A fuoco Città della Scienza Napoli, simbolo della rinascita del quartiere ex Italsider

Nella serata di ieri, 4 marzo, è collassata sotto le fiamme la Città della Scienza di Napoli. I danni sono ingenti ma non ci sono morti o feriti, dal momento che all’interno della struttura non c’era nessuno: il lunedì è giorno di chiusura settimanale. Restano solo i muri perimetrali e l’interno dei quattro padiglioni è devastato. Il fronte del fuoco si è esteso per più di 100 metri, spento dai vigili del fuoco dopo ore di lavoro. Un solo edificio è stato risparmiato dalle fiamme, il Teatro delle Nuvole. E’ ancora troppo presto per indicare le cause.

 

La Città della Scienza può essere considerata simbolo del recupero di un quartiere ex industriale napoletano importante come Bagnoli che, conclusa l’era dell’acciaio e dell’Italsider, aveva visto proprio nella Città della Scienza l’avvio di un progetto di bonifica e di rinascita.
L’ex area Italsider di Bagnoli, oltre al grande centro di divulgazione scientifica, realizzato sul modello de La Vallette a Parigi, comprende incubatori per imprese.

 

 

Oltre al museo interattivo, la Città della Scienza ospita un planetario, un centro congressi, un centro di alta formazione e un’area per mostre d’arte. Sorge in via Coroglio, di fronte al mare di Bagnoli. Nata dall’intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis, la Città della Scienza ha circa 350 mila visitatori all’anno.
Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 negli stabilimenti dell’Italsider di Bagnoli si consumò una grave crisi industriale e questo portò Silvestrini a immaginare fin dall’inizio la realizzazione di un vero e proprio Science Centre in quell’area, allo scopo di trasformare la zona in un polo high-tech che doveva creare posti di lavoro.
Tra il 1992 e il ’93 è stato elaborato il progetto di Città della Scienza e inaugurato il primo insediamento. Nel 1994 la Regione Campania e il MURST (l’attuale MIUR) lo hanno approvato.

 

Fuori del museo tutti i 160 dipendenti, angosciati per il loro futuro lavorativo. L’area distrutta dalle fiamme è di 10-12 mila metri quadrati, tutto tranne il Teatro delle Nuvole, un corpo separato.

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