Ordinario di Scienza delle costruzioni presso il DISEG. Egli è esperto nel campo della meccanica della frattura. Tra le sue ricerche non ci sono argomenti come: Emissione acustica (AE) di monitoraggio per le strutture civili e storici, l’interpretazione e soluzione di propagazione di cricche fragili;
Annalisa Dameri è Professore Associato in Storia presso il DAD. I suoi interessi di ricerca si concentrano principalmente sulla storia della città in età moderna e contemporanea, con particolare riferimento ai beni culturali in Piemonte del XVIII – XIX secolo;
Vincenzo Donato, Dottore di ricerca in “Processi, materiali e delle costruzioni in Ingegneria Civile e Ambientale e per la protezione della storico-monumentale”, è Ricercatore presso il DISEG. E’ specialista in tecnologie BIM e la rappresentazione digitale 3D e modellazione;
Amedeo Manuello Bertetto è ricercatore di Scienza delle Costruzioni presso il DISEG. Tra le sue ricerche vi sono argomenti quali: il monitoraggio delle emissioni acustiche in civile e strutture storiche, emissioni di energia da fenomeni di frattura;
Anna Marotta, Professore Ordinario e Dottore di ricerca presso il DAD. Per anni i suoi interessi dedicati alle fortificazioni, l’indagine, la lettura critica, la comunicazione in architettura, città e del paesaggio, il colore, indirizzata secondo il metodo di “teorie comparate” caratterizzanti l’approccio al “progetto Logico del Rilievo” come database relazionale per memorizzare gli esiti del rilievo;
Marco Vitali, Dottore di ricerca in “Disegno e rilievo per la tutela del parco immobiliare e patrimonio territoriale”, è Ricercatore presso il DAD. Conduce ricerche nelle aree di rilievo architettonico, urbano e ambientale, la geometria descrittiva e rappresentazione digitale;
Martino Pavignano è dottorando in “Beni Culturali” presso il Politecnico di Torino.

Partner Italiano: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio – Direttore: Arch. Luisa Papotti
Partner Accademico estero: Rouen University – GRHis – Michèle.

1 commento

  1. Ci sono già fior di studi sulla Cittadella, quello che serve è rimettere a posto i tetti, evitare crolli e frane nei bastioni, ma soprattutto un servizio serio di visite turistiche e di attività: non progetti, non realtà aumentata o narrazioni digitali, ma restauratori, muratori, guide che siano presenti tutto il giorno, contattino i tour operator… cose “semplici” ma efficienti, persone preparate ed interventi immediati!

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