Il Centro Storico di Ahmedabad è Patrimonio Mondiale dell’Umanità

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Anche lo straordinario centro storico di Ahmedabad dal 9 luglio 2017 è entrato a far parte della lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità Unesco. Un cuore di impianto quattrocentesco in uno degli stati dell’India più dinamici e più interessanti per i modelli di sviluppo che propone. Un luogo in cui è possibile ancora comprendere i processi di stratificazione, le memorie, le tecnologie, i simboli e le dimensioni sociali e spirituali che rendono il centro storico di Ahmedabad uno dei patrimoni di tessuto urbano storico più interessanti del nostro pianeta.

Un universo di relazioni sociali che lo modellano quotidianamente, un capitale morfologico e tipologico che è tuttavia sottoposto alla pressione speculativa e all’incessante progetto dell’amnesia, ovvero alla distruzione progressiva dei caratteri e delle qualità attraverso uno sradicamento delle memorie culturali e una difficoltà oggettiva di mantenere standard di vita accettabili in un Paese in fortissima crescita.

In Italia, sono entrate nella lista Palmanova e le altre opere di difesa veneziane

La città contemporanea si sviluppa altrove e il centro storico potrebbe spegnersi nell’incuria e nell’abbandono. Tuttavia non è ancora così. Oggi il grande labirinto intersecato, multiforme e ipercromatico è in uno stato di latenza. Scrive Pietro Massai in un articolo pubblicato su Paesaggio Urbano, una rivista che da molti anni si batte per la conservazione di Ahmedabad e che per prima ha presentato in maniera qualitativa la realtà attuale dello stato di conservazione e di sviluppo del centro storico della capitale del Gujarat[1]: “La municipalità di Ahmedabad sta tentando di calmierare, evidentemente per ora senza troppi risultati, la costruzione di questi nuovi edifici e l’espansione di quelli preesistenti, di scarsa giustificazione estetica, nonché di uso. Eppure la città, non solo quella nuova, nata dopo la metà del XIX secolo, ma anche quella vecchia, ne è ormai cosparsa. Il settore dei beni culturali della municipalità cerca un modo per catastare e catalogare gli edifici del centro storico, con l’obiettivo di preservarne la sostanza, quando possibile con interventi di restauro, e la memoria, quando le strutture non permettono altrimenti”.

L’inserimento nella UNESCO’s World Heritage List è una sfida importante che si spera riesca a trasformare lo stato di latenza (tra la vita e la morte) in un’inversione di rotta verso una conservazione intelligente, integrata allo sviluppo e al mantenimento dei potenziali sociali e culturali.

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“La città murata di Ahmedabad, fondata da Sultan Ahmad Shah nel XV secolo, sulla riva orientale del fiume Sabarmati, presenta un ricco patrimonio architettonico del periodo del Sultanato, in particolare la Cittadella di Bhadra, fronti e porte della città murata e numerose moschee e tombe, nonché importanti templi Indù e Jain di epoche successive. Il tessuto urbano è costituito da case tradizionali densamente abitate (pol) nelle strade tradizionali (puras) con le caratteristiche mangiatoie per uccelli, i pozzi pubblici e le istituzioni religiose. La città continuò a fiorire come la capitale del stato del Gujarat per sei secoli, fino ad oggi”. Questa è la breve descrizione, che sintetizza le qualità del centro storico, che si ritrova nel sito web dell’UNESCO in questi giorni, e che mostra una dimensione oggettuale della realtà costruita. Mentre quella sociale e relazionale rappresentano, proprio perché è un grande centro storico ancora per lo più abitato, il maggior valore conservativo e strategico. I conflitti non sono pochi, anche in rapporto ai gradi di povertà e alla convivenza tra religioni non sempre tolleranti, ma la storia del Centro Storico di Ahmedabad è proprio lì a dimostrare che una risoluzione dei conflitti è possibile anche attraverso un processo consapevole di conservazione integrata.

[1] Gli articoli pubblicati su Paesaggio Urbano:

  • P. MASSAI, Modelli di riqualificazione del centro storico di Ahmedabad, in “Paesaggio Urbano” N 5-6/2013, Maggioli Editore, Rimini, 2013, pp.76-93.
  • P. MASSAI, Modelli di trasformazione nella città storica di Ahmedabad, in Ezine di “Architetti.com, progetto e immagine digitale” N 59/2013, pp. 22-32.
  • P. MASSAI, Indian Colours. Heritage Walk in Ahmedabad, in “Paesaggio Urbano” N 5-6/2012, Maggioli Editore, Rimini, 2012, pp. XVI-XIX.
  • L. ROSSATO, L’architettura del vuoto. L’edificio del IIM di Louis Kahn ad Ahmedabad, India, in “Paesaggio Urbano” 1/2014, Maggioli Editore, Rimini, 2014, pp. 50-57.
  • L. ROSSATO, A. TURSI, Ahmedabad, il progetto del lungofiume come occasione di rinnovamento a scala urbana, in “Paesaggio Urbano” 4/2011, Maggioli Editore, Rimini, 2011, pp. 64-79.

Tutte le immagini sono di Marcello Balzani.

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