A Pavia i Pannelli Seplux danno vita ad un’opera mimetica

Un parallelepipedo formato da una struttura metallica di 83 metri di lunghezza e 21 di altezza: questo il colpo d’occhio che apparirebbe transitando sulla strada Broni a Pavia. Ma il nuovo magazzino Fincoma è stato pensato per inserirsi con una tale discrezione nell’ambiente circostante da risultare quasi invisibile, grazie al rivestimento realizzato con i pannelli 100% policarbonato SEPLUX 40.

 

Il suo ideatore, l’architetto Stefano Vassallo, racconta così come è nata l’idea di questo magazzino automatico e come è stato realizzato.

 

D: Come è nato il progetto del magazzino?
R: Fincoma aveva l’esigenza di riconvertire uno stabilimento nella zona di Campospinoso, per realizzare un grande magazzino completamente automatizzato. Qui un robot – con l’aiuto di 3 addetti – movimenta milioni di cuscinetti a sfere.
Il progetto vuole da un lato rendere percepibile la grande innovazione costituita da questo automatismo, dall’altro inserirsi in un ambiente naturale senza essere invasivo: principi condivisi dal mio cliente e dall’Amministrazione Comunale cui il progetto è stato sottoposto.

 

D: Si è ispirato a qualche modello del passato?
R. Naturalmente. Qualsiasi idea è supportata da riferimenti che sono fondamentali in fase progettuale: sono andato a riguardare bene le grandi architetture in acciaio e vetro dei primi anni del ‘900. E mi sono accorto che sono costituite tutte da edifici industriali che rompono con la tradizione ottocentesca della fabbrica cupa e malsana, esaltando la modernità e la tecnologia al servizio dell’Uomo, proprio come nel nostro caso.
Se poi si va all’interno della struttura (naturalmente fermando tutti gli automatismi) e si volge lo sguardo verso l’alto, l’effetto è quasi da cattedrale gotica: ammetto che non era nelle mie intenzioni, ma vi assicuro che è veramente molto suggestivo!

 

D: L’idea di utilizzare i pannelli in policarbonato SEPLUX è stata contestuale o successiva alla progettazione?
R: avevo avuto occasione di parlare con i tecnici di Forteco del magazzino che stavo progettando, e loro mi hanno descritto le caratteristiche dei pannelli SEPLUX; questi mi sono subito sembrati la soluzione adatta per ciò che avevo in mente di realizzare nella sede di Campospinoso.

 

D: A che esigenze rispondevano i pannelli?
R: mi ha colpito la grande flessibilità con cui SEP riesce a lavorare i suoi prodotti. Avevo bisogno di qualcosa che potesse avere dimensioni insolite per dare continuità alle pareti senza interruzioni visibili e volevo anche riuscire a rendere leggera una struttura di questa portata, evitando di provocare la sensazione di trovarsi di fronte ad una enorme “scatola”, che sarebbe stata oggettivamente difficile da armonizzare nel mezzo della pianura. Cercavo un materiale che potesse generare la percezione di un volume etereo il cui contenuto quasi “galleggiasse”, sia di giorno che di notte e che permettesse all’edificio di dialogare e interagire con l’ambiente circostante: l’ho trovato in questi pannelli.

 

D: Sappiamo che ha richiesto una colorazione dei pannelli fuori catalogo: come ha deciso che tonalità utilizzare, e quali sono i motivi?
R: come ho già detto, volevo una struttura che si armonizzasse con il territorio circostante, senza sovraccarichi. Volevo, anzi, che la struttura finisse con il mimetizzarsi nell’ambiente. La chiave per raggiungere questo risultato doveva essere nella selezione di un colore che potesse fondersi con quello del cielo in una tipica giornata della Pianura Padana…

 

D: Quindi mediamente non soleggiata…
R: esattamente: volevo ricreare il grigio delle nostre giornate di nebbia autunnali! Grigio che però nei pannelli, visti da vicino, vira sul verde. Bisogna anche dire che una delle caratteristiche dei pannelli SEPLUX è che hanno una struttura che permette di riflettere in parte il tipo di luce che li circonda, ed è quindi possibile ricreare anche i colori dai toni pacati tipici delle afose giornata estive. L’effetto di mimesi è sempre assicurato.

 

D: Spiegherebbe meglio il concetto di mimesi che accompagna la realizzazione del capannone?
R: In realtà ho cercato di muovermi su due livelli complementari, il primo incentrato sulla trasparenza e il secondo sull’integrazione con l’ambiente circostante. È quest’ultimo aspetto che possiamo definire in senso lato “di mimesi”. La trasparenza è sempre un valore positivo in quanto, per definizione “non nasconde”. La mimesi nel caso del nostro edificio si genera in maniera molteplice: la percezione muta a seconda della posizione della luce e dello spettatore, ma le superfici assorbono comunque sempre i toni dell’ambiente circostante, o per riflessione o per trasparenza o per la combinazione di questi due fattori. Azzarderei la definizione di “mimesi dinamica”

 

D: Non deve essere stato facile trovare il giusto equilibrio cromatico!
R: No, infatti! La ricerca del colore adatto è stata lunga e difficoltosa, ma grazie anche alle numerose campionature forniteci da SEP, siamo alla fine riusciti a trovare quello più adatto a ricreare perfettamente l’effetto che volevamo.

 

D: Un record a livello europeo – in questo progetto – è dato dalle dimensioni delle lastre in policarbonato: sono infatti alte 19 metri – l’equivalente di un edificio di 6 piani! Una scelta singolare. Come è stata accolta questa richiesta da SEP?
R: l’idea di avere una continuità in verticale, per accentuare la sensazione di leggerezza e slancio verso l’alto era una delle caratteristiche fondamentali nella realizzazione di questo progetto. I responsabili di produzione SEP hanno garantito che i pannelli sarebbero potuti essere della lunghezza che desideravo, senza problemi.
È uno dei vari motivi per cui ho scelto proprio i pannelli SEPLUX.

 

D: e per quanto riguarda il trasporto (il limite dato dai bilici degli autoarticolati è di 13,50 metri – ndr)?
R: con un trasporto eccezionale i pannelli sono arrivati al cantiere puntuali e senza intoppi.

 

D: neanche il peso ha creato qualche difficoltà?
R: il peso è un’altra delle cose interessanti di questi materiali: un pannello di 19 metri di altezza (largo 435 mm e spesso 40mm) pesa meno di 30 kg! Un grande vantaggio anche per la creazione della struttura portante: se i pannelli fossero stati in vetro, materiale più trasparente e molto più pesante, oltreché più fragile e delicato, avremmo dovuto prevedere un carico molto elevato.

 

D: Una delle particolarità della struttura è che appare come un’unica lastra: come siete riusciti ad evitare l’utilizzo di borchie o altri supporti esterni?
R: il sistema brevettato di incastro maschio – femmina permette di evitare supporti a vista. I pannelli vengono agganciati alle strutture portanti nel lato nascosto, e quindi l’effetto è ancora più impattante. I pannelli SEPLUX permettono di ricreare una vetrata di dimensioni potenzialmente illimitate.

 

D: Quanto sono durati nel complesso i lavori?
R: abbiamo iniziato a riconvertire il magazzino a novembre 2007, ed abbiamo terminato ad agosto/settembre 2008.

 

D: Durante i lavori si sono verificate delle complicazioni?
R: nulla di eclatante. I soliti inghippi che si incontrano nei cantieri: qualche ritardo, qualche fraintendimento nell’organizzazione degli interventi e delle tempistiche, ma alla fine i tempi, invero piuttosto stretti, dettati dalla Committenza sono stati rispettati.

 

D: Mi risulta che siano stati utilizzati altri materiali e tecnologie innovative nella creazione di questa struttura…
R: l’intera struttura è rivolta al futuro, ed abbiamo previsto molti interventi in questo senso. La tecnologia innovativa in effetti riguarda molti ambiti: il piazzale di interscambio è riscaldato in inverno per consentire l’arrivo e l’uscita dei mezzi pesanti senza il rischio di neve o ghiaccio, c’è un laghetto artificiale che regola il deflusso delle acque piovane e che rifornisce l’impianto antincendio. Il riscaldamento invernale è attuato medianti fonti rinnovabili come le biomasse (scarti del legno) e il sistema robotizzato all’interno del
capannone si rifornisce grazie all’energia elettrica ricavata da pannelli fotovoltaici. E questo tanto per citare alcune peculiarità tecnologiche del progetto.

 

D: Torniamo ai pannelli: cosa l’ha maggiormente convinta dei pannelli in policarbonato 100% SEPLUX?
R: per realizzare il capannone Fincoma ho scelto i pannelli in policarbonato puro 100% SEPLUX 40, ed il materiale è esattamente così come viene descritto: trasparente e senza sorprese. Si adatta a spazi ed esigenze di ogni genere, lascia campo alla creatività, è modellabile in lunghezza e colore (si può anche stampare) per assecondare anche le richieste più particolari – e parlo per esperienza! La leggerezza e la resistenza, abbinate alla facilità nel montaggio sono un altro punto di forza che rende ancora più interessante questo prodotto.

 

D: come si è trovato con Forteco, consociata di SEP, per quanto riguarda l’assistenza?
R: devo dire che sono rimasto colpito dalla grande disponibilità della loro assistenza clienti, che si è rivelata estremamente professionale nel dare una pronta risposta ad ogni quesito. Oggi posso affermare che senza l’apporto di Forteco la realizzazione del mio progetto non avrebbe probabilmente avuto successo.

 

D: Ritiene che ci siano applicazioni in cui questi pannelli rispondono meglio di altri materiali alle esigenze di costruzione? E altre in cui sconsiglierebbe il loro utilizzo?
R: la fantasia è l’unico limite nell’utilizzo dei pannelli SEPLUX, come abbiamo spesso avuto modo di considerare con SEP. Non credo ci siano applicazioni più o meno adatte: si tratta di materiali di tamponamento o copertura che sono ottimi in ogni progetto in cui la luce debba fare da padrona, o in cui debba prevalere l’”ariosità” dell’edificio. Sono un’ottima soluzione anche per le finestrature, e la proposta sulle pareti divisorie per interni lascia spazio a realizzazioni molto creative, con utilizzo di colori e giochi di luce.

 

D: Come si comporta il policarbonato 100% SEPLUX in caso di pioggia e freddo? E cosa ci dice per quanto riguarda la deperibilità del materiale?
R: Al momento non ha dato problemi di sorta e le garantisco che, data l’instabilità del clima negli ultimi mesi, ha già subito numerosi collaudi in condizioni estreme: tiene perfettamente l’acqua e non lascia passare il freddo più di qualunque altro materiale di costruzione. Si tratta poi di prodotti garantiti 10 anni all’invecchiamento, accompagnati da certificati e prove di laboratorio che ne attestano la qualità e le caratteristiche.

 

 

SCHEDA PROGETTISTA

 

Arch. Stefano Vassallo
Laureato in architettura nel 1998 presso il Politecnico di Milano, discutendo La tesi “Uno spazio pubblico nell’area degli orti borromaici a Pavia” (relatore: prof. Remo Dorigatti), dopo alcune esperienze di collaborazione presso vari studi di architettura, intraprende ben presto la carriera libero – professionale.
Collabora in questa veste con il comune di Pavia per la realizzazione e messa in opera di diversi progetti pubblici, fra cui gli arredi della nuova biblioteca civica di Pavia, e l’impianto elettrico del Castello Visconteo.
Per quanto riguarda l’edilizia abitativa, progetta svariate ristrutturazioni di case, ville ed appartamenti dirigendone poi i lavori. Nei suoi progetti sfrutta volentieri principi di risparmio energetico, inserendo innovazioni tecnologiche.
Le sue competenze si aprono anche all’area industriale: elabora progetti di capannoni, ampliamenti e ristrutturazioni di edifici preesistenti.

 

SCHEDA AZIENDA

 

SEP SOCIETA EUROPEA PLASTICA S.r.l.
Via Salenghi 68/1-2
38060 Volano (Trento)
www.sepitalia.com
Telefono:  +39 0464 410655 
Fax: +39 0464 411332

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